
Per una letteratura transmediale
Non è possibile separare i casi letterari dai contesti che li hanno prodotti: prendiamo Infinite Jest, di DFW, sarebbe stato impensabile prima dell’ascesa di internet. O anche Sulla strada di Kerouac, non sarebbe stato possibile scriverlo prima del boom economico. Stessa cosa per La vita agra di Bianciardi o Fratelli d’Italia di Arbasino. La grande letteratura è lo specchio del tempo che l’ha prodotta.
Quando un gruppo di ragazzi e ragazze decise, negli anni ’50, di prendere uno zaino e di fare l’autostop sulle strade del deserto statunitense, di bere il peyote e di provare la benzedrina, andando contro le leggi del pubblico decoro e fuggendo dalle proprie famiglie, realizzò, di fatto, uno stile di vita in controtendenza con quello imposto dalla società dei consumi. Quando DFW cominciò a ricevere l’attenzione del pubblico, scriveva racconti e reportage per diverse riviste già da diversi anni e – dopo il successo di critica e pubblico – nella famosa intervista per «Rolling Stone» a David Lipsy nel 1996 dichiarò: «Era la prima volta che la nostra generazione veniva bombardata da tutta quella roba» riferendosi alla grande quantità di stimoli a cui era stato sottoposto fin da ragazzino.
Eppure, si comincia a parlare di beat generation soltanto negli anni ’60 e di postmodernismo soltanto negli anni ‘80. Perché? L’editoria arriva sempre in ritardo, quando i processi sono già in corso, hanno influenzato mode, modi di dire e correnti musicali. Allora la bolla è pronta ad esplodere e la letteratura ha un pubblico di riferimento – dunque un mercato – al quale rivolgersi, il libro pubblicato sarà un successo, essere beat o postmoderni sarà associato ad alcune tendenze riconoscibili, anche se gli stili di scrittura restano, per forza di cose, molto personali.
Il guaio della letteratura contemporanea è che i social media ci hanno trasformati tutti in produttori di contenuti male o non pagati, dunque non c’è più l’attenzione, né il tempo necessario, perché un fenomeno estetico possa instillarsi nella società, essere intercettato dal mercato ed esaurirsi nel giro di qualche anno, come sarebbe avvenuto fino a una decina d’anni fa. Anzi: tutti richiediamo la stessa attenzione quotidianamente, anche a costo di distruggere chi prova a percorrere una strada simile alla nostra, pur di avere il tanto agognato quarto d’ora di celebrità.
Questo presenzialismo ha fatto il suo tempo e ha prodotto dei risultati deleteri. Da una parte ci sono i piagnistei di chi nell’editoria ci lavora, ma comunque non riesce a trovare lettori – si tratta di 200 copie vendute per autori che scrivono soggetti per le serie sulle piattaforme a pagamento – e dall’altra ci sono le lamentele di chi da questo sistema è escluso ed è costretto ad autopromuoversi, vantando una purezza che in sostanza si traduce in una totale autoreferenzialità. Care case editrici indipendenti, sapete anche voi di cosa sto parlando.
Attualizzando e facendo nostro il concetto di Medialismo inventato dal critico Gabriele Perretta nel 1993, istituiamo da oggi la necessità di una poesia e di una letteratura transmediale. Assistiamo ogni giorno ai prodigi dell’intelligenza artificiale; l’alzata di scudi degli amanti del copyright e delle royalties lasciano intuire che il terreno è fertile per compiere questo passo e chiudere il cerchio. Non abbiamo mai avuto come oggi la sensazione che un mondo e un modo di fruire l’arte e la letteratura tutta sia sul punto di finire, per fare spazio a qualcos’altro. Le narrazioni fantascientifiche e cyberpunk hanno trovato finalmente una loro collocazione nella vita quotidiana. Da oggi non resta che fornirne una dignitosa rappresentazione.
Se io chiedessi a Chat GPT di scrivere un Manifesto per la letteratura Transmediale, probabilmente suonerebbe così:
Manifesto per una Letteratura Transmediale
- Pluralità di Piattaforme: La Letteratura Transmediale abbraccia una vasta gamma di piattaforme e mezzi di comunicazione, tra cui libri, film, giochi, siti web, social media e molto altro ancora. Ogni piattaforma contribuisce in modo unico alla narrazione complessiva.
- Partecipazione Attiva dei Lettori: I lettori non sono semplici spettatori, ma partecipanti attivi nella creazione e nell’interpretazione delle opere transmediali. La Letteratura Transmediale incoraggia il coinvolgimento del pubblico attraverso interazioni, contributi e riflessioni personali.
- Narrativa Multidimensionale: Le storie transmediali si estendono oltre i confini tradizionali della narrazione lineare. Esplorano trame e personaggi in profondità attraverso molteplici punti di vista e media diversi, offrendo agli spettatori una prospettiva più ricca e articolata.
