12 pensieri su “Videomessaggio di Roberto Saviano per il festival del Giornalismo d’Inchiesta di Marsala”
véronique
Lo scrittore di verità
Accogliere le parole mute
della paura
le parole della terra
soffocate
le parole dell’afa
dolore
le parole del cieco
con luce di silenzio
Svelare le cose
come stanno
testimoniare
liberare la bocca cucita
camminare sulal strada
di verità.
Il lettore
Leggere
vedere le cose
come stanno
fare il cibo
delle parole
diffondere
stare in piedi
sulla terra
ancha lontana
liberare le parole
dalla mia solitudine alla sua.
questo intervento di Saviano mi ha richiamato alla memoria questo:
L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.
[…]
(Da: “La Guinea”, Poesia in forma di rosa, in “Bestemmia”, volume primo, Garzanti, Milano 1993)
Saviano che esce con Berlusconi, con Mondadori e che parla di camorra, presentando al pubblico un libro… quale libro? E’ un tristissimo raschiare il fondo del barile quello di riproporre i suoi articoletti apparsi in rete e ribattuti più e più volte: una squallidissima operazione commerciale. E poi, per Dio, con Mondadori. Dopo la schifezza immane che Einaudi ha fatto a Saramago che certi… facciamo pure nomi e cognomi, Roberto Bui e compagnetti di merendine berlusconiane, non vengano MAI E POI MAI PIU’ a dirmi che l’editore è l’editore e che ci sono tanti anarchici, comunisti e che l’editore è poi solo l’ultima ruota… peccato sia quella che CONTA PIU’ DI TUTTE nella sua posizione che è ultima solamente nelle CONVENIENZE SPICCIOLE di certuni.
Non soprende dunque che il film Gomorra fosse pieno di camorristi e che ogni giorno dalla finzione tornino alla realtà, o che dopo il film diventino camorristi. Ma che schifo! E nessunoc he si indigni. E’ proprio vero che la sinistra si appecora come ha detto giusto un terremotato dell’Aquila. Il giornalismo italiano è una cacca secca. E l’editoria è una cacca che quattro bamboccioni continuano a pestare, rotolandosi in essa proprio come porci maiali senza ritegno alcuno.
Questo è quello che penso in quanto uomo libero da tutto e da tutti.
Un libro deve essere pubblicato da una casa editrice. Non è la colpa dell’autore: è una manera di toocare il publico.
Roberto Saviano spiega nel messaggio che l’impegno del lettore fa la vita del libro. Criticare l’autore è mettere in pericolo il suo lavoro e la sua persona, nutrire la distanza e la diffamazione.
Non è il tuo caso, lo so. Ma la tua colera sana dovrebbe
mettere in accusa il sistema editoriale, non l’autore.
Per finire leggere il giornalo su Internet non impedisce di comprare il giornale.
Il libro, lo leggero per ritrovare articoli, e leggere a casa.
Con stima, véronique
e ne me fais pas la tête.
Non farmi il broncio.
Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.
E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da altri blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto Gomorra, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.
Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore ed autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa. Diciamocelo chiaro e tondo: se Saviano avesse detto delle grandi verità, delle verità scomode, Gomorra non sarebbe passato. Ma Mondadori ha fiutato l’affare: Saviano, forte di una buona dose di fiction e di risapute notizie sulla camorra, ha scritto Gomorra. Ma Saviano non denuncia alcunché: le notizie che porta in Gomorra erano già state dette, da altri autori, che Saviano e l’editore non hanno mai citato in una bibliografia, nonostante le tante edizioni del romanzo Gomorra. Mai c’è stata una bibliografia esaustiva delle fonti a cui ha attinto Roberto Saviano. E questo fatto è già di per sé non poco scandaloso e disgraziatamente scorretto nei confronti di quanti combattono la camorra per mezzo di denunce forti e che però non vengono pubblicati dal Signore e Padrone Berlusconi. Saviano continua a fare orecchie da mercante, proprio come Berlusconi: la bibliografia non intende inserirla proprio in Gomorra. Gli costa troppa fatica? O ha da nascondere qualche cosa?
