
Il 12 febbraio protesta a Roma davanti al Ministero dell’Istruzione contro i tagli al bilancio delle scuole pubbliche, in un’Italia già tra le ultime in Europa per le spese per l’istruzione (per le private, invece, vedi qui). Su questo anche interrogazioni parlamentari (qui e qui). Anche gli studenti protestano (qui e qui). Giuseppe Caliceti propone un appello ai vescovi. Intanto continua la battaglia delle iscrizioni. E il 14 febbraio a Milano.
Una scuola senza carta… igienica
di Piera Comba
La Gelmini si è vantata su La Stampa di voler creare una scuola senza carta. In realtà questa scuola esiste già: sono le tante scuole senza carta igienica, senza carta per le fotocopie, senza fondi. Il liceo in cui insegno io a Saluzzo per esempio vanta crediti dallo Stato per più di centomila euro. L’elenco dei senza però non è finito ed è destinato ad aumentare. Dal prossimo anno la scuola sarà senza compresenze: niente più uscite alle fattorie didattiche o ai musei, niente più musei forse, visti i tagli al settore cultura. Dimezzati i fondi per le supplenze già ci tremano i polsi a pensare che un prossimo decreto interverrà a limitare le nascite tra i docenti, solo con una rigida castità, certamente, per non urtare Santa Madre Chiesa. Dall’anno scolastico 2010/2011 poi senza laboratori gli Istituti tecnici e Professionali, senza latino il Linguistico, senza Diritto tutti i Licei. Meglio così: se dobbiamo riuscire a credere al ministro Maroni, secondo il quale in Italia non esiste un’emergenza criminalità organizzata, meno conosciamo il diritto e più sarà facile. Non ci resta che cullarci un un sogno: svegliarci un bel mattino senza il ministro Gelmini. Come l’antico scrittore latino potremo finalmente affermare “nunc demum redit animus”
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Scuole pubbliche senza fondi per il funzionamento ordinario
di Gianni Gandola
Non era mai successo. Non era mai successo nella storia della scuola italiana che venissero a mancare agli istituti scolastici i finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo, la cosiddetta “dotazione ordinaria”. Si tratta, per i non addetti ai lavori, dei soldi che servono per le spese di ordinaria gestione (dalle fotocopie al materiale di cancelleria, alle spese telefoniche non coperte dai Comuni, al materiale di pulizia, ecc.). In pratica di ciò che serve alle scuole per poter funzionare decentemente.
Ora, è bene ricordare che la dotazione ordinaria ha sempre costituito in passato una fonte di entrata certa. Sicuramente non molto consistente (per una scuola primaria con oltre 700 alunni ammontava, negli ultimi anni, più a meno, attorno ai 7-8.000 euro), quasi sempre insufficiente rispetto ai bisogni delle scuole, ma certa. E’ su questa base, soprattutto, che viene impostato il Programma annuale, vale a dire il bilancio della scuola.
Il comma 7, art. 2 del D.I. 44/2001 infatti recita testualmente ”Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l’ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all’approvazione della legge di bilancio dello Stato”.
Questa volta invece, in una nota del Miur (la nota Prot. A00DGPFB 539 del 26 gennaio 2009, che riguarda tra l’altro un altro argomento, le ore eccedenti relative alle attività complementari di educazione fisica), si dice testualmente: “Per quanto riguarda le assegnazioni relative alle spese di funzionamento e, più in generale, a quelle per le quali si è fatto riserva di ulteriori comunicazioni, sono ancora in atto le procedure per il reperimento delle necessarie risorse. Le istituzioni scolastiche, pertanto, sono invitate a procedere – ove non abbiano già provveduto – alla predisposizione del Programma annuale 2009, fermo restando che eventuali ulteriori assegnazioni costituiranno oggetto di variazione ai sensi dell’art. 6 del D.I. 44/2001.”.
Si dice insomma alle scuole di fare lo stesso il Programma annuale senza i fondi per il funzionamento.
(continua qui)
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Scuole alla fame
di Paolo Mele
Vado al sodo.
