Poesia e Psiche, di Luca Buonaguidi


di Fabrizio Centofanti

C’è un libro che bisogna acquistare. Ecco, la solita pubblicità, dirà qualcuno.Tutto ciò che ha a che fare coi “consigli per gli acquisti”, da Costanzo in poi, non riusciamo a digerirlo. Ma qui c’è di più: è un libro che non dovremmo semplicemente acquistare, ma tenere sulla scrivania, a portata di mano, per lasciarci trasformare dal potere terapeutico della poesia, dalla sua capacità di suscitare o di risuscitare le risorse creative, di connettere il capire e il sentire, che dopo il tempo delle origini abbiamo drammaticamente separato.

La poesia, oltre ad aver anticipato – e consentito – i progressi delle scienze umane, è in se stessa terapia.

La sinergia tra scienza, arte e poesia, la fonte di guarigione che è la parola scritta, aprono scenari sorprendenti che sono a disposizione di chiunque. La vita come romanzo non è solo una metafora abusata, ma la possibilità di vivere l’accettazione e la soluzione di problemi che nei millenni della storia umana hanno avuto i più vari accenti e le più diverse incarnazioni. L’arte di esprimere le emozioni e la crescita nella consapevolezza personale e sociale sono inestricabilmente collegate con la frequentazione del libro, del testo letterario, e con la sua scrittura. Il passaggio dalla prosa della vita alla poesia può guarire di per sé. Non a caso Freud era convinto che la scoperta dell’inconscio andasse accreditata al poeta, e non al medico.

La poesia addestra a esplorare i territori dell’anima, a passare dalle riproduzioni delle mappe elettroniche alle città invisibili dove si attingono gli archetipi dell’inconscio collettivo. La poesia è speranza, antidoto alla depressione.

L’uomo e la donna sono creativi per natura: il recupero della creatività non può essere che terapia per eccellenza.

La poesia aiuta a superare il pre-giudizio, le soluzioni preconfezionate che appiattiscono la vita sui registri di una prevedibilità frustrante: spalanca le porte al nuovo, che è premessa e condizione della cura. Poesia, dunque, è entrare in un mondo altro, scoprire l’infinito in territori inesplorati.

Ma è anche ricucire conflitti, riparare le lacerazioni più insanabili: l’unione degli opposti è il carisma stesso del poeta.

“La poesia è una di quelle sintesi magiche che ci fanno superare la vita quotidiana e trovare bellezze insperate e verità insospettate. Questo superamento non significa il rifiuto del mondo. La magia ci fa riscoprire il mondo” (Silvano Arieti).

Il percorso di Luca Buonaguidi si svolge in modo sorprendentemente lineare in un terreno complesso e a tratti infido. Sospeso tra pensiero e storia, sistematicità e intuizione, è sempre provocatorio e stimolante, come la poesia. Per una volta, dunque, il consiglio per gli acquisti non nasconde le fameliche fauci del mercato, ma la terra promessa di una guarigione almeno possibile. Lascio concludere a lui, Luca Buonaguidi, nomen omen, la buona guida in questo straordinario percorso:

“Questo libro è dedicato a tutti i poeti e tutti i “terapoeti” di ogni epoca e civiltà che ho scoperto vivere appena fuori da me. Non tutti i nomi di chi ha contributo a vivificare il legame tra poesia e psiche nei secoli possono essere stati menzionati in questo testo, il cui autore si è scelto l’appassionante ma inesauribile obiettivo di racchiudere millenni di anni e migliaia di esperienze in poche centinaia di pagine. Parafrasando una citazione di Italo Calvino, in cui diceva che la poesia fosse “l’arte di far entrare il mare in un bicchiere”, si può dire che questo libro rappresenti un analogo tentativo. Per questo motivo, ho ritenuto opportuno inserire numerose poesie o estratti di queste lungo la mia trattazione: perché ho sempre inteso questo testo come un’opera poetica, nonostante un registro verbale adeguato al contesto scientifico di riferimento della controparte psicologica del dibattito”.

Grazie per questo dono.

Luca Buonaguidi, Poesia e psiche, dall’ispirazione poetica alla terapia della poesia, Mille Gru 2023.

11

4 pensieri su “Poesia e Psiche, di Luca Buonaguidi

  1. S&R

    La riscoperta della psiché, dell’anima, come processo conoscitivo che restituisce all’essere umano il suo respiro ampio, perso nei secoli a causa della progressiva riduzione operata dal “cogito ergo sum”.
    Un’opera preziosa, presentata con tale bellezza da invogliare a seguire senza indugio questo singolare consiglio di acquisto.
    Grazie ad entrambi!

    Rispondi
  2. Silvia De Luca

    È un libro che non solo ho fra i miei, oggi tra i più cari, ma che voglio abbiano i miei amici più cari e i familiari più vicini.
    Perché è un libro di ricognizione, di guida, di meditazione
    Un libro da cui ripartire per dare compimento alla Parola.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *