61. Lontana e sola

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=pXr0m7SaGvs]

da qui

Cosa pensavano i sovietici, il mondo comunista, la sinistra mondiale dell’evento che teneva tutti col fiato sospeso? (Tutti: chi aveva il tempo di pensare, di leggere, d’interrogarsi).
Il nome di Cuba risuona anche sui campi di altri paesi del mondo che lottano per la propria libertà, con un solo significato.
Ricordo che sembrava vivo: gli occhi aperti, i capelli arruffati; la barba incorniciava il viso solo un po’ sbiancato.
Era una svolta, indubbiamente, rispetto alla chiusura, al muro impenetrabile che era stato alzato.
E’ l’immagine di ciò che si può ottenere mediante la lotta rivoluzionaria, la speranza in un mondo migliore.
Anzi, pareva sorridere: gli occhi sereni, gli incisivi che ammiccavano attraverso le labbra carnose e semiaperte.
Temevano, però, che tutto si limitasse alle parole: erano più abituati di noi a trasformarle in fatti.
L’immagine per la quale vale la pena di rischiare la vita, di sacrificarsi fino alla morte sui campi di battaglia di tutti i continenti del mondo.
Sulla parte sinistra del collo si poteva vedere una ferita, ma del sangue non c’era più traccia (sangue caldo, a sangue freddo, può sanguinare il cuore, in certi casi?).
La Chiesa può cambiare? Può rinunciare alle proprie sicurezze? Può lanciarsi anch’essa in un agone di cui non conosce l’esito in anticipo (non prevarranno?).
E non soltanto in America, ma in tutti i paesi del mondo in cui si sviluppi il conflitto, si sviluppi la lotta rivoluzionaria (ricordo gli occhi, così determinati, sembravano fissare un punto: la bandiera? la donna? ahi che la morte mi attende, prima di giungere a Cordova).
Dicono che Mario Teràn sparasse più colpi, dopo che lui gli aveva detto – cosa gli aveva detto? Spara, vigliacco, che stai per uccidere un uomo. Oppure: Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo.
Pensavano che la Chiesa volesse ingraziarsi gli operai, che aderivano sempre più numerosi ai movimenti di sinistra.
Hanno cercato di liquidare l’Algeria, ma l’Algeria è libera; cercano oggi di liquidare il popolo del Vietnam, ma il popolo del Vietnam è più forte di loro e continua, giorno per giorno, ad aggiudicarsi nuove vittorie e fa pagare all’imperialismo, col sangue dei suoi soldati, l’immensa quantità di vittime che l’imperialismo miete tra il popolo del Vietnam del Sud.
L’ufficiale fumava tranquillo, con un sorriso beffardo appena mascherato; gli occhi di lui – del cadavere, dico – sembravano guardarlo con pietà; gli occhi di un uomo libero, che prima di morire aveva fatto notare alla maestra l’accento sbagliato di una parola scritta alla lavagna.
Era questo il motivo per cui prendeva le distanze dal capitalismo? Qualunque fosse la ragione, avrebbe potuto portare risultati, interpellare le coscienze, in un modo o in un altro.
E la lotta continua e continuerà sino alla vittoria.
Gli sciolsero le mani, ormai non poteva più nuocere – il cadavere dico. Puledra nera, luna grande, e olive nella mia bisaccia. Benché sappia le vie, non giungerò mai a Cordova.
Pensavano che una messa bella e comprensibile servisse ad attirare più lavoratori. Ma che importa? Se il mondo cambia, c’è speranza. E’ il nuovo la rivoluzione, il vecchio lasciamolo ai morti.
Iniziò persino prima della nostra, nel Nord, si consolidò prima che la nostra rivoluzione potesse arrivare trionfante all’Avana, ma oggi deve continuare a lottare.
Gli sciolsero i polsi lentamente, perché ormai non poteva più abbracciare, né sparare – Ahi, come lungo è il cammino! Ahi, mia brava puledra! Ahi, che la morte mi attende prima di giungere a Cordova! Cordova. Lontana e sola.

20 pensieri su “61. Lontana e sola

  1. Titti

    “E’ il nuovo la rivoluzione, il vecchio lasciamolo ai morti.”

    Il vecchio, qui sinonimo di chiusura e non di saggezza nel discernimento, lo associo al brano del Vangelo in cui si legge: “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti” intendendo vita e morte spirituali.
    Dio è il Dio dei vivi e non dei morti.
    il mondo, ciò che è materia non vivificata, è considerato morto. Quando il vecchio frena la novità della vita è da lasciare ai morti.

    “Se il mondo cambia, c’è speranza.”

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  2. Rashide

    – Canzone del cavaliere –

    Cordova.
    Lontana e sola.

    Puledra nera, luna grande,
    e olive nella mia bisaccia.
    Benché sappia le vie
    non giungerò mai a Cordova.

    Per la pianura, per il vento,
    puledra nera, luna rossa.
    La morte mi fissa
    dalle torri di Cordova.

    Ahi, come lungo è il cammino!
    Ahi, mia brava puledra!
    Ahi, che la morte mi attende
    prima di giungere a Cordova!

    Cordova.
    Lontana e sola.

    Federico Garcia Lorca.

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  3. Marco Sic.

    “La Chiesa può cambiare? Può rinunciare alle proprie sicurezze? Può lanciarsi anch’essa in un agone di cui non conosce l’esito in anticipo (non prevarranno?)”.

    Piuttosto è necessario dire con gioia che è costretta a cambiare! Che deve cambiare. Lo chiede la folla, lo chiedono gli eserciti di anime assetate che si assiepano tra i banchi, che scrutano, che guardano ed ascoltano, che cercano nella Parola fatta carne una via d’uscita, una verità, una liberazione. La base chiede, la Chiesa, con lentezza, cambia. Ma il primo cambiamento, s’intende, parte dalla periferia, dai posti meno privilegiati, meno fortunati e luccicanti. Dai luoghi dove il culto è più sostanza che forma, dove si può possono udire le anime che esultano in silenzio nel prendere la Comunione o si abbracciano con gli occhi luccicanti allo scambio di un segno di pace. E’ qui che, noi fortunati, possiamo dare l’esempio, in silenzio, ogni giorno, con umiltà, amando il prossimo sempre diverso sempre uguale, che ci si para innanzi ad ogni metro sul selciato affollato.

    “Era questo il motivo per cui prendeva le distanze dal capitalismo? Qualunque fosse la ragione, avrebbe potuto portare risultati, interpellare le coscienze, in un modo o in un altro”.

    Qualunque fosse la ragione. Si, per agire, qualunque sia la ragione, si deve agire, se si sente una mano sopra di noi che ci sovrasta, che ci ama e ci spinge, che sia quella del nostro Padre spirituale o per mezzo di lui direttamente di Dio, importa poco. Agire verso la speranza, la fede e la carità è il primo mezzo di rinascita spirituale di cui disponiamo. Se non ce ne riempiamo le mani, perdiamo un’occasione, l’unica occasione che abbiamo. Farlo ci costa poco e ci da molto. Grazie a coloro che hanno sapientemente saputo insegnarmi ad amare. Grazie a chi mi sta vicino tutti i giorni, anche solo con la mente. Grazie a chi ci guida e ci assiste nei nostri momenti bui.

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  4. fabrizio centofanti

    vi ringrazio!
    l’amore irraggiungibile te lo ritrovi davanti, all’improvviso.
    alle porte di Cordova c’è una lontananza e una solitudine che abbagliano, fino a che non scopri che la città è l’Altro.

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  5. Ernesta Scappaticci

    Mai e poi mai dovrà accadere che questa splendida terra conosca di nuovo l’oppressione dell’uomo sull’uomo e patisca l’indegnità di essere la vergogna de mondo.
    Nelson Mandela
    Spero tanto che l’altro sia uno come lui che non ha mai perso la speranza nell’amore, perché l’amore arriva sempre all’improvviso, nessuno può cambiare questa bella cosa l’ha può solo accettare e onorare.
    Da un’amica che ,credo, non sia più sola e lontana

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  6. M&C

    ” Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia.
    Mi svegliai e vidi che la vita non era che servizio.
    Servii e compresi che nel servizio c’era la gioia.”

