Non segheranno mai il ramo che li regge

Alcuni giorni fa la sezione civile della Corte d’appello di Milano ha stabilito che Silvio Berlusconi fu corresponsabile della corruzione del giudice che, nel 1991, consentì alla Fininvest di diventare socio di maggioranza della Mondadori a danno della Cir di Carlo De Benedetti, condannando la Fininvest a risarcire 560 milioni di euro.
Non esiste purtroppo nel nostro ordinamento una norma che mandi a casa un capo del governo dimostratosi – per condotta pubblica e privata -indegno di ricoprire il ruolo istituzionale che riveste. Ciò che le cronache nazionali e internazionali hanno riferito su di lui in questi anni è evidentemente ancora al di sotto della sua soglia di vergogna e di senso dello Stato, ed ha infatti dichiarato che resterà al suo posto fino alla fine della legislatura, anche dopo l’ultima manovra economica –iniqua e spietata che poco o nulla intacca i privilegi della casta – che metterà ulteriormente in ginocchio la maggior parte degli italiani senza minimamente favorire la ripresa economica.
E’ di tutta evidenza che altri diciotto mesi di questo Governo, per lo sfacelo economico e il degrado etico che ha determinato, sono troppi a questo punto per chi ha sopportato anni in silenzio stringendo i denti. Otto milioni di italiani, secondo l’Istat, vivono al di sotto della soglia di povertà, con una spesa al di sotto di 992,46 euro al mese. Ma si è forse meno poveri se si sostiene ogni mese una spesa di 1.500 euro con una famiglia di tre o più persone? Sono noti i costi degli affitti, dei mutui, dei generi alimentari, della bollette, delle spese scolastiche e della benzina, per considerare le spese impreviste.
Chi, tolta la casta e i molti furbi che si sono avvantaggiati di questo sistema, non vorrebbe tornare alle urne scegliendo direttamente i propri rappresentanti politici, invece di farlo fare ad élite ristrettissime? Chi, a parte i diretti interessati, non desidererebbe che si dimezzi il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali beneficiari di privilegi inaccettabili? Che si cancellino province ed enti inutili, che venga meno la possibilità di concentrare incarichi su incarichi, remuneratissimi – di consigliere, presidente, arbitro e consulente – in capo allo stesso politico, manager, alto dirigente pubblico? Che le tivù e le radio di Stato, a fronte di un canone imposto con la forza agli italiani, non siano più la cosa misera che spesso sono, per omessa e incompleta informazione, per la sconcertante banalità dei programmi proposti che hanno contribuito alla disaffezione crescente dei cittadini dalla cultura e dallo spirito critico? Chi non s’aspetterebbe, invece, che costoro raccontassero lo sfascio e il dilagante malcostume con voce potente e indignata?
Vorremmo che anche le forze di opposizione urlassero più forte assieme alla gente, pretendendo le dimissioni di questo governo incapace e rappresentativo solo di sé stesso, e dell’orrida corte che lo tiene in vita; un’opposizione che, vista la gravità della situazione, avrebbe dovuto già da tempo lavorare a un nuovo e lungimirante progetto che dia risposte e soluzioni alle nostre molte attese, disegnando la società del futuro.
Cose, tutte queste, che non potremmo certo aspettarci nell’immediato, né senza fatica. Un uccello non taglia il ramo che lo sostiene, e spetterà dunque a noi, come cittadini, stare vigili sostenendo volta per volta, tra le molte iniziative popolari, quelle che ci sembreranno più serie e con possibilità di successo (come sono stati i referendum).
Avremmo voluto essere come gli islandesi che, stanchi di un Governo inefficiente, sono scesi in piazza a protestare con le pentole in mano riuscendo a farlo dimettere, giungendo persino a modificare la carta costituzionale, adattandola alle nuove esigenze. Il tutto civilmente, senza violenza, come se fosse la cosa più ovvia e scontata. Ma siamo italiani, con politici senza vergogna caparbiamente attaccati ai loro privilegi e alle loro ambizioni, e cittadini per lo più assuefatti alle piccole e grandi iniquità di ogni giorno. Sogniamo perciò uno tsunami che faccia sparire di colpo dalla vista il peggio di questa politica, sapendo che se qualcosa cambierà sarà solo per la sensibilità, la caparbietà e la capacità organizzativa di pochi, l’immancabile sale della terra.

13 pensieri su “Non segheranno mai il ramo che li regge

  1. Narda Fattori

    Condivido parola per parola quanto hai scritto. Veramente la rete sta diventando il media più libero e democratico, il luogo dove anche il solo, con qualche batgtuta sulla tastiera può incontrare i similari e agitare le sue pentole e pentolacce ( vuote) contro questi politicanti che ingrassano e neppure sanno più cosa si intenda per “società civile” , per ” vita comunitaria” .
    Ci leggano i signori ( per niente) onorevoli, ci leggano e provino a capire, scoprano il rispetto e la dignità , la loro, per restituirla a noi che soli e disarmati, privi di potere, ogni istante proviamo a guadagnarcela.

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  2. annamaria orlandi

    Ho 72 anni. Sono nata sotto Mussolini e ricordo la definizione che mio Padre dava dilui ” Quel buffone .”Cosa direbbe di questo nostro attuale buffone, che si vanta di essere uno statista, mrntre il nostro paese non è mai stato peggio. Si difende dicendo che la crisi è mondiale; ma la crisi italiana, crisi di credibilità, di sprechi , di meritocrazia alla rovescia, non è forse colpa sua ?

