POESIA E POLITICA.47. Giselda Pontesilli


a Lavinio

 

I
È quasi inverno, quasi un altr’anno,
lo vedo, ma me ne accorgo davvero
grazie a te, signora
Franca Sbarigia,
perché,
ora, come l’altr’anno,
non siedi più coi tuoi secchi di latte
fuori, sull’aia,
ma al tepore, dentro la stalla,
dalle cinque alle sei di sera,
un’ora prima
perché il sole, ora,
tramonta prima.

-Buona sera, ti dico
(e ti do le mie bottiglie
da riempire di latte).
-Ciao, rispondi.
-L’estate…

II
Compaesane
noi siamo,
per le nostre, per queste, parole
banali
e ancor prima
perché sei qui, signora,
semplicemente,
tu, ottantunenne,
con tuo figlio a badare
a stalla,
vigna,
orto,
casale…
e al grande cane bianco maremmano,
alle galline,
ai panni,
al viale…

III
Noi siamo compaesane
anche perché entrambe
di Filettino…
per caso, lo sappiamo:
perché parlando, d’estate,
tu andavi «a Filettino» – dicevi –
al funerale di tua zia:
– io sono… Pontesilli! ti dissi allora!
– e io Sbarigia! hai detto!

Sì: «Arquati, Veglianti,
Giacomini…
Sbarigia… Nardecchia…
Valentini,
Frateloreto,
Pontesilli,
Ottaviani…

tutti nomi di su…
di Filettino».

IV
Tra le cinque e le sei,
siamo in tanti,
signora,
a venire da te per il latte,
per le uova:
molti indiani,
che lavorano i campi
e arrivano, quasi tutti,
in bicicletta;
pochi romeni e marocchini,
due o tre italiani…

Se a volte mi vedi in fila
“Pontesilli” -ad alta voce, dici-
“Pontesilli”

e io, timidamente,

per la tua autorità
vado avanti.

 

 

NOTA
Il testo ha come riferimento:
Storia e costumi di Filettino – POEMETTO IN TERZA RIMA DELLA FINE DEL XVIII SECOLO –
di Eleuterio Arquati, Filettino 2001.

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Un pensiero su “POESIA E POLITICA.47. Giselda Pontesilli

  1. Grazia Pisegna

    Si, gli umani, i viventi sulla Terra ancora sono definiti da un Nome, da un Cognome, da un Luogo di Nascita. Sembrerebbe banale, ma si è perso il senso della verità naturale,per ciò dissotterrare dall’ovvio ciò che è la radice dell’uomo vivente, travolto nella polvere delle destrutturazioni attuali è un dovere, una forma di compito etico per tutti, che siano poeti o meno.

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