“Di sotto”

di Roberto Saporito

La finestra è all’ultimo piano di un alto palazzo, che dagli stilemi architettonici si direbbe della fine dell’ottocento, qualcosa come una sorta di pre-liberty, e la finestra è una delle due di un’ampia stanza dal soffitto alto praticamente quadrata arredata con mobili antichi del settecento, consunti tappeti persiani, polverosi quadri ad olio raffiguranti paesaggi campestri molto verdi e marroni e grigi alle pareti. La stanza ha due finestre ma non ha porte. Una delle due finestre è aperta e una lunghissima scala la collega con la strada sottostante, e questa scala è l’unico modo per entrare e uscire da questa stanza, sembra. Mi avvicino alla finestra, guardo i pioli della scala dall’aria poco solida, mi sporgo, molto poco, per guardare di sotto, ma “di sotto” è molto lontano da dove sono io, “di sotto” mi fa fare un immediato balzo indietro terrorizzato da un terribile conato di vertigine. Ricontrollo la stanza ma non ci sono porte, neanche nascoste, neanche segrete, ma allora come ci sono arrivato io qui che soffro di vertigini, che non potrei mai salire quella scala così alta, ma ancora di più non potrei mai “scendere” da quella scala, e che quindi mai l’avrei salita. Mai.
Qualcuno spunta in cima alla scala e mi dice:
– Dai scendi. –
Il tempo di arrivare alla finestra e quel qualcuno non c’è più.
Chi era?
Ho capito, sono dentro un sogno o un incubo, anche se non può veramente essere una spiegazione plausibile, la consapevolezza non esiste nei sogni o negli incubi. Il sogno ha delle regole: tu sogni ma non sai di sognare. Ti succede e basta, poi magari te lo ricordi il sogno o magari no, ma comunque “dopo”, durante il sogno, o l’incubo, lo puoi solo subire, sei il protagonista ma non il regista: fai quello che ti dicono, punto, nel sogno non c’è libero arbitrio.
Mi avvicino alla finestra e penso: è un sogno o un incubo, io so che lo è, non so come, ma lo so, allora, magari, io non soffro di vertigini in questo sogno-incubo.
Provo, e non senza una certa baldanza, a scavalcare il parapetto della finestra per scendere dalla scala ma non ci riesco, sono letteralmente terrorizzato, la scala è lunghissima, il suolo lontanissimo. Indietreggio e respiro forte col naso e poi con la bocca spalancata alla ricerca di ossigeno, deglutisco rumorosamente, mi allontano il più possibile dalla finestra.
Fanculo, è un sogno?, bene, allora mi accomodo sopra quella poltrona Luigi XV dorata e un po’ sfondata e aspetto di svegliarmi.
Ma non succede niente per dieci minuti, poi “qualcuno” spunta dalla finestra e dice:
– Dai scendi. –
Mi avvicino nuovamente e velocemente alla finestra ma non c’è più nessuno, mi sporgo, poco, ma neanche sulla scala c’è nessuno.
Che sogno di merda.
Voglio scendere. E lo voglio adesso. Oppure voglio svegliarmi, ma comunque subito.
E’ un sogno e sto sognando che ho la consapevolezza di stare in un sogno, è possibile, quindi se apro la finestra, quella senza scala, e mi butto di sotto la cosa peggiore che può capitarmi è di svegliarmi, o di volare, o di incontrare Superman o Batman, o qualunque altra cosa questo sogno ha in mente per me.
Mi avvicino all’altra finestra, quella senza scala, la apro, guardo, poco, sotto, e sotto, lontanissima da dove sono io, c’è una piazzetta quasi quadrata, dal porfido sconnesso, deserta.
Mi sporgo di più dal parapetto e senza ulteriori indugi mi butto di sotto.
E non mi sveglio più.

Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) il 13 luglio 1962. Nel 1996 ha pubblicato “Harley-Davidson Racconti”, Stampa Alternativa Editore, Roma, 20.000 copie vendute, piccolo libro di “culto”, e due anni dopo “H-D/Harley Davidson” , Stampa Alternativa Editore. Ha pubblicato racconti su innumerevoli Riviste Letterarie, tra le quali “Fernandel”, “Kult”, “Addictions”, “Ellin Selae”, “Freeway”, “Il Foglio Letterario”, “Il Segnalibro”, “M – Rivista Del Mistero”, “DaLeggere”, “Ciminiera”, “Progetto Babele”, “Il Sottoscritto (ex Stilos)”, “La poesia e lo spirito”, “Ad Est dell’Equatore”. Suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Ultimi morsi” (2002) e Brividi Neri” (2003). A febbraio 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Anche i lupi mannari fanno surf” presso la Robin Edizioni. A novembre 2003 ha pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo “Eccessi di realtà/ Sushi Bar”, G.E.M. edizioni, e nel 2006 ha pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo “Millenovecentosettantasette / Fantasmi armati” ,Besa Editrice.
Per settembre 2009 è prevista la pubblicazione del suo quarto romanzo per Zona Editrice.

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