Il disordine ha una sua ragione, non è detto che un buco nero o una supernova siano ordinati, è da trovare anche qui la verità sull’uomo, su Dio che permette di lasciare le scatole accatastate le une sulle altre, le buste sulla sedia, l’asciugamano sul maglione e il tutto su una radio grigia e nera con l’antenna rivolta a sinistra. Chi lo sa se le cose sono più felici quando sono allineate o non piuttosto quando sporgono e stanno per cadere, quando pendono precariamente da superfici improvvisate, quando occupano postazioni improbabili, come la giacca del pigiama sulla poltrona che si affaccia al computer. Oltre la grata, la natura sta esibendo una sua perfezione: la bouganville si arrampica sul muro – o si getta verso il prato -, il cedro allunga le braccia come un Cristo in croce, offrendosi allo sguardo come consolatore improvvisato, la casa, sullo sfondo, nasconde vite umane passibili anch’esse di ordine e disordine, come se tutto corresse su un crinale che ha due scelte da porgere, un’opzione tra caos e armonia, sconvolgimento e regolarità. Anche il cuore si protende su scenari simili, prende ogni momento il frutto che ritiene più appetibile, più consono al desiderio in corso, alla paura nascente, alla disperazione o alla speranza. Che Dio sia ordine è un’idea diffusa: ma non scompiglia pure i piani, quando meno te l’aspetti? Non sorprende con eventi inaspettati? Non toglie il respiro con drammi senza fine? Il Dio dell’ordine è il Dio della passione, della violenza inumana che si abbatte sul Calvario, del grido smisurato che sembra perdersi nel nulla. Siamo appesi anche noi a un’altalena continua di armonia e di caos, acrobati in equilibrio sul filo, pompieri in edifici in fiamme. Del resto, l’universo nasce da un abisso informe, da una parola che fa luce nelle tenebre, da una bellezza che scaturisce dal vuoto, come per miracolo, come qui davanti compaiono il cedro, le scatole, la radio…


Viviamo in equilibrio instabile sul baratro della morte, con sogni e desideri illimitati nel cuore, e domande di senso troppo spesso inevase..un magma incandescente di contraddizioni, che tanto ricorda l’antagonismo tra forze gravitazionali da cui si genera una stella: la luce della coscienza, che forse può emergere soltanto dallo scontro degli opposti.
Pagina bellissima!
L’importante è ritrovarsi … ?
Questa pagina di diario potrebbe esser letta anche in senso metaforico
La stanza fisica, potrebbe esser paragonata all’intimo dell’uomo
Il suo ordine disordine delle cose, potrebbero esser collegate al disordine ordine della vita spirituale.
La cosa bella, è che nonostante il disordine, si riesce sempre a trovare il senso dell’ordine delle priorità della vita.
Partendo dalla priorità si cerca di eliminare il superfluo, gli scarti che non servono …
Oppure, eliminando gli scarti, le cose superflue, le cose che possono dare solo gioia apparente, si arriva alla priorità assoluta, l’unica capace di dare senso e valore alle piccole cose, l’unica capace di dare gioia eterna.
Cambiando gli ordini degli addendi il risultato non cambia, in quanto Dio resta sempre la nostra priorità, il nostro punto di riferimento