Otto marzo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=cS2gGb4Cb3U&feature=related]

da qui

Come sarebbe il mondo se l’altra metà fosse davvero
l’altra metà, se il dare e il violare
e l’aggredire diventassero
accogliere, ricevere la vita, tramandare
il codice di un gesto ormai perduto
che chiamavamo ascolto, e in quel momento
ogni parola e pensiero e movimento
fossero d’altra pasta, d’altro stile,
non satiresco, non profittatore o maniacale,
ma attento, rispettoso
dell’altro, vorrei dire materno, se la madre non fosse
solo un alibi, un altro strumento
del potere maschio, sdoganamento
dell’ennesima poltrona di comando.
Come sarebbe il mondo se nell’armadio buono
non ci fossero solo
la giacca e la cravatta, ma i colori infiniti
e trasgressivi dell’allegria improvvisamente
esplosa, della cosa una volta per tutte
ritrovata insieme con il resto, non cercata
come oggetto di valore effimero e umiliato,
rivolta del contesto,
ribellione dell’esserci davvero, del trasformare
il mondo e farne qualcosa in più della metà,
farne l’intero.

15 pensieri su “Otto marzo

  1. f@r

    Uscire da sé, andare incontro all’altro: un viaggio difficile quanto più l’altro è vicino.

    grazie, fabry

    F@R

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  2. Stella Maria

    Occhi negli occhi, per scoprire che nello specchio di quelli dell’altro ci siamo noi e viceversa.
    Ci vuole una grande libertà, figlia di una mauturità consapevole. E come cantava Iannacci “ci vuole orecchio” e consapevolezza che “è bene che l’uomo non sia solo”. Non è solo affermazione e sopraffazione o solo sesso ma oltre il corpo ci sono due anime che si completano. Ci vuole qualcosa di più che è filia e agape, come dici tu. Come traspare in queste righe.
    Il bianco non sarebbe tale senza il nero, cosa sarebbe la notte senza il giorno? Non ci sarebbe equilibrio senza il bene e il male a completarsi, il mondo finisce quando uno dei due prevale, anche il nostro piccolo quotidiano mondo, e se a prevalere è il bene allora è civiltà, è l’evoluzione della specie che si distingue dall’antenato per superamento di istinti bestiali, di sopravvivenza. L’Uno che tanto a Dio somiglia, per chi crede, o l’energia che unisce due cellule, per chi non crede che qualcosa di più grande esista.
    Io credo che si possa ancora sperare, con pazienza come Ghandi e il primo passo inizia dal più “debole”, da memorie di giorni di sangue e dolore come questo.
    Un abbraccio grande a tutti perchè non c’è festa per le donne se non ci sono uomini che le festeggiano e viceversa. In fondo basta poco, un promemoria e un sorriso ma che sia sincero e non dettato dal consumismo e dalla mentalità imperante di apparire più che essere.
    E un abbraccio in “assolo” al don, che anche tramite queste righe, dimostra, ancora una volta, che è possibile, l’uomo può evolvere, spogliarsi del suo essere uomo e considerare la donna una persona. Sono rari ma sono “l’eccezione che conferma la regola” che vuole che tutto sia possibile.
    SM

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  3. Cettina Lascia Cirinnà

    Ho trovato in queste parole il senso vero e profondo della festa di oggi lontano dalla retorica di discorsi già sentiti in altre occasioni.
    Grazie
    Cettina

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  4. M&C

    Ancora GRAZIE don Faber, perchè tu veramente viaggi per tutti noi “in direzione ostinata e contraria”.
    Un abbraccio :-))
    cri

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  5. Ema

    “Allora il buon Medardo disse:-O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”
    I. calvino

    L’altra metà…un grido solo.

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  6. Giuseppina Di Leo

    Avere consapevolezza dell’altro da noi è la vera conquista dell’uomo; un traguardo non impossibile da raggiungere, come dimostri benissimo con le tue parole. Grazie Fabrizio per questo tuo dono.
    Giuseppina Di Leo

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  7. Roby (s.d a.)

    Raggiungi un momento della vita e ti rendi conto che non è successo…Prima perché pensi “c’è tempo”, poi ….accade che…e quando lo desideri e ti senti pronta non è più tempo; allora capisci che tu persona non puoi deicidere nulla. Il buio!!! Ma Qualcuno ti ha messo accanto l’altra metà dell’intero, e così, ogni giorno, l’alba si riaccende, grazie alle sue parole e al suo ascolto…Kenegdo…
    Una storia di donna come tante altre, donna che fra l’altro ha avuto anche l’opportunità di incontrare un “don” che ha aperto tante porte.
    Grazie per le belle parole che ci regali ogni volta

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