
Amore del mio ottobre, sei luce
Che a sera accarezza i colli
E poi cede la scena alla notte
Celandosi in un mucchio di stelle.
Sei la pioggia sottile al mattino
Che cade con piccolissime gocce
Ed irriga e feconda la terra
Arata e seminata da poco.
Sei le foglie che si posano mute
Sulle strade dove l’uomo cammina
Intessendo un tappeto dorato,
Volandogli attorno con il vento.
Sei l’odore secco del melograno,
Il suo sapore dolce e asprigno.
Il muschio che cresce sulla corteccia
Delle piú alte centenarie querce.
Il contorto ulivo che matura
E si incorona di perle nere.
La nebbia che si alza silenziosa.
Il colore di un cielo che varia
Di continuo, passando d’improvviso
Dal grigiastro al limpido azzurro.
Amore d’ottobre, nel mio silenzio
Sei voce amabile e nascosta,
Nel fondo dell’anima che sussurra,
Tutto ció che io vorrei sentire.
E sei speranza che i nostri giorni
Siano sempre lieti e sereni,
Che vivendo alla tua presenza,
Scopra quant’é bella ogni stagione.
*
1. un oggi lontanissimo nel tempo
morivi chiedendo un mostacciolo
di monna Lapa, e ti fu concesso
perché tu possedevi solamente
il tuo magro corpo, ed anche questo
segnato con i segni dell’amore.
Vivendo in letizia e cantando
il canto di messer lo frate sole
giungi a questi tempi così strani
di opulenza e di crude guerre
esempio di povertà e di pace
che difficilmente si può scordare.
2. tu fragile donna in questo giorno,
un altro giorno di inquietudine,
sola, nella stanza di un albergo
lasciavi in silenzio questa vita,
quella vita che avevi cantato
sempre, quasi gridandola da dentro.
Susciti una grande tenerezza
forse per i tuoi anni così pochi.
E fu una spada nelle tue vene
che cercavi per colmare il vuoto
della vita che ti diede la morte
che cantando non potevi scacciare.
Ma cantavi, e questo è bastato
per darti un posto in molti cuori.
3. Francesco, Janis, quasi uno scherzo
vi tiene uniti in questo giorno
la sorella Morte vi accomuna
e la mia vita vi è debitrice.
Grande è la verità che dite
con la vostra vita e con la morte
noi non moriamo mai quando moriamo
cantando un inno a madre vita.

Due poesie, una più bella dell’altra.