Hai ricevuto in eredità una cassetta con la consegna di non aprirla mai. Dentro di essa, ti è stato detto, è racchiuso il segreto della vita, l’oggetto che al solo sguardo ne dischiude le porte.
Sovente tiri fuori dall’armadio quella cassetta, la metti sulla scrivania e la contempli. Certo, la tentazione d’aprirla è forte, più forte però il tuo senso di lealtà ? via, siamo sinceri, il tuo timore di un irreparabile disastro.Allora ti limiti a saggiarne le chiusure, ma sono ermetiche; ti limiti a scuoterla per tentare di capire cosa mai possa contenere. Ma, scossa, la cassetta non dà suono alcuno; forse contiene un oggetto che la occupa interamente, forse non contiene un bel nulla. E ti viene da pensare che nulla di definito potrebbe mai essere all’altezza della promessa che ti è stata fatta. Promessa non fallace, degna di credito ed alla quale in effetti e serenamente tu credi. Perciò quasi ti parrebbe più desiderabile e più congruo allo scopo che, appunto, la cassetta non contenesse nulla. Ma un nulla capace di diventare tutto. Tutto per te, tutto per gli altri. Così, fino alla prossima volta, riponi la cassetta nell’armadio e rendendo grazie riprendi il tuo cammino verso la gioiosa consumazione.

contemplare un segreto,
non c’è niente di più ricco e tentatore!
il nulla che può essere tutto, potenza dell’illusione.
e i sensi sempre all’erta nell’attesa
di quel gusto.
ciao Roberto
mi attira quel vuoto della cassetta… il lettore può pensare che sia anche tutta piena, ma la prima cosa che si pensa è il vuoto. è come il centro del Tempio: vuoto, dunque pieno. la cassetta è sacra, senza essere enfatica. è ciò che deve essere… vi abbraccio forte
massimo
che noia, “vecchia” come la cassetta=la vita, per fortuna c’è l’oscuro dell’Arte. grazie alla disperazione del dolore che può, davvero, contenere tutto al/nel nulla, nulla nel/al tutto.