9 pensieri su “Metteteci il vostro

  1. Laura Costantini

    Slogan geniale: metteteci il vostro culo. Resta il fatto che di culo continueranno ad usare il nostro (delle femmine, per capirci) e nessuno riuscirà a cambiare le cose finché il modello culturale offerto, anzi imposto, dalla televisione (unica grande e riconosciuta insegnante) è quello di femmine sculettanti con le chiappe in bella vista.

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  2. laura

    il problema non è solo “chi lo usa e continuerà ad usarlo” ma “chi lo concede e continuerà a concederlo” perché accetta il modello dominante donna=pezzo di carne da macello comunque sia.

    in tal senso il documentario linkato è davvero interessante

    laura

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  3. fernirosso

    interessante,grazie di aver portato una bella analisi di ciò che oggi pare sia diventata la farsa più visibile attorno a noi. Ciò che manca è il modello proposto alle più giovani,quello che viene esportato dall’America e vede nelle ragazze materiale da usare tanto quanto le donne di età maggiore di cui si parla nell’intervista.Musica, ginnastica, corpo, vestiti, danza e soprusi.Un modo di muoversi da non farsi invidiare dai cannibali,ma ognuno ha i suoi riti,non lo si può dimenticare. Ci sono due video di un dj italiano in youtube che mostrano le star della canzone mentre si esibiscono facendo sempre le stesse mosse,le stesse strategiche passate davanti alla camera,non si capisce chi sia questa o quella se non dala foggia dei capelli o dal numero di ragazzi e ragazze che le si dimenano intorno.
    ferni

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  4. lucy

    qualunque sia la strategia retorica dello slogan pubblicitario, resta volgare, becero, arcaico nel senso più deteriore. credo non ci sia scampo: e oggi meno di ieri – dove ieri era un’era geologica fa, quando ero ragazza io – per un’infinita serie di ragioni che incontriamo quotidianamente e di cui siamo consapevoli. quello che mi sconcerta, però, è che una buona fetta della popolazione femminile giovane ci sguazza tranquillamente in questo brodetto melmoso e alimenta il risorgere dell’eterno “masculino”: che non è così affascinante come il suo corrispettivo femminile, è un’ autostrada ad una sola corsia, con una meta, sempre quella, da raggiungere possibilmente in fretta.

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