Il fatto che non c’è una bibliografia esaustiva in Gomorra è più che mai significativo: non viene inclusa perché altrimenti TUTTI potrebbero rendersi conto che Saviano ha merito davvero minimo, per la sola parte che in Gomorra è fiction. L’editore si guarda bene dal pubblicare Gomorra includendo la bibliografia di tutti quei testi da cui Saviano ha attinto a piene mani. Se lo facesse, Gomorra passerebbe fra le mani dei comuni lettori e questi avrebbero modo di rendersi conto che Saviano non ha fatto nessuna denuncia e che ha solo ripetuto come un pappagallo. L’editore vuole il business e a quello mira, insieme alla complicità tutta di Saviano a questo punto, perché altrimenti non si spiega come mai Saviano non ha ancora inserito una dannata esaustiva bibliografia in Gomorra.
Il film Gomorra è pieno di camorristi: non c’è giorno o quasi che non venga fuori un nuvo camorrista. Che diavolo di film è una pellicola che per denunciare la camorra ha per degli attori dei veri pericolosi camorristi di lunga data? Un film che non vale un’acca. E difatti negli USA, gli Oscar non gli e l’hanno fatti vedere nemmeno con il cannocchiale. Rispedito al mittente. All’Italia che si beve ogni panzana che gli viene messa sotto il naso.
Io punto il dito contro il sistema editoriale ma l’autore, e lo sottolineo, ha la sua gravissima parte di colpa: se Saviano fosse stato corretto, in primis, subitissimo avrebbe dovuto dare una bibliografia estesa dei testi compulsati per scrivere quella parte di non-fiction che è in Gomorra. Non ha mai detto un’acca. Non ha mai accennato al fatto, nonostante gli sia stato fatto notare più volte. Non dicendo nulla a tal riguardo si è “inglobato” nella politica e nel business del sistema editoriale. E’ evidente che è colpevole quanto, se non di più, di quel sistema editoriale che lo pubblica per fare soldi e non denuncia.
Saviano non è mai stato in pericolo. Se solamente Saviano non avesse gridato come un ossesso, perdendoci la voce, in mezzo alle strade di Napoli che lui in prima persona sfidava la Camorra, Gomorra sarebbe stato considerato l’ennesima pubblicazione contro la camorra e morta lì. Invece Saviano ha fatto incazzare di brutto la Camorra con le sue grida da scapestrato incosciente, ed è per questo solo motivo che è finito sotto protezione. Per finire anche sottobraccio al guerrafondaio inFausto Bertinotti: e speriamo che si sia levato dalle palle una volta per sempre il becchino del Comunismo italiano. Non sorprende che oggi alle Europee Rifondazione Comunista va a casa con un consenso che è uguale a zero.
Se Saviano non ha niente di nuovo da dire, è inutile che raschi il barile. Evidente è che non ha niente da dire, niente di nuovo: ed allora che fa? Raschia il barile ripubblicando i suoi articoletti, apparsi più e più volte su giornali, quotidiani e non da ultimo ribattuti non si sa quante volte in rete, su blog e siti. Operazione del tutto commerciale a cui Roberto Saviano ha detto di sì, rendendosi complice del sistema editoriale.
Queste mie analisi sono scomode, non lo nego. Scomode perché affondano nel “vero”, nelle macroscopiche pecche di cui è colpevole vittima Roberto Saviano. Che purtroppo dei bietoloni locali hanno innalzato a santo e martire, dimenticando di operare una vera e severa critica contro la camorra. E questo per andare incontro al business e al proprio tornaconto.
Berlusconi non è l’ultima ruota del carro nel sistema editoriale. Ma quand’anche si volesse dire che è l’ultima ruota è perché lui che è il Padrone ha deciso di sua spontanea volontà di stare in quella posizione: e direi che l’ha dimostrato ampiamente l’editoria mondadoriana, con Saramago, rifiutando il suo ultimo libro “Il quaderno”. Chi per Berlusconi, quella famosa ultima ruota del carro editoriale, ha detto un secco NO alla pubblicazione del Quaderno di Saramago e così è stato: Einaudi e Mondadori sono proprietà del Premier Silvio Berlusconi. Per nostra fortuna Bollati Boringhieri pubblicherà “Il quaderno” di Saramago. Ma è inutile che si raccontino favole circa la presunta libertà di agire dell’editore: l’editore fa quello che gli comanda il suo Signore e Padrone, Silvio Berlusconi, per Einaudi e Mondadori. Questo vale anche per Roberto Saviano.
Non ti preoccupare, non ti faccio affatto il broncio. ^__^ Stiamo solamente discutendo, nient’altro. Sarebbe preoccupante se non lo facessimo, non trovi?
