7 pensieri su “Evoluzione del web 2.0

  1. Giuseppe Iannozzi

    Al momento la Rete è solamente un gran calderone: alcune cose funzionano, molte altre no. La Rete è come l’infinito: però se ne salva lo 0,1% a voler essere generosi. C’è ancora molto da fare e se non sarà fatto in tempi brevi, la Rete è destinata a perdere qualsiasi valore autorevole. Come di fatto già sta accadendo.

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  2. Marco Saya

    La rete, per fortuna, non è un “sistema esperto” appoggiato su lisp machine. Quello è stato un fallimento totale. Ad ogni modo, nel calderone, le cose buone ci sono, manca, ancora, a mio avviso un software di categorizzazione basato su mirati e completi criteri di ricerca.

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  3. Giuseppe Iannozzi

    Hai scritto che il divieto valeva per i tuoi post. Quelle parole, Franz caro, me le sono stampate a futura memoria. Relata refero: “COMMENTI QUI O SU NI, SUI MIEI POST, TI BUTTO AUTOMATICAMENTE FUORI, SENZA NEMMENO LEGGERE CHE COSA HAI SCRITTO. SEI FUORI.” Quindi per i tuoi post qui, su NI, o altrove. E come stai ben vedendo sui tuoi post, di qualsiasi natura, su qualsiasi piattaforma, non intervengo né interverrò mai più per nessuna ragione al mondo.

    Chiedo venia per questa precisazione polemica ed evidentemente off topics. Anche questo è il Web.

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  4. fk

    Ma io ti controllo pure qui e lì. Ne ho ben donde. E soprattutto posso intervenire. Quindi fai poco lo spiritoso e comportati bene.

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  5. Carla

    però scrivere in stampatello non è bello se non è necessario, ha sempre un tono di grido e prepotenza.
    Vi inviterei ad usarlo solo nei casi che lo richiedono, per una questione di rispetto per chi legge, soprattutto!
    ci sono persone molto sensibili a queste sfumature…
    e poi l’importante è chiarirsi, sempre, con l’innocenza dei bambini che ancora nel profondo custodiamo.

    ciao

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  6. Giuseppe Iannozzi

    @ CARLA

    Lo stampatello non è mio: mi sono limitato a fare copia&incolla di quanto il caro Franz mi ha urlato contro. Difatti io che sono persona molto sensibile, e che non perdona – il perdono è di un dio, io sono un mortale e come tale vivo – nella mia immensa sensibilità ho riportato paro paro l’urlo. Null’altro. In ogni caso l’innocenza non è della Rete: è piuttosto l’anticamera per l’inferno, quello vero, che è la Terra con le disgrazie comandate e volute dagli uomini.

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