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  3. salvatore pintore

    Condivido carissimo Gianni le tue osservazioni sulla situazione politica nazionale e direi anche la tua indignazione che è la mia. Combattere questo esercito della casta o dei politicanti che sono la maggioranza su 1milione e cinquecento mila persone dediti alla ‘politica’ non è e non sarà facile. Ma in questo la rete si sta rivelando una risorsa insperata e tutti insieme possiamo determinare e favorire il cambiamento. Ne sono convinto e ho fiducia. Ti saluto Salvatore

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  4. Giovanni Nuscis

    Grazie Narda e Annamaria.
    Non possiamo che stare desti, facendo la nostra umile parte quando se ne presenterà l’occasione.
    Un caro saluto ad entrambe.

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  5. Giovanni Nuscis

    Grazie, Salvatore, leggo solo il tuo commento.
    Augurandoci intanto che si riduca al minimo indispensabile questa piccola metropoli di politici, sappiamo che potremo confidare solo su quella minoranza onesta e fattiva (che c’è, e s’indigna e prende posizione), cercando di distinguerla dalla restante, da mettere al bando per tutti gli incarichi politici e amministrativi futuri. Un caro saluto.

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  6. Giovanni Nuscis

    Grazie Fabrizio, condivido.
    Senza sogno e senza valori di autentica humanitas che progetto di nuova società si può disegnare?
    In tutti questi anni di malgoverno cosa è stato pensato di alternativo?
    E’ ancora possibile, questo, e da parte di chi, e in che modo?

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  7. flora restivo

    Chi, dotato di una normale dignità, un senso, sempre “normale”, dello stato, di se stesso, potrebbe non condividere financo le virgole di ciò che scrivi. Giovanni?Io sono arrivata alla vergogna, come se, indirettamente, forse per il fatto di non aver preso ancora in mano una pentola e un coperchio, fossi, per la parte che mi compete come cittadina, responsabile di quel che avviene sotto i nostri occhi.Lo schifo è continuo, le provocazioni di quell’essere e della sua corte dei miracoli, non hanno limite alcuno. In nessun paese del mondo civilizzato, si tollererebbe la metà di tutto ciò e noi sopportiamo…Neppure la famosa Catilinaria, sempre ammesso che gli elementi che ci governano sappia chi sono stati Catilina e Cicerone, sortirebbe il minimo

    effetto

    Hanno buttato giù tutto ciò che c’era da buttar giù e ora?Un nuovo sistema, una nuova politica, una vera morale, come auspica Fabrizio?

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  8. flora restivo

    Mi spiace per il modo strano in cui è venuta fuori la scrittura del mio commento. Volevo concludere con l’ultima: “Il presidente Napolitano ha chiesto a S.B. che il nuovo ministro della giustizia abbia un alto profilo, sono certa che il premier stia analizzando le foto del suo fitto carnet di fanciulle disponibili per vedere chi lo ha più bello!
    Per dire ciò che penso, ci vorrebbe un mese, così chiudo, salutando cordialmente gli intervenuti. Mi sia consentito un:”Ciao Narda.”

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  9. maurizio manzo

    AL CITTADINO BERLUSCONI UNO SCHIAFFO DORSALE

    parte della mano andrà persa
    spappolata come un fiore morsicato
    appetibile e irripetibile
    praticato il foro per la colata
    e rivestita fino alla bile
    la sua mano è così assistita
    in coro hanno indicato in lui
    l’uomo dalla mano ferma adatto
    a colpire delicato oltre le gengive
    di smalto irridente
    non pensare che il tuo dovere
    ti rende esente dal rifiuto
    di fare un’azione con la mano
    in fondo lui ha solo svilito il paese
    e reso piaga ogni piega inguinale
    l’eresia in paternale e profuso in denari
    i canali i somari in cavalieri

    ma la mano in uso prima della sua fine
    ha accarezzato più volte il volto
    alla sua amata ed ora è pronta
    ………
    http://ilcollomozzo.wordpress.com/2011/06/18/al-cittadino-berlusconi-uno-schiaffo-dorsale/

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  10. monica martinelli

    Condivido e sottoscrivo anche io quanto scrive Giovanni, ma in effetti l’Italia è l’Italia, e i nostri usi e costumi sono molto differenti da quelli di altri paesi (Islanda & co.). E’ davvero difficile sradicare o estirpare le cattive abitudini e la malapolitica, ci si adatta – e quel che è peggio – ci si abitua a tutto, c’è assuefazione, soprattutto a ciò che c’è di più negativo diventando così ottusi e poco inclini al cambiamento. La rete e internet sicuramente sono strumenti importanti, specie per i meno sprovveduti, ma temo non sia sufficiente. E’ necessario uno strattone, uno strappo forte..per far sì che i sogni non rimangano solo tali ma possano diventare realtà. E’ auspicabile però che per realizzare questo non sia necessaria una rivoluzione, come i corsi e ricorsi della storia spesso ci hanno mostrato in questi casi.
    Un saluto
    monica martinelli

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  11. Giovanni Nuscis

    Ringrazio e saluto anche Flora, Maurizio e Monica.

    Flora, ma t’immagini il capo dello Stato nonché presidente del CSM (organo di autotutela dei magistrati, sbertucciati per anni in tutte le maniere) che chiede al corruttore di giudici e minorenni di “scegliere” un nuovo ministro della Giustizia di alto profilo? Siamo dentro un teatrino grottesco, possiamo solo augurarci la chiusura immediata del sipario.

    Monica, sono anch’io sicuro che la rete giocherà un ruolo fondamentale per il cambiamento, come infatti sta già giocando.

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