Non condivido una sola parola. Non dimenticare: Roberto Saviano è minacciato, ha una vita di prigioniero. E non penso che un’opera si faccia nel motivo del denaro. Preferisco non parlare a proposito dell’argomento, perché è troppo grave. Roberto Saviano a molto spiegato come la camorra fa ( diffamazione, fare nascere il sospetto).
Rimango con la mia opinione: Roberto Saviano è coraggioso e un scrittore di talento.
Per questo argomento non cambio d’idea.
Invece per la casa Mondadori, condivido.
Non siamo d’accordo, ma ti voglio bene.
Ma non tornare sull’argomento, perché mi fa pena.
Saviano è minacciato dalla camorra ma in ragione del fatto che ha fatto lo scapestrato per le strade di Napoli gridando che “lui Roberto Saviano sfidava la camorra”. Ha fatto quella che si dice una gran cazzata, ed è finito sotto scorta. Il suo libro c’entra poco o nulla con il fatto che è tenuto sottoscorta.
In “Gomorra”, lo ripeto per la centesima volta, MANCA UNA ESAUSTIVA BIBLIOGRAFIA dei testi compulsati da Saviano. MAI NE’ SAVIANO NE’ L’EDITORE HANNO PENSATO DI INCLUDERE ‘STA MALEDETTA BIBLIOGRAFIA, QUINDI SONO COLPEVOLI DI OMISSIONE DI INFORMAZIONI ENTRAMBI ALLO STESSO MODO.
Io in Saviano non ravviso un gran talento: ha scritto la parte di mera fiction che è in Gomorra e si è ripetuto ad aeternum le stesse cose dette in Gomorra tramite articoli ospitati, cioè pagati salati, dai giornali.
Adesso se ne esce bello bello con una raccolta degli articoli apparsi su giornali e riviste dal 2004 ad oggi: OPERAZIONE SPUDORATA E COMMERCIALE CHE SERVE SOLAMENTE A SAVIANO PER IMPINGUARSI LE TASCHE E ALL’EDITORE.
La cosa è decisamente un po’ tanto schifosa.
Comunque non ci torno più su. Tanto si è sordi. 🙂
Però il mio invito è DI BOICOTTARE QUESTA OPERAZIONE COMMERCIALE DI SAVIANO E DI MONDADORI-BERLUSCONI.
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Lo scrittore di verità
Accogliere le parole mute
della paura
le parole della terra
soffocate
le parole dell’afa
dolore
le parole del cieco
con luce di silenzio
Svelare le cose
come stanno
testimoniare
liberare la bocca cucita
camminare sulal strada
di verità.
Il lettore
Leggere
vedere le cose
come stanno
fare il cibo
delle parole
diffondere
stare in piedi
sulla terra
ancha lontana
liberare le parole
dalla mia solitudine alla sua.
Bellezza e crudeltà
Grazie a Francesco Sasso.
questo intervento di Saviano mi ha richiamato alla memoria questo:
L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.
[…]
(Da: “La Guinea”, Poesia in forma di rosa, in “Bestemmia”, volume primo, Garzanti, Milano 1993)
Saviano che esce con Berlusconi, con Mondadori e che parla di camorra, presentando al pubblico un libro… quale libro? E’ un tristissimo raschiare il fondo del barile quello di riproporre i suoi articoletti apparsi in rete e ribattuti più e più volte: una squallidissima operazione commerciale. E poi, per Dio, con Mondadori. Dopo la schifezza immane che Einaudi ha fatto a Saramago che certi… facciamo pure nomi e cognomi, Roberto Bui e compagnetti di merendine berlusconiane, non vengano MAI E POI MAI PIU’ a dirmi che l’editore è l’editore e che ci sono tanti anarchici, comunisti e che l’editore è poi solo l’ultima ruota… peccato sia quella che CONTA PIU’ DI TUTTE nella sua posizione che è ultima solamente nelle CONVENIENZE SPICCIOLE di certuni.
Non soprende dunque che il film Gomorra fosse pieno di camorristi e che ogni giorno dalla finzione tornino alla realtà, o che dopo il film diventino camorristi. Ma che schifo! E nessunoc he si indigni. E’ proprio vero che la sinistra si appecora come ha detto giusto un terremotato dell’Aquila. Il giornalismo italiano è una cacca secca. E l’editoria è una cacca che quattro bamboccioni continuano a pestare, rotolandosi in essa proprio come porci maiali senza ritegno alcuno.
Questo è quello che penso in quanto uomo libero da tutto e da tutti.
Giuseppe,
Un libro deve essere pubblicato da una casa editrice. Non è la colpa dell’autore: è una manera di toocare il publico.