In una nota MIUR del 26 novembre scorso si scrive (Prot. 3338):
“Le risorse finanziarie relative alle supplenze brevi e saltuarie dovranno essere determinate, in sede di previsione, quale assegnazione base, utilizzando i seguenti parametri: euro 450,00 per ciascun docente in organico di fatto presso le scuole primarie e dell’infanzia; euro 140,00 per ciascun docente, in organico di fatto, presso le scuole secondarie; euro 45,00 per ciascuna unità di personale ATA, in organico di fatto, presso le scuole di ogni ordine e grado. A seguito di apposito monitoraggio, si provvederà alla eventuale integrazione dell’assegnazione base, come sopra determinata, in relazione al fabbisogno accertato e comunque entro il limite massimo del 50% della somma corrispondente all’assegnazione base.”
Il mio DSGA ha fatto due conti e nella nostra scuola (scuola superiore) risulterebbero circa 22.000 euro in sede di previsione (sia docenti sia ATA e comprensivi degli oneri fiscali, cioè per chi ne capisce, il cosiddetto “lordo Stato”). Come si legge nella nota, tale somma iniziale potrà essere integrata in sede di monitoraggio con una nuova assegnazione che può essere al massimo il 50% di quella iniziale; nel caso della mia scuola sono 11.000 euro che aggiunti ai 22.000 iniziali fanno 33.000 euro per le supplenze brevi e saltuarie. Per le stesse supplenze, lo scorso anno abbiamo speso 101.000 euro!!!
Il realismo dell’estensore della nota prepara il lettore ai risultati dei calcoli che dopo la lettura è portato a fare, e infatti scrive:
“Si richiama, inoltre, alla responsabile attenzione delle istituzioni scolastiche la esigenza di contenere il conferimento delle supplenze per quanto possibile …”
E te credo, ci toccherà contenerci ed estendere il possibile fino a solo il 30% del normalmente necessario!
Meno male però che subito dopo la nota così recita:
“… e nel rispetto, ovviamente, dell’ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e di ciascun indirizzo di scuola.”
Sembra che siano due persone diverse a scrivere i due pezzi di frase. Due persone che non sanno niente l’una dell’altra: ma come si può garantire l’ordinato svolgimento col 30% dei fondi necessari?
Mah!?!
C’è però un’altra chicca in questa nota. In fondo in fondo si dice:
“Infine, relativamente alle assegnazioni per le spese di funzionamento, tenuto conto delle riduzioni degli stanziamenti di bilancio per tali voci di spesa per l’anno 2009, si fa riserva di comunicare gli importi che potranno essere assegnati dopo la definitiva approvazione del bilancio dello Stato.”
Uno pensa, ach, riduzioni anche qua, speriamo non troppo.
Ci mettono due mesi a pensarla meglio sta cosa e qualche giorno fa in un’altra nota, che non c’entra nulla (Prot.n. AOODGPFB 539 del 26/11/09 – Ore eccedenti relative alle attività complementari di educazione fisica) scrivono:
“Per quanto riguarda le assegnazioni relative alle spese di funzionamento e, più in generale, a quelle per le quali si è fatto riserva di ulteriori comunicazioni, sono ancora in atto le procedure per il reperimento delle necessarie risorse. Le istituzioni scolastiche, pertanto, sono invitate a procedere –ove non abbiano già provveduto- alla predisposizione del Programma annuale 2009, fermo restando che eventuali ulteriori assegnazioni costituiranno oggetto di variazione ai sensi dell’art. 6 del D.I. n.44/2001.”
Abbiamo capito, si sono giocati ai dadi i fondi per il funzionamento e ci dicono: “fate senza, poi vediamo”.
Che vergogna…
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Le scuole non hanno più soldi ma la Gelmini dice che c’è una circolare ”aggiustatutto”
di Martina Aureli
Mancano fondi per i corsi di recupero e per i supplenti. E i conti del ministro non tornano.
Anche la scuola ha problemi con i debiti, ma non per la crisi economica in corso, quanto piuttosto per i finanziamenti in calo. Stiamo parlando dei debiti “formativi”, ossia quelli che gli studenti devono recuperare per legge con appositi corsi, di almeno 15 ore; e che devono essere organizzati velocemente, visto che il primo quadrimestre si è concluso a gennaio.
(continua qui)
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Lascia il Provveditore di Como: «Regalano soldi a Gheddafi, all’Alitalia e alla Fiat, ma nelle scuole non ce ne sono abbastanza per pagare i supplenti»
Il provveditore Scaglione come Borrelli: “Resistere, resistere, resistere”. Addio al veleno del provveditore di Como: “Non voglio essere complice di chi sta rovinando l’Italia”.
