Giorgio Stella, una poesia

[dedicata a Jirí Orten]

Se siamese fosse l’ urto di coccio il provvido cerchio sarebbe l’ arco di riflesso, curvo, scuro, come un sasso bianco di lacrime a cui mi oppongo – i tronchi gialli delle ringhiere pitturare dalle flebo di sangue come non fosse nessuno il tutto del quando era niente il per sempre. Ora scocca il sonaglio dell’ opera Santa, che riprova nell’ organo l’acrobazia della parola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *