Mitsuharu Kanedo ( Giappone, 1895-1975)
A used shoe store
Rain threatening any moment in the May sky.
In a grungy port town, a used-shoe store.
All the used shoes hung from the eaves, every one of them,
heels worn, leather torn, all repaired as long as possible, trash no longer mendable.
Delicate types whose rundown state you feel all the more keenly,
dated deep rubber shoes,
student shoes covered with coloured patches,
boots that haven’t lost suggestions of power and prestige, children’s shoes,
each in its own way, crossing which ocean routes, these ragtag vessels,
now gathered here, all tired.
Oh, what metaphoric views all this.
Even so I try to find a companion that fits my feet.
Yes
I know. Leather soles that have turned gritty with the sweat and foot
grease of someone somewhere, the pain of a stud sticking out.
Yes I know. The cold of the water that seeps in, the urge to cry,
the deeply sympathetic words that touch us two, that we the down-and-out can understand in our hearts.
Un magazzino di scarpe usate
Pioggia sempre in agguato nel mese di maggio.
In una lurida città di porto, un magazzino di scarpe usate.
Appese al cornicione tutte le scarpe usate, ciascuna
con i suoi tacchi consunti, il cuoio lacero, tutte riparate fino all’inverosimile,
roba ormai da buttare, irrimediabile.
Modelli raffinati, così conciati da farti star male,
scarponi di gomma fuori moda,
scarpe da studente ricoperte di pezze colorate,
stivali che non hanno perso tracce di potere e prestigio, scarpe per bambini,
ognuna a modo suo, attraversando qualche rotta oceanica, ora riuniti qua,
questi vascelli straccioni, tutti stanchi.
Oh, che scenario metaforico è questo.
Eppure cerco di trovare una compagna adatta ai miei piedi.
Sì lo so. Suole di cuoio cotte dal sudore grasso dei piedi di qualcuno
da qualche parte, il dolore di una borchia che spunta.
Sì lo so. Il freddo dell’acqua che s’infiltra, il bisogno di piangere,
le parole di calda compassione che ci commuovono entrambi, che noi,
quelli fuori combattimento, riusciamo a comprendere col cuore.
( Traduzione dalla traduzione inglese – non dall\’originale giapponese! di Adelmina Albini)

Sempre interessante Stefanie quello che proponi. Grazie.