Lo sguardo dell’altro

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da qui

Trovare il confessore giusto non è facile. Ho provato prima con un sacerdote anziano che incontro la domenica, ma la pensiamo diversamente su tutto, poi con amici preti di vecchia data, ma mi sembrava di giocare. Alla fine ho scelto un monaco di un’abbazia non molto distante dalla nostra chiesa. Dico sempre ai penitenti di stare tranquilli, perché non si confidano solo con un uomo, ma con Dio stesso: non ha senso temere, vergognarsi. Eppure, quando tocca a me, capisco che è impossibile evitare il turbamento per lo scarto tra l’immagine e il volto interiore, che non corrispondono mai perfettamente. Di fronte alla luce abbagliante del risorto, prevale il sentimento delle donne all’annuncio del giovane, la mattina di pasqua: fuggirono e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura. E’ l’ultima parola del vangelo di Marco, talmente scandalosa che una mano ignota ha aggiunto un finale più accettabile. Mi piace l’idea che circola sul purgatorio: non si tratta di anni o secoli di penitenza, ma di uno sguardo che incrocia gli occhi di Cristo; ciò che è impuro brucia, resta solo ciò che è stato dato. La paura e la vergogna distruggono adesso quel che dopo può causare un incendio senza fine. L’inferno è cenere che avanza da un tempo vissuto solo per se stessi. Di questo ci si deve vergognare. Ci vuole il confessore giusto per spingerti fuori di te e realizzare il gesto di salvezza: incrociare lo sguardo dell’altro, non evitarlo mai.

21 pensieri su “Lo sguardo dell’altro

  1. Iannozzi

    Per favore, non sdoganiamo pure quel tossico di Vasco.

    In quanto ai confessori: mah, ci sono anche quelli a pagamento, con il gettone. Chissà! Non è poi detto che siano un male. Anzi.

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  2. f&r

    “Mi piace l’idea che circola sul purgatorio: non si tratta di anni o secoli di penitenza, ma di uno sguardo che incrocia gli occhi di Cristo; ciò che è impuro brucia, resta solo ciò che è stato dato”

    bellissimo!

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. Stella Maria

    sì è come un attimo prima dell’esame, la voglia di andar via ma poi tutto passa e se incontri gli occhi giusti non c’è peccato che resista.

    buonanotte don.
    sm

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  4. Lucio Angelini

    Evviva le religioni (e le costituzioni) che predicano l’amore e il rispetto della dignità di ognuno, ma abbasso i fondamentalismi. Sgozzare la propria figlia nel patetico tentativo di piacere a Dio… un Dio inventato di sana pianta, naturalmente, sbrigliando le proprie più cruente fantasie. Ahi, povera ragazza. Ahi, povero padre.

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  5. Iannozzi

    @ LUCIO

    Lucio, Lucignolo caro ^___^, le religioni sono tutte, nessuna esclusa, inventate. In maniera molto riduttiva si potrebbe dire che sono un “codice etico” per i popoli che le accolgono in seno. Non illudiamoci però che il cristianesimo sia migliore dell’islamismo o dell’induismo… ecc. ecc. Di delitti in nome di un dio, sempre inventato in qualsiasi religione, se ne sono commessi così tanti che se un dio esistesse sul serio ne avrebbe orrore per un tempo maggiore dell’eternità; ma orrore non ne ha, tace, tace come i suoi figli uomini, e questo perché dio è solo il prodotto d’una necessità umana, in pratica l’uomo ha creato dio, per dirla con parole nietzschiane.

    @ FABRY

    Be’, dai, poteva andarti peggio. :-))) In fondo sopportarmi ti fa onore oltreché santo. ^__*

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  6. Lucio Angelini

    @ Iannozzi. La tua è una posizione come un’altra. Rispetta quella di chi ha fede, a patto che, in nome del Dio in cui crede (“Got mit uns” e simili), non si metta a blaterare di guerre sante, conversioni forzate o, nei casi peggiori, di sterminio degli Infedeli. Allah sarà anche grande, ma solo finché i concreti comportamenti di chi delira in suo nome non ne fanno un Improbabile Sanguinario.

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  7. lambertibocconi

    Ouh, mi sono affezionata alle idee dello Iannozzi… 🙂

    Fabry: ho intuito che con questo tuo post hai voluto, non so se conscia o inconsciamente, rimediare un po’ alla blenorrea di Mancuso sulla confessione. Bravo, hai fatto bene!
    Ciao, buona giornata a tutti.

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  8. fernirosso

    l’ho usato da poco questo passaggio di Dante e brucia ogni posizione, basta leggere con attenzione:
    “Non sai tu che tu se’ in cielo?

    e non sai tu che ’l cielo è tutto santo “

    – Dante, Paradiso- Canto XXII

    se qualcuno obiettasse che si tratta di paradiso, rispondo così:-Ma che strada hanno fatto eva e adamo per andare dal paradiso a… qui?- grazie,fernanda

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  9. Iannozzi

    @ LUCIO

    Se l’essere cristiano implica, ad esempio, violentare la propria figlia tenendola segregata per anni e anni e metterla incinta più e più volte, sinceramente ne faccio a meno. Ora non dico assolutissimamente che i cristiani, tutti, siano così: però alcuni sono così, non meno mostri di chi appartenente ad altre confessioni e che si macchia di crimini non scusabili mai e per nessuna ragione. Non c’è perdono possibile per simili barbarie, non un perdono umano né uno divino. Le religioni, tutte, hanno qualche granello di sapienza e molta schifezza in seno spacciata per etica, legge di Dio. Come analizzava Bertrand Russell, oramai un secolo or sono, le religioni non hanno quasi mai elevato l’uomo e la sola che alla violenza ha risposto con il pacifismo è stato il buddismo. Che è una filosofia di vita forse, prima che un credo. Ma dal cristianesimo all’islamismo all’induismo, tutte religioni che hanno giustificato la schiavitù e la morte dei propri simili nel nome d’un supposto Dio. Ora, Lucio caro, non mi venire a dire che il Cristianesimo è la migliore delle religioni possibili. Rispetto il tuo credo ma non mi imporre di credere in una evidente falsità. Rispetto sì, ci mancherebbe altro, per la fede altrui: ma non scuserò mai e poi mai tutte le guerre di religioni che hanno massacrato milioni di uomini, che hanno annichilito popoli interi, che hanno sgominato fino all’ultimo uomo intere popolazioni locali: non sono un criminale che sposa le guerre degli uomini che le guerre le fanno nel nome del loro Dio inventato, un Dio di politiche fratricide.

    @ ANNA

    Attenta però, se ti affezioni troppo alle mie idee c’è poi il rischio che tu possa uscire dalle grazie di qualcuno… 🙂

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  10. Mario pandiani

    Intendevo dire che un monaco è uno specchio, se vive da monaco, uno specchio dell’anima, è uso monastico ricondurre tutto a noi stessi, al nostro inesauribile debito, e mostrarci con semplicità che stare dove si è può insegnarci ogni cosa.
    Mostrare e non insegnare è la vera dottrina e la via della salvezza, della sua evidenza che non riconosciamo mai.

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  11. s.

    trovo che questo post abbia qualcosa di adolescenziale e accomodante: belle parole + vasco rossi.
    è questo il tipo di religiosità che mi inquieta.

    s.

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  12. Lucio Angelini

    @ Jannozzi. Non intendevo dire “rispetta la MIA religione”, ma quella di Fabrizio e di chiunque. Io, come sai, sono laico o, al massimo, sincretico (colgo quello che mi pare da varie dottrine o suggestioni religiose). Il tuo errore di fondo è confondere i reali valori cristiani (pace, fratellanza, rispetto) con i comportamenti concreti di chi, nella pratica, li contraddice. Non basta scriversi “cristiano” (o, cambiando ambito, “democratico”) sulla fronte per esserlo veramente. Vedi la Lipperini: progressista a parole, discriminatrice e autoritaria nei comportamenti concreti (continua imperterrita a censurare ogni mio commento non in linea con il suo pensiero, anzi ogni mio commento tout court). Lo stesso marxismo, sulla carta, è splendido, ma ben altro paio di maniche sono state le sue concrete applicazioni storiche. Il discorso di Fabrizio sull’Altro, comunque, è degno del massimo rispetto.

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  13. Lucio Angelini

    @ Fabry. Non ho motivo di pensare che Loredana non sia stata carina con te. E’ con chi dissente dal suo pensiero o non si unisce alle lodi sui suoi protetti (Genna, Biondillo, Wu Ming1, Gerolamo De Michele ecc.) che diventa oscurantista.

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  14. Iannozzi

    Lucio caro, non so, forse non l’ho detto, non sul tuo blog, comunque apprezzo i vangeli e quel Gesù di carne e sangue, di spirito, che è ai miei occhi un filosofo, e lo dico nel senso più alto e nobile. Scrivere, dire che uno è cristiano non mi piace granché e ti dico subito perché: significa condividere con quel “cristiano” troppe cose che sono anche nel Vecchio Testamento e che non condivido affatto. Il Cristo che amo, per restare su di un piano di comporaneità, è quello pasoliniano: uomo fra gli uomini. Il Cristo pasoliniano non piacque alla Chiesa: era il 1964. Poi Pasolini, pure lui, purtroppo ha finito con il perdersi… Comunque non è questo il luogo per fare della critica a Pier Paolo. Credo che Cristo ha parlato di pace, fratellanza, umiltà, tutti valori che condivido e che apprezzo nel singolo e in ogni popolo: Cristo non emerge dai Vangeli come un fanatico né come uno che amava accompagnarsi a potenti e azzeccagarbugli. Il Vecchio Testamento è invece ambiguo e troppissime volte contraddittorio, quando non pericoloso coi suoi dettami.

    Con la Sig.ra Lipperini, meglio lasciare perdere: non so come si possa parlare contro la censura berlusconiana quando è lei la prima a censurare i commenti che non le piacciono, in base a simpatie che vanno ben oltre il solipsismo più sfrenato. I censori esistono tanto a destra quanto in una certa sinistra sinistra, quella della Lipperini ad esempio e dei suoi amicetti. Non mi spreco manco più di leggerla, se non per farmi quattro risate: tanto parla sempre di quattro gatti – rabbuffati di complimenti – che le piacciono, e tutti gli altri non li considera manco di striscio. Per fortuna che non è un personaggio chiave della critica italiana, altrimenti saremmo nei guai sul serio: già la critica versa in condizioni pessime… Lascia che faccia le sue pubblicizzazioni e pubblicità scevre di reali fondamenti critici, tanto non sarà lei a far cambiare rotta alla critica. E per fortuna. Meglio tenersi una critica di cacca come quella che abbiamo che averne una in stile Lipperini.

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