Il provveditore Benedetto Scaglione lascia. «Resistenza, resistenza, resistenza contro chi sta rovinando l’Italia, a prescindere che sia di destra o di sinistra». L’addio del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Como, Benedetto Scaglione, riecheggia la storica frase con cui Francesco Saverio Borrelli aprì, nel 2002, il suo ultimo anno da procuratore generale di Milano.
(continua qui e vedi anche qui)
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L’ultima del ministro: niente corsi per i recuperi? Pagate i prof. privati.
Non ci sono soldi per le visite fiscali, qui, qui e qui.
Diminuiscono i fondi per le strutture scolastiche.
Non ci sono soldi per pagare i supplenti, qui.
Senza soldi anche a Piacenza, qui.
Le sofferenze finanziarie delle scuole, qui.
Dal ministero: nemmeno un euro per il funzionamento delle scuole, qui.
Aumenta il costo della mensa per le famiglie, qui.
Aumentano le ritenute sullo stipendio, qui.
E dove sono i soldi per gli sms delle scuole alle famiglie? Vedi qui e qui.
Contratto scuola 2008/2009: i lavoratori hanno perso in media il 32% rispetto al precedente CCNL, qui.
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Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.
Spazi in rete sulla scuola qui.
Cosa fanno gli insegnanti: vedi qui e qui.
Inoltre ricordo che circola in rete un appello contro il maestro unico e un altro a sostegno della scuola pubblica.
C’è un appello anche per l’università qui.
Un appello di docenti e formatori nel campo dell’educazione linguistica sulla valutazione degli apprendimenti qui.
Un appello per il diritto alle prestazioni sanitarie urgenti agli stranieri (compresi i bambini) qui.
Segnalo anche un appello per il diritto alla tutela della salute per i dipendenti pubblici qui.
Le leggi contestate: la legge 169 (ex dl 137), dl 133, mozione Cota.

La Gelmini e la sua banda avrebbe dovuto darsi alla pittura visto il quadro surrealista che ne viene fuori. Ma i colori sono neri come la muffa ospitata nella loro testa. Possibile che nulla si possa fare per impedire a questi balordi di continuare a percepire stipendi da favola solo per rovinare quel poco che restava di quest’Italia già tanto martoriata?
Mia figlia si laurea a luglio e continua a chiedersi cosa ne sarà della sua futura vita lavorativa, lavorativa?!. La gelmini che dice in proposito? Giorgio, tu ne sai qualcosa?
ti abbraccio
jolanda
al tempo della “carta dei servizi” (il POF di oggi: ma si può avere un nome così?) noi si malignava sulla carta NEI servizi, che mancava regolarmente.
non ci sono soldi per niente e nessuno. c’è bisogno di recupero? io mi fermo e rifaccio alcune cose: un po’ di programma in meno, qualche restauro in più. ma corsi pomeridiani no: perché servono poco, costano alla comunità, e perché, scusate tanto eh? mica c’ho scritto jo-condor, non mi va più di fare le cose “agratis”. ovvero: ne faccio un sacco comunque, ma quelle istituzionalizzate da una
min(e)istra così, che dice egìda invece che ègida, e fa finta che tutto vada bene, salvo proprio noi prof. eh no, eh?
dice bene jolanda: una banda! bassotti?
Grazie, Jolanda e Lucy.
Arrivo adesso da scuola, dove ho svolto una verifica pomeridiana (non retribuita) a conclusione di un corso di recupero effettuato in orario mattutino (quindi sottraendo ore al normale svolgimento delle lezioni): appunto perché non ci sono soldi per pagare i recuperi pomeridiani: il che vuol dire nella pratica meno scuola per tutti.
Che dire? Jolanda, anche io ho un figlio universitario e una figlia che sta terminando il liceo e non sa cosa fare l’anno prossimo, e non perché non abbia inclinazioni chiare.
Come chiare sono anche le ragioni di chi si oppone agli interventi governativi sulla scuola, basati non su una linea pedagogica e su una una visione lungimirante del ruolo dell’istruzione nello sviluppo del Paese.
Cosa fare? Tentiamo con l’informazione, che sia capillare, come stanno facendo insegnanti e genitori delle scuole elementari… Tra poco toccherà anche alle Superiori fare i conti con la legge Aprea.
Credo che la visione del governo sia lungimirante, non potrebbero essere più precisi, non hanno lasciato nulla al caso, i collaboratori porteranno i detergenti da casa, per le pulizie. La carta igienica, sarà sostituita, con un prodotto moderno, ( si deve stare al passo con i tempi.).
