È pronto, il bambino,
a fare surfing sulle onde della vita,
con incursioni curiose
in un mare di rischi
che non si sa spiegare,
mentre la tavola gialla plana orgogliosa
tra le incaute certezze che la fanno vibrare.
C’è quel destino imberbe ad aspettarlo,
quella schiuma del mare
che gli fruga tra le pieghe del coraggio
e ne rifrange le speranze,
mentre lo sguardo del padre lo rincorre sincero,
battezzandogli la nuca di consigli e richiami.
Sa già rinominare la vita,
quel bambino,
sa darne un senso ai singulti
ed ai fragori
tessendone le trame
con un occhio leggero,
traducendone le impronte
per un linguaggio nuovo,
un film diverso
dove nuotando si cade,
ma ci si può aggrappare
mentre la tavola gialla
se ne rimane lì,
serena
ad aspettare.
Di Simonetta Conti
[Foto di Monica Mazzitelli]


Aspetto sempre. Mi sveglio e aspetto.
Tu sei come lui. Avete lo stesso vizio.
Aspetto da tanto ma in fondo è così poco.
Il tempo che verrà, domani e domani ancora
mi dicono di aspettare. e aspetto i gesti,
la mimica, le parole e la cammnata da lontano.
Aspetto voi due sia nell’anima ma specie sulla pelle.
Ma non so perchè rinnovate l’attesa, l’attesa di sempre.
E con paura guardo il mare e scendo sulla sabbia, mentre
le onde come piccoli baci bagnati mi toccano i piedi.
E invano aspetto che sveliate i vostri volti, i cuori,
le parole. Sono il bambino di sempre.
E vi aspetto tra le onde della vita.
Grazie Monica, di questa ne avevo bisogno. Quanto può mancare l’Oceano non lo può sapere chi se ne sta sdraiato sulle nostre spiagge sotto l’ombrellone.
Ecco il cuore vero della mia solitudine.
Ciao.
Non c’è stata ancora occasione ma ho altre 2 foto surfers scattate in California pensando a te.. te le manderò..
La poesia è molto bella, anche questa mi fa pensare a te.