Roberto Saviano spiega nel messaggio che l’impegno del lettore fa la vita del libro. Criticare l’autore è mettere in pericolo il suo lavoro e la sua persona, nutrire la distanza e la diffamazione.
Non è il tuo caso, lo so. Ma la tua colera sana dovrebbe
mettere in accusa il sistema editoriale, non l’autore.
Per finire leggere il giornalo su Internet non impedisce di comprare il giornale.
Il libro, lo leggero per ritrovare articoli, e leggere a casa.
Con stima, véronique
e ne me fais pas la tête.
Non farmi il broncio.
tocare
Mi spiego cara Véronique.
Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.
E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da altri blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto Gomorra, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.
Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore ed autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa. Diciamocelo chiaro e tondo: se Saviano avesse detto delle grandi verità, delle verità scomode, Gomorra non sarebbe passato. Ma Mondadori ha fiutato l’affare: Saviano, forte di una buona dose di fiction e di risapute notizie sulla camorra, ha scritto Gomorra. Ma Saviano non denuncia alcunché: le notizie che porta in Gomorra erano già state dette, da altri autori, che Saviano e l’editore non hanno mai citato in una bibliografia, nonostante le tante edizioni del romanzo Gomorra. Mai c’è stata una bibliografia esaustiva delle fonti a cui ha attinto Roberto Saviano. E questo fatto è già di per sé non poco scandaloso e disgraziatamente scorretto nei confronti di quanti combattono la camorra per mezzo di denunce forti e che però non vengono pubblicati dal Signore e Padrone Berlusconi. Saviano continua a fare orecchie da mercante, proprio come Berlusconi: la bibliografia non intende inserirla proprio in Gomorra. Gli costa troppa fatica? O ha da nascondere qualche cosa?
Il fatto che non c’è una bibliografia esaustiva in Gomorra è più che mai significativo: non viene inclusa perché altrimenti TUTTI potrebbero rendersi conto che Saviano ha merito davvero minimo, per la sola parte che in Gomorra è fiction. L’editore si guarda bene dal pubblicare Gomorra includendo la bibliografia di tutti quei testi da cui Saviano ha attinto a piene mani. Se lo facesse, Gomorra passerebbe fra le mani dei comuni lettori e questi avrebbero modo di rendersi conto che Saviano non ha fatto nessuna denuncia e che ha solo ripetuto come un pappagallo. L’editore vuole il business e a quello mira, insieme alla complicità tutta di Saviano a questo punto, perché altrimenti non si spiega come mai Saviano non ha ancora inserito una dannata esaustiva bibliografia in Gomorra.
Il film Gomorra è pieno di camorristi: non c’è giorno o quasi che non venga fuori un nuvo camorrista. Che diavolo di film è una pellicola che per denunciare la camorra ha per degli attori dei veri pericolosi camorristi di lunga data? Un film che non vale un’acca. E difatti negli USA, gli Oscar non gli e l’hanno fatti vedere nemmeno con il cannocchiale. Rispedito al mittente. All’Italia che si beve ogni panzana che gli viene messa sotto il naso.
Io punto il dito contro il sistema editoriale ma l’autore, e lo sottolineo, ha la sua gravissima parte di colpa: se Saviano fosse stato corretto, in primis, subitissimo avrebbe dovuto dare una bibliografia estesa dei testi compulsati per scrivere quella parte di non-fiction che è in Gomorra. Non ha mai detto un’acca. Non ha mai accennato al fatto, nonostante gli sia stato fatto notare più volte. Non dicendo nulla a tal riguardo si è “inglobato” nella politica e nel business del sistema editoriale. E’ evidente che è colpevole quanto, se non di più, di quel sistema editoriale che lo pubblica per fare soldi e non denuncia.
Saviano non è mai stato in pericolo. Se solamente Saviano non avesse gridato come un ossesso, perdendoci la voce, in mezzo alle strade di Napoli che lui in prima persona sfidava la Camorra, Gomorra sarebbe stato considerato l’ennesima pubblicazione contro la camorra e morta lì. Invece Saviano ha fatto incazzare di brutto la Camorra con le sue grida da scapestrato incosciente, ed è per questo solo motivo che è finito sotto protezione. Per finire anche sottobraccio al guerrafondaio inFausto Bertinotti: e speriamo che si sia levato dalle palle una volta per sempre il becchino del Comunismo italiano. Non sorprende che oggi alle Europee Rifondazione Comunista va a casa con un consenso che è uguale a zero.
