Alle querce di Mamre. (Ultimo Natale).

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da qui

Era circa quest’ora quando ti ho sentito tossire in modo innaturale. Mi hai detto: non è nulla. Hai cominciato a stare peggio e ho chiamato il medico, Francesco; continuavi a dire che non c’erano problemi, ma ho intuito che, a quattr’occhi, gli confidavi la gravità della questione. Non volevi preoccuparmi, come sempre; anche in ospedale, hai continuato a dire che dovevo andare a celebrare, che la gente aspettava; non mi sarei mosso neanche se fosse arrivato il maresciallo Coppola coi carabinieri. Dopo una notte in bianco, ormai sembrava fatta: preso per i capelli; vuoi vedere che ce la facciamo anche stavolta? Ci vuole un anno sabbatico, devi riposare; no, rispondevi, basterà molto meno; avresti ricominciato appena uscito. Andavo e venivo, tra reparto e chiesa, finché l’infermiera, una mattina maledetta, mi ha comunicato che non andava affatto bene. Cercavo di capire cosa fosse; ti hanno portato fuori in coma, con la maschera a ossigeno. Il 30 dicembre mi ha telefonato tua sorella: Mario è morto. Col lenzuolo per cappuccio, sembravi Abramo alle querce di Mamre. Il sole dell’assurdo batteva sui nostri cuori silenziosi. Non mi sono più ripreso dal silenzio: ancora oggi, aspetto che vengano a portarmi una notizia. Mentre starò seduto all’ingresso della chiesa, nell’ora più calda del giorno, alzerò gli occhi e vedrò tre uomini in piedi, avanti a me. Correrò loro incontro e mi prostrerò a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo”.

9 pensieri su “Alle querce di Mamre. (Ultimo Natale).

  1. M&C

    Quando chi amiamo ci lascia, noi rimaniamo in un silenzio assurdo, toppo difficile da sopportare facendo affidamento solo sulle nostre forze.
    L’unico motivo per continuare ad andare avanti è proprio avere la certezza che in questo vuoto abbiamo la spazio per accogliere altre occasioni, altre possibilità che possono presentarsi proprio “nell’ora più calda del giorno”, quando è meno probabile…

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  2. Stella Maria

    Condivido silenzi carichi di parole e mute preghiere, ma ricorda, come diceva ton Tonino Bello, che l’uomo è un angelo con un’ala soltanto, Dio si ferma e te ne presta una sua per poter spiccare il volo. Però anche qui, in questo piccolo angolo di universo, ci sono ali pronte ad unirsi alla tua per tornare a volare. Sono certa che con gli occhi tenuti aperti dalla speranza, puoi vedere tante ali pronte per librarsi in volo, tante ali bianche ad illuminare la notte buia e piovosa, ali pronte a battere come il cuore di un Bambino che nasce ogni giorno in chi ha un animo aperto, come te, pronto ad accoglierlo.
    Buon Natale a tutti.
    SM

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  3. f&r

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    il cuore non si rassegna e vola oltre le case, gli orti, le strade

    vedremo comete e un angelo di luce ci dirà

    ecco, ti aspettavo, sei a casa, finalmente.

    un abbraccio forte, fabry

    f&r

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  4. Emanuelabianchi

    “avresti ricominciato appena uscito”.

    Ma bisogna uscire…

    da se stessi, dalle proprie tristezze umane, dalla Terra,
    pur vivendoci sopra.

    Troppo spesso a Natale ci sentiamo inadeguati, impreparati, come se l’irrompere di Dio nella nostra umanità fosse un fatto inesorabile, non un preciso progetto d’amore; ne siamo colti di sorpresa, sempre in ritardo e con scarsa sintonia.
    Lui no; Domma era pronto da anni a celebrare l’evento.
    Appena uscito ha ricominciato, servendosi delle sofferenze e dei silenzi carichi di capitoli, di chi lo ha amato.

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