Niente fotocopie, inquinano.
Non si faranno gite di istruzione ( tanto sono inutili), i programmi saranno semplificati, ( che è anche troppo per gli Italiani). Un maestro per trenta bambini, è sufficiente.
Se tutto procede in questo modo, in breve tempo la scuola secondaria, le superiori e l’università saranno trasformate in aziende. Se questa non è efficienza, non saprei come chiamarla.
Forse,dico forse, i soldi mancano perchè devono andare a quei “poveri” clienti, cognati, fratelli, amanti, i cari amici dei politici per cui sono stati creati migliaia di enti autonomi (però a finaziamento pubblico),
questi poveracci dirigono autorità di bacino di fiumi lunghi 37 km.,del falsopiano di Missolungi, del transito delle pecore per i tratturi pugliesi e via dicendo.
In questi ultimi dieci anni politici di destra e pseudosinistra si sono impegnati gloriosamente a trasformare enti pubblici in enti privati affermando che così si risparmiava, si sveltivano i tardi sistemi di assunzione.
Di fatto è una forma di sottrazione al controllo degli enti preposti perché, privatizzando, gli addetti ai CDA si attribuiscono stipendi da favola ed assumono a loro piacimento clienti, complici della truffa,che ovviamente sostengono fortemente chi li mantiene.
MarioB.
Ho letto il disegno Aprea e sono rimasto basito. Non ci credevo… Non era possibile. Ho riletto, era davvero così: consiglio di amministrazione obbligatorio al posto del cosiglio di istituto. Fondazioni con partner privati che finanziano direttamente i fondi di istituto (per cui se non sei amico dell’imprenditore ciccia…) Concorso di istituto come via di reclutamento: i dirigenti e i loro scagnozzi che esaminano gli sfigati abilitati. Vedremo che trasparenza dunque. Gerarchizzazione degli insegnanti divisi in categorie: iniziali, ordinari ed esperti. Li conosciamo già questi Kapò (ex funzioni strumentali) che invece che stare coi ragazzi intrallazzano con gli enti locali, ma sarà sempre peggio. Ve li vedete come esaminatori? Infine le risorse date non alle scuole ma direttamente alle regioni. Per cui bisognerà oliare bene il partito che comanda altrimenti non avrai nemmeno i soldi per le penne . Siamo al di là del possibile, perché l’inferno non è altrove: è dentro la scuola italiana. Resistenza, blocchiamo tutto, niente attività aggiuntive, rifiutiamo le supplenze a pagamento. Lasciamo soli i dirigenti e i loro sgherri.
Sono triste e indiavolato. Grazie a Giorgio Morale che continua ad informarci.
Alex
Cara Gena, nel dire che gli interventi governativi sulla scuola sono poco lungimiranti, non volevo fare un indiretto elogio a questo governo che merita molto peggio, hai ragione, pensavo a quella che per lo più è stata la politica scolastica italiana, come ricorda anche Mario.
Avevo inoltre viva l’impressione suscitata dalla trasmissione vista il giorno prima su Rai 3, la puntata di “Presa diretta” sulla “Scuola tagliata”, e quanto lungimirante invece vi apparisse la scuola svedese.
Per quanto riguarda il progetto sulla scuola di questo governo, non dimentichiamo che il Presidente dava istruzioni affinché le sue televisioni fossero programmate per un pubblico con un’età mentale di 4 anni.
Altrimenti, sarebbe il caso di ricordare ai politici italiani la frase di Derek Bok, dell’Università di Harvard: “Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza!”.
collegio. tre ore e mezza per illustrare le bojate pazzesche del decreto gelmini. un liceo scientifico di qualità costretto a rifarsi il maquillage. il “mio” latino che va a farsi friggere. i soldi per i recuperi che non ci sono: allo studio offerta di corsi pomeridiani finanziati dai genitori (genitori che accusano il colpo di averci il figlio poco…motivato che forse è meglio farlo studiare con qualche altro prof., “pagando”, ben si sa). io che mi appisolo, quasi, inseguendo il sogno di una scuola a tempo pieno, come ha mostrato riccardo jacona, in svezia, in zone con qualche disagio sociale a cui il governo (di centro destra!) dà alcuni milioni di euro per gestirla al meglio. una società in cui il mio lavoro è apprezzato, lodato, sostenuto. e invece quando parlo, mentre si fa silenzio tra i miei colleghi di vecchia data, i più giovani continuano a chiacchierare, il dirigente mi guarda come se fossi una pazza visionaria. non ci troviamo più, io e i dirigenti scolastici, gli è qualche anno.
non mi ritrovo più nel vestito stretto che mi hanno cucito addosso. sono una vecchia prof. che sta bene tra i suoi libri e i suoi studenti: molto migliori di quanto li si immagini. veri, umani, persino i più svogliati. non si meritano questa scuola-azienda. per fortuna che, i figlioli, son di quarta e di quinta, e non vedranno il disastro.
questa mattina luca mi ha parlato della madonna come tipus humilitatis e dei bassorilievi sulla balza dei superbi. roba sua, felice di dialogare con me, alla pari. esistono anche (benché sempre più rari) studenti sensibili e curiosi. che fine faranno in questa “gran machina” che tutto stritolerà, per primi spiaccicando congiuntivi e accenti? e dovrò starci ancora un bel po’ di anni…aiutàteme!
Per chi l’avesse persa, quella trasmissione di cui io parlavo prima e di cui qui sopra parla Lucy si può vedere qui:
http://www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208-1083989,00.html
Lucy… ti amo perché scrivi “bojate” con la i lunga! Io appena posso scrivo bajonetta. E’ una libidine che non so spiegare.
Dunque dovrei riempire i tabelloni per gli scrutini e scrivere conoscenze, competenze, capacità, impegno e partecipazione, ognuna di queste voci con uno splendido numeretto. Sono qui a scuola e sto per farlo, giuro. Poi mi ricordo anch’io di quello che ho visto domenica sui Rai tre. E anche se la Svezia è splendida mi son rimaste in testa solo le immagini dei poveri ruderi (scolastici) della Calabria. Non so perché mi colpisce di più il lato misero e crudo delle cose. Non so se è per la pietà o per cosa. E allora invece dei numeretti degli scrutini mi andrebbe di dargli fuoco al tabellone. Un bel falò rigeneratore non ci starebbe male.
sapessi io a chi a che darei fòco, alex! ho sempre pensato che siamo dove siamo anche perché non abbiamo mai preso seriamente posizione. qualche corteo, niente di più. (altrove incendiano le città: studenti e lavoratori). cortèo in veneziano sta per coltello: non so se…
c’è chi mira al “colle”: io mirerei al collo e tirerei tirerei, brutta gallina!
è solo un sogno sul far della sera, quando l’ora induce pensieri tra il malinconico e il lugubre.
ciao alex! (ci libereremo mai, noi prof, del muro del pianto?)
Scusami tu Giorgio, ho solo giocato con le parole.
Comunque non ho visto la trasmissione, e grazie per il tuo impegno
Sono un genitore di due bambini iscritti ad una scuola media comunale nella provincia di Roma. Vorrei dei chiarimenti se possibile con riferimenti di legge sulla figura del Dsga. Nell’istituto frequentato dai miei figli è stato chiesto alle famiglie un contributo volontario di 30 euro per il libretto delle giustificazioni, copertura assicurativa per le gite e per l’acquisto di materiale utile ai ragazzi. anche a scuola dei miei figli manca la carta igienica, manca la cassetta di primo soccorso, mancano le risme di carta per le fotocopie. Abbiamo chiesto in sede di consiglio di sapere come venivano spesi i soldi del “contributo volontario” e ci è stato risposto che sono stati utilizzati per pagare le supplenze saltuarie degli insegnanti. non abbiamo la possibilità di vedere nessuna fattura d’acquisto, non sappiamo quanti soldi sono sul conto della scuola e sembrerebbero mancare all’appello anche i soldi di alcuni progetti che ci risulta siano arrivati al Dsga ma non sono stati girati a coloro che hanno anticipato le spese. Potete spiegarmi cortesemente come ci si può accertare del corretto utilizzo dei soldi? non abbiamo trasparenza.
grazie
attraverso il consiglio di istituto viene presentato il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo. il consiglio approva. i bilanci sono soggetti al controllo dei revisori dei conti ministeriali che, di solito, fanno un lavoro pignolissimo. dati i fondi esigui in dotazione alle scuole, non vedo come dei soldi possano essere distratti. se ne sentono di tutti i colori, tuttavia. nella mia scuola non scappa un centesimo, non saprei.
grazie per la risposta.