Se Saviano non ha niente di nuovo da dire, è inutile che raschi il barile. Evidente è che non ha niente da dire, niente di nuovo: ed allora che fa? Raschia il barile ripubblicando i suoi articoletti, apparsi più e più volte su giornali, quotidiani e non da ultimo ribattuti non si sa quante volte in rete, su blog e siti. Operazione del tutto commerciale a cui Roberto Saviano ha detto di sì, rendendosi complice del sistema editoriale.
Queste mie analisi sono scomode, non lo nego. Scomode perché affondano nel “vero”, nelle macroscopiche pecche di cui è colpevole vittima Roberto Saviano. Che purtroppo dei bietoloni locali hanno innalzato a santo e martire, dimenticando di operare una vera e severa critica contro la camorra. E questo per andare incontro al business e al proprio tornaconto.
Berlusconi non è l’ultima ruota del carro nel sistema editoriale. Ma quand’anche si volesse dire che è l’ultima ruota è perché lui che è il Padrone ha deciso di sua spontanea volontà di stare in quella posizione: e direi che l’ha dimostrato ampiamente l’editoria mondadoriana, con Saramago, rifiutando il suo ultimo libro “Il quaderno”. Chi per Berlusconi, quella famosa ultima ruota del carro editoriale, ha detto un secco NO alla pubblicazione del Quaderno di Saramago e così è stato: Einaudi e Mondadori sono proprietà del Premier Silvio Berlusconi. Per nostra fortuna Bollati Boringhieri pubblicherà “Il quaderno” di Saramago. Ma è inutile che si raccontino favole circa la presunta libertà di agire dell’editore: l’editore fa quello che gli comanda il suo Signore e Padrone, Silvio Berlusconi, per Einaudi e Mondadori. Questo vale anche per Roberto Saviano.
Non ti preoccupare, non ti faccio affatto il broncio. ^__^ Stiamo solamente discutendo, nient’altro. Sarebbe preoccupante se non lo facessimo, non trovi?
Bacioni, cara Véronique
Giuseppe,
Non condivido una sola parola. Non dimenticare: Roberto Saviano è minacciato, ha una vita di prigioniero. E non penso che un’opera si faccia nel motivo del denaro. Preferisco non parlare a proposito dell’argomento, perché è troppo grave. Roberto Saviano a molto spiegato come la camorra fa ( diffamazione, fare nascere il sospetto).
Rimango con la mia opinione: Roberto Saviano è coraggioso e un scrittore di talento.
Per questo argomento non cambio d’idea.
Invece per la casa Mondadori, condivido.
Non siamo d’accordo, ma ti voglio bene.
Ma non tornare sull’argomento, perché mi fa pena.
Ho fatto errori, perché sono in emozione
Ha benissimo spiegato,
uno scrittore
Saviano è minacciato dalla camorra ma in ragione del fatto che ha fatto lo scapestrato per le strade di Napoli gridando che “lui Roberto Saviano sfidava la camorra”. Ha fatto quella che si dice una gran cazzata, ed è finito sotto scorta. Il suo libro c’entra poco o nulla con il fatto che è tenuto sottoscorta.
In “Gomorra”, lo ripeto per la centesima volta, MANCA UNA ESAUSTIVA BIBLIOGRAFIA dei testi compulsati da Saviano. MAI NE’ SAVIANO NE’ L’EDITORE HANNO PENSATO DI INCLUDERE ‘STA MALEDETTA BIBLIOGRAFIA, QUINDI SONO COLPEVOLI DI OMISSIONE DI INFORMAZIONI ENTRAMBI ALLO STESSO MODO.
Io in Saviano non ravviso un gran talento: ha scritto la parte di mera fiction che è in Gomorra e si è ripetuto ad aeternum le stesse cose dette in Gomorra tramite articoli ospitati, cioè pagati salati, dai giornali.
Adesso se ne esce bello bello con una raccolta degli articoli apparsi su giornali e riviste dal 2004 ad oggi: OPERAZIONE SPUDORATA E COMMERCIALE CHE SERVE SOLAMENTE A SAVIANO PER IMPINGUARSI LE TASCHE E ALL’EDITORE.
La cosa è decisamente un po’ tanto schifosa.
Comunque non ci torno più su. Tanto si è sordi. 🙂
Però il mio invito è DI BOICOTTARE QUESTA OPERAZIONE COMMERCIALE DI SAVIANO E DI MONDADORI-BERLUSCONI.
Bacioni, Véronique
Beppe