- Coerenza nell’Incoerenza: La coerenza all’interno del mondo transmediale non implica uniformità o rigidità. Piuttosto, la coerenza deriva dall’interconnessione di elementi narrativi che si adattano e si evolvono attraverso diverse piattaforme e contesti, mantenendo vivo il tessuto della storia.
- Collaborazione Creativa: La Letteratura Transmediale celebra la collaborazione tra autori, artisti, designer, sviluppatori e altri creativi. Lavorando insieme, possono superare i limiti delle singole discipline per creare esperienze narrative uniche e coinvolgenti.
- Accessibilità e Inclusione: Le opere transmediali dovrebbero essere accessibili a una vasta gamma di pubblici e dovrebbero riflettere la diversità delle esperienze umane. La Letteratura Transmediale promuove la rappresentazione inclusiva di culture, identità, abilità e prospettive.
- Esplorazione dei Limiti Tecnologici: La tecnologia è un alleato nella creazione di esperienze transmediali innovative. La Letteratura Transmediale abbraccia l’avanzamento tecnologico e sperimenta con nuove forme di interattività, realtà virtuale, realtà aumentata e altre tecnologie emergenti.
- Riflessione Critica e Analisi: La Letteratura Transmediale invita alla riflessione critica e all’analisi delle dinamiche narrative, delle strategie di storytelling e degli impatti culturali e sociali delle opere transmediali.
- Evoluzione Continua: La Letteratura Transmediale è un processo in evoluzione costante. Accoglie cambiamenti e adattamenti nel panorama mediatico e culturale, sfidando costantemente le convenzioni narrative ed esplorando nuove possibilità creative.
- Connessione Umana: Alla base della Letteratura Transmediale c’è la connessione umana. Attraverso la condivisione di storie ed esperienze, si costruiscono ponti che collegano individui, comunità e culture in un dialogo creativo e inclusivo.
Piccola postilla sul copyright: come il dibattito contemporaneo non smette di ricordarci, tutte le opere nate all’interno del Movimento per una Letteratura Transmediale (da oggi, MLT) non può prescindere, di fatto, dall’abolizione del diritto d’autore. Parte del ricavato delle opere andrebbe cooptato per il sostentamento della comunità artistica aderente al movimento, per la creazione di mostre, presentazioni, festival. Questo costituirebbe un piccolo reddito di base al quale attingere, per finanziare il MLT e non dovere sottostare alle esigenze dell’industria culturale.
Una volta diventato egemonico, il MLT dovrà resistere alle lusinghe del mercato e mantenersi indipendente, pena la dissoluzione dello stesso. Nasceranno nuove case editrici in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi autori e nuove modalità di fruizione delle opere, coadiuvate dalla realtà virtuale. Allo stesso tempo, quando diventerà egemonico e la popolazione si sarà resa conto che la sua maniera di vivere, lavorare, produrre e consumare prodotti culturali è ancora novecentesca, il MLT avrà esaurito la sua spinta innovativa e transmediale sarà entrato di diritto nel vocabolario.
NEOLOGISMI (2024)
transmediale (aggettivo) tipologia di narrazione portata alle estreme conseguenze, dove i pezzi di storia sono dispersi su diversi segmenti sullo stesso medium. Termine che fa riferimento al Movimento per la Letteratura Transmediale (MLT), che fa riferimento alle nuove tecnologie, alla rete, ai nuovi linguaggi, alle modalità di ricezione mai sperimentate prima, ai contenuti transmediali, ai testi espansi (?transmedialismo).
Nel processo transmediale, autore e fruitore sono – anche se non sullo stesso piano – connessi da un rapporto di reciprocità, dato che uno può fornire un input all’altro, che può utilizzarlo a suo piacimento, diventando co-autore del testo/piéce/performance che si va a creare. L’autore transmediale rifiuta la standardizzazione nell’utilizzo del web 4.0 e si rifà al linguaggio di programmazione, quando l’informatica non era ancora sinonimo di app e interfacce pre-impostate, ma di sperimentazione e innovazione linguistica.
Davide Galipò nasce a Torino nel 1991. Dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Sicilia, nel 2015 si laurea in Lettere all’Università di Bologna, con una tesi sulla poesia dadaista nella Neoavanguardia italiana. Nello stesso anno dà alle stampe la raccolta di poesie visive ViCoL0 (Modo Infoshop). Nel 2016 è finalista al Premio Alberto Dubito con il progetto spoken word music LeParole. Fondatore e direttore editoriale di «Neutopia – Rivista del Possibile», ha pubblicato e collaborato a varie testate. Con la sua opera Olfabeto, nel 2021 ha fatto parte della mostra collettiva La poesia visiva e l’olfatto, a cura di Lamberto Pignotti, presso la Fondazione Berardelli di Brescia. È autore delle raccolte di poesia Istruzioni alla rivolta (2020) e Personal Trainer (2023), pubblicate con Eretica Edizioni, e degli EP Volontà di vivere (2016), Madrigale (2020) e La Terra La Guerra E Noi (2022).
