[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=-onRX6eAK8Y&feature=related]
da qui
E’ una specie di Muro occidentale: i lastroni in pietra sono quelli, ma molto più recenti, lisci; esiste forse una copia di ogni cosa, un luogo dove sia possibile specchiarsi in una giovinezza ritrovata, un volto senza rughe, una pelle di bambino, dove le forze ritornino come per miracolo, per un sogno che rigenera, un’utopia che fa ricominciare? Di fronte alla parete, la sede della presidenza, in legno scuro, a forma di podio, per segnalare anche all’occhio una gerarchia riconoscibile, una mappa del potere. Gli altri scranni sono disposti a forma di teatro, non circolare, ma quadrato. Le poltroncine munite di rotelle permettono di girarsi da qualunque parte, come si potesse voltare le spalle a chi comanda, finirla con l’ordine, tagliare i ponti con chi la vuole fare da padrone; oppure appartarsi, considerare il mondo da un’altra prospettiva, inseguire alternative.
Hadas ha occhiali leggeri e sopracciglia folte:
– Comincia a creare problemi, il nazareno.
Rabi ha rughe che raggiungono i capelli bianchi e radi:
– Belle idee, buone per un altro mondo; se la gente ci credesse, finirebbe col considerarci sorpassati.
Tsion ha un sorriso largo sotto i baffi brizzolati:
– Dovrebbe darsi al cinema, sfruttare il successo per assicurarsi la vecchiaia.
– Se continua così, saremo noi che perderemo la pensione.
– Ci mette in ridicolo con i suoi sogni di comunità mondiale.
– La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.
– Non potremo più occupare i territori.
– Tenere posti di blocco.
– Sparare in caso di sconfinamento.
– Dovremmo prenderlo sul serio, e invece qui lo snobbano, gli lasciano fare il sognatore.
– L’altro, però, l’hanno ammazzato.
– Chissà chi ha dato l’ordine.
– Dicono che abbiano fatto girare dei biglietti.
– C’era un biglietto anche sulla croce.
– Basta: Yehochoua riesce sempre a confonderci le idee.
– L’unica è ucciderlo.
– Senza lasciare tracce.
– Né biglietti.
C’è una differenza tra questo muro e l’altro: qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada, tra fessura e fessura, pietra e pietra.

– Belle idee, buone per un altro mondo…- … qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada, tra fessura e fessura, pietra e pietra.
http://www.youtube.com/watch?v=pL2o1FQNPkE
“- L’unica è ucciderlo.
– Senza lasciare tracce.”
IL VERO AMORE NON LASCIA TRACCE
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell’aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano
Leonard Cohen
C’è una differenza tra questo muro e l’altro: qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada, tra fessura e fessura, pietra e pietra.
“…ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote…” (Lc 1,52-53),ma anche: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv 15,18).
“Quando sono giunto fuori,
assolutamente fuori di tutto,
al di là di ogni vestigia, allora
sono risorto, ponendo il piede
su un altro mondo,
risorto, compiendo una resurrezione,
risorto, non rinato, ma risorto,
con lo stesso corpo di prima,
nuovo al di là della conoscenza
di ciò che è nuovo,
vivo al di là della vita,
orgoglioso al di là di qualsiasi
idea di orgoglio, vivendo
dove la vita non era immaginabile,
qui, nell’altro mondo, ancora
terrestre
io stesso, lo stesso di prima
eppure indicibilmente nuovo”.
D.H.Lawrence
– qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada…-
Un muro arido come un cuore che non si apre all’amore, che non accoglie l’altro e non è capace di ascoltare; un muro bianco e freddo, senza colori né calore, come un cuore spento.
E’ sempre la stessa storia: chi è scomodo viene sempre fatto fuori. E’ consolante sapere che noi siamo i figli dello “scomodo” per eccellenza. Dobbiamo imparare bene ad incassare i colpi ahahah 😉
esiste forse una copia di ogni cosa, un luogo dove sia possibile specchiarsi in una giovinezza ritrovata…. dove le forze ritornino come per miracolo, per un sogno che rigenera, un’utopia che fa ricominciare?
Questo luogo, dove “la sabbia e l’acqua s’incontrano” ed “hai voglia di saltare, di fare mille schizzi”, c’è ed è negli occhi di chi si ama, negli occhi dell’amore, come gli “occhi azzurri e insostenibili di Yehochoua”, quegli occhi che “non sono come gli altri,”, ma “hanno la forza della roccia, la tenerezza dell’acqua appena increspata dalla brezza della sera”.
http://www.youtube.com/watch?v=Y9tgmbSd-EI
“La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.”
Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.
Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d’Amor: però m’andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s’incominciaro.
Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio et varco:
però, al mio parer, non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l’arco.
F.Petrarca –Canzoniere (rerum vulgarium fragmenta)
“Un muro era la notte, invisibile e pieno.
Io pur sapevo al buio le tue pupille scernere,
e bevevo il tuo fiato, dolcissimo veleno,
e i piedi t’assopivo, entro mani fraterne.