    (Rabindranath Tagore)

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  7. Stella Maria

    … gli occhi di lui – del cadavere, dico – sembravano guardarlo con pietà;

    Gli occhi, un mondo meraviglioso che fa a meno delle parole, basta tenerli aperti perchè vi si legga l’amore, l’odio, la libertà e ogni altro sentimento che alberga in fondo al cuore. Ricordo gli occhi terrorizzati di mio padre per una morte che lo ha colto all’improvviso e lo sguardo dolce di mia madre di chi la morte la attende per porre fine al dolore. Negli occhi di chi muore forse c’è solo pietà per chi non ha saputo amare la libertà, in ogni senso la si intenda, e per coloro che ancora vivono schiavi di un potere a cui si può dare diversi nomi ma che viene perdonato nell’ultimo istante di vita dell’altro e non c’è niente che fa più male del perdono dato al posto dell’odio. Se vuoi raggiungere qualcuno devi guardarlo negli occhi, e lasciare andare lo sguardo fino in fondo al cuore mentre il tuo apre le proprie porte con serrature arruginite.
    SM

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  8. RossellaT

    Temevano, però, che tutto si limitasse alle parole: erano più abituati di noi a trasformarle in fatti.

    Nell’ultimo pellegrinaggio ho fatto l’esperienza di una nuova evangelizzazione che non è la semplice narrazione di fatti ed avvenimenti accaduti, ma la chiamata ad una nuova umanità che deve parlare con le opere. Le parole senza le opere sono povere, non attraggono, non riusciranno mai a conquistare un cuore. L’amore si deve sentire, avvertire, vedere.

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  9. Roby (s.d a.)

    Mettere a disposizione i doni che ciascuno possiede e condividerli liberamente con il prossimo, perché quella meta non sia poi così “lontana e sola”, e sia invece il prodotto di un cammino, seppure arduo, durante il quale lasciar cadere a terra inutili bagagli in cui continuiamo a conservare il peso dell’individualismo e della noncuranza verso tutto ciò che “non ci riguarda”

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  10. Vale

    Benché sappia le vie, non giungerò mai a Cordova.

    Avere la fortuna di avere qualcuno che ti sappia indicare la via giusta è già un grande passo avanti, sta poi a noi continuare quella via intrapresa alla fine della quale trovi ciò che ti aspettava da sempre!

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  11. Raf

    Tutti speriamo in un mondo migliore,ma perchè il mondo cambi dobbiamo prima cambiare e migliorare noi stessi ,solo così possiamo raggiungere una meta che per noi appare a prima vista lontana e sola.

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  12. pamela

    ‘E’ l’immagine di ciò che si può ottenere mediante la lotta rivoluzionaria, la speranza in un mondo migliore.’

    Sant’Agostino ha scritto che la speranza ha due figli: lo sdegno ed il coraggio. Lo sdegno nel vedere come vanno le cose, il coraggio per cambiarle. Aggiungerei anche la consapevolezza e la corresponsabilità.
    Qualche settimana fa è stata conteggiata una nascita che porta gli abitanti della terra a sette miliardi. Un gran numero. Penso sia necessaria la consapevolezza che il nostro presente e futuro possono essere garanti solo dalla condivisione delle risorse, delle ricchezze esistenti e dei diritti e libertà fondamentali.
    Fabrizio, ci dici in una tua lectio che non dobbiamo ritenerci creditori nei confronti di Dio. Di fronte al regalo del pianeta in cui viviamo e della nostra stessa vita (credo che sul fatto che il nostro pianeta e la nostra vita siano un regalo anche un ateo possa sentirsi d’accordo) mi viene da dire che, forse, dovremmo sentirci quasi in debito. O quantomeno trattare con cura e far durare il più a lungo possibile il regalo che ci è stato dato.

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  13. Titti

    “Era una svolta, indubbiamente, rispetto alla chiusura, al muro impenetrabile che era stato alzato.”

    ACQUA SIAMO NOI
    Nuova umanità oggi nasce da chi crede in Lui.
    Nuovi siