89.
se vuoi puoi darmi apolidi consensi
brevetti di cosmesi senza uccisioni
dell’io predato al costo della data
il petto in torcia per dirmi la gioia
la noia del sopruso di perdersi di vista
alla vista
lo sguardo desto scodellato al desco
felici di licenze al finalmente più vicini:
sono stata semplicemente via e
mi chiamo marina sodale ai venti
brezza senza conto
90.
(da Rughe d’inserviente, 2007-)

bentornata, Marina. grazie per i tuoi versi apolidi e sodali.
Ciao Marina
di brezza al mio respiro
sodale ai venti al petto, unica.
“mi chiamo marina sodale ai venti
brezza senza conto”
Grazie, Marina, per il dono mai “scontato” dei tuoi versi.
Giovanni