Un muro era la notte, invisibile e pieno.”
C.Baudelaire
“per un sogno che rigenera, un’utopia che fa ricominciare?”
http://www.youtube.com/watch?v=1sC9bNtRwlI
“La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.”
Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.
Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d’Amor: però m’andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s’incominciaro.
Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio et varco:
però, al mio parer, non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l’arco.
F.Petrarca –Canzoniere (rerum vulgarium fragmenta)
“- Comincia a creare problemi, il nazareno.”
“Io non trovo nessuna colpa in quest’uomo”
“- Chissà chi ha dato l’ordine.”
“Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».”
I
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
E.Montale
@fefferica
..scusate per il doppione, mia figlia ha fatto involontaria incursione…
grazie!
l’amore prima o poi diventa scomodo, è il suo destino.
Gli altri scranni sono disposti a forma di teatro, non circolare, ma quadrato. Le poltroncine munite di rotelle permettono di girarsi da qualunque parte, come si potesse voltare le spalle a chi comanda, finirla con l’ordine, tagliare i ponti con chi la vuole fare da padrone; oppure appartarsi, considerare il mondo da un’altra prospettiva, inseguire alternative.
Spesso siamo così accartocciati su noi stessi da non vedere, non sentire non avere alcun canale comunicativo con l’altro se non come cestino delle nostre cartacce, come contenitore delle nostre inutili parole; l’altro è lì ma è a noi stessi che parliamo, è noi stessi che mettiamo in mostra, l’altro ci deve vedere, ascoltare, deve capire, assimilare, cambiare prospettiva, l’altro deve accorgersi di noi. Povero mondo! Inutile sperare che i muri cadano se non impariamo l’abisso che ci separa dal Tu, se non abbiamo nessuna voglia di iniziare il lungo viaggio di avvicinamento, fatto di passi di ascolto, di silenzi pieni di attenzione e meraviglia, di lettura silenziosa dei moti del volto, dei guizzi degli occhi, di tutti quei minuscoli dettagli che raccontano più di fiumi di parole, inutile sperare che cadano i muri se non desideriamo vedere il mondo con i suoi occhi.
Se di queste pietre una
lasciasse trapelare
ciò che la nasconde:
qui, accanto,
dalla gruccia di questo vecchio,
si schiuderebbe, come ferita
in cui ti dovresti tuffare,
solitario,
lontano dal mio grido, già
sbozzato anch’esso, bianco.
(P. Celàn)
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=wGMs58GeVY8]
grazie di cuore, Fides.
E’ il romanzo,o racconto,più strano che abbia mai incontrato.Ci ho messo anni per capire Dostoj…etc etc,e dovevo segnarmi i nomi di tutti i personaggi,per leggere bene i suoi romanzi,e poi diventavano più simili all’italiano.Questa serie di racconti mi fa lo stesso effetto.Perchè i protagonisti non restano fermi?La terra è limitata,comunque.Ad un certo punto,o ti siedi o devi inventare.Io non ho scritto dialoghi nei diarii per anni,perchè,tanto,erano già tutti nei Demoni,e soprattutto nei Karamazov.Alla fine,In Russia andava sempre tutto in un ragnetto rosso,e quindi in un’isola in Grecia.Il gelo,immagino.
Ed è lo stesso con questa serie di racconti.Chi ha ucciso il padre nei Karamazov?Non lo sa neanche l’autore,ma è un ragnetto rosso,sul Corso,dove l’orchestra suonava a Fedor la sua musica,quando passava.Quella non è l’epilessia.
Bello,comunque.Non capisco la trama,ancora,ma non importa.C’è l’Himalaya e poi la fossa delle Marianne,e lì non si sbaglia.Da lì,almeno credo,la nona di Beethoven.Ma questo non lo so.Ciao,Lucia D.
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Outside the wall (Pink Floyd)
Da soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano sù e giù aldilà del muro
Alcuni mano nella mano
Alcuni riuniti in gruppi
I cuori teneri e gli artisti resistono
E quando ti avranno dato tutto di se stessi
Alcuni barcolleranno e cadranno
Dopo tutto non è facile
Sbattere il proprio cuore contro il muro di un pazzo bastardo.
– Belle idee, buone per un altro mondo…
Già, perché in questo mondo “tutti vogliovono viaggiare in prima, l’hostess che c’ha tutto quel che vuoi…”
Prospettive di vita completamente diverse, dove le idee di uguaglianza cozzano inevitabilmente con l’arrivismo ossessivo, l’arrampicamento sociale, la ricerca spasmodica di emergere a tutti i costi in piccoli circoli esclusivi, calpestando, talvolta, valori fondamentali come il rispetto e la dignità di chiunque possa minare la propria scalata al successo.
Un passo indietro, per provare a ritrovare un pò di umanità, per provare a scrostare le pareti di queste coscienze soffocate e corrotte da effimere illusioni, senza pensare che … se la gente ci credesse, finirebbe col considerarci sorpassati
vi ringrazio.
Lucia, grazie dell’onore.