Giuseppe Conte

a cura di Giorgio Stella

Trans-Europe-Express

Niente ora nasce e muore più, in Europa.
I treni nella notte corrono come in una
fungaia di buio, immutabile. Ci risveglia
una voce metallica che annuncia: next stop in…

La gioia della poesia era danza, amore
il viaggio del sole e delle foglie
i sontuosi eucalipti, i pini, i fragili
platani, le siepi delle famiglie fuggitive dei

fiori, padiglioni e voliere intravedute,

i parchi, i boschi: la danza aperta prima di
morire. L’amore che non ha nome, e fa rinascere.

2 pensieri su “Giuseppe Conte

  1. Giuseppe Conte

    Gentile Giorgio Stella, grazie di aver scelto questa mia poesia scritta negli anni Settanta del secolo scorso che parla di un tema oggi ancora più attuale e sotto gli occhi di tutti, la crisi dell’Europa, dove niente nasce muore più, un continente sfiancato , emarginato e privato di ogni energia spirituale. Della crisi dell’Europa fa parte la scomparsa della poesia dal suo orizzonte . Io, dopo quasi cinquant’anni, continuo a ribellarmi e a lottare in nome della poesia, della natura, dell’umano alla fine, minacciato da oscure forze che vogliono estirpare l’umano e il sacro dal mondo. Un caro saluto. Giuseppe Conte

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  2. Giorgio Stella

    Grazie a lei gentile… Leggo ora… Il nostro amico comune Roberto Carifi nn risponde più… Lei è andato a ritirare Tibet xchè lui nn ce la faceva. Un abbraccio profondo

    Rispondi

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