Provocazione in forma d’apologo 42

Cocca Birba è una gallinella bianca, filosofa itinerante. È convinta d’essere apprezzata per le idee che espone con fervore e non per le uova né per le carni, che in un giono non lontano allieteranno una mensa festiva. In questo assomiglia molto alla sua amica Elle, che in cambio di nulla le dà un riparo e la nutre. Anche Elle è convinta d’essere stata ambita non per la sua eleganza e avvenenza, ma per la sua intelligenza e facondia. Naturalmente sbaglia, come le fa notare Erre, l’unico che invece di telefonarle di tanto in tanto le sta vicino sempre, innamorato dei suoi ricordi struggenti e del suo forte carattere.

Da qualche tempo c’è una novità: Cocca Birba, dopo aver gradito il mangime di Elle ed essersi servita del suo riparo, in quest’ultimo lascia quotidianamente un uovo. Elle ne è contenta, ma non osa toccarlo. Erre, informato del fatto, senza cerimonie prende l’uovo e lo porta su in casa di Elle, annunciando che si berranno l’uovo fresco alla salute di Cocca Birba, come lei stessa ha voluto. “Ma Cocca Birba ha una padrona!” ribatte Elle scandalizzata. “Cocca Birba ha voluto farti un regalo, come tu ne fai a lei. Sono cose vostre, al massimo nostre; che c’entra con questo la padrona? Del resto, tu, accetti forse padroni?” Nessuna risposta.
La padrona però ha cento spie e mille occhi. Venuta a sapere della deposizione delle uova nel riparo di Elle, deporta Cocca Birba in luogo sicuro, adducendo con falsi sorrisi pretesti ridicoli.
Ma subito Cocca Birba ne evade, riprendendo la sua nuova abitudine. La padrona ricorre allora ad estremi rimedi: per non perdere l’uovo quotidiano di Cocca Birba, vìola il riparo preparato da Elle. Elle medesima confessa ad Erre, che non ne dubita per un istante, di aver visto la padrona mutarsi in serpente, infilarsi nel riparo e uscirne con l’uovo di Cocca Birba tenuto nella bocca spaventosamente dilatata. Ma basta un segno di Croce perché torni la pace, e chi non possiede braccia per segnarsi ha chi si segna per lui. Erre scuote la testa e le spalle, tristemente divertito, rassegnato, e si tiene il suo harem: in fondo c’è molto di peggio, e di meglio magari non c’è.

3 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 42

  1. Carla

    Egregio Roberto Rossi Testa…
    lei è un vero birba!
    e cosa meglio risolve di un bel segno della croce?
    😉

    chi si accontenta gode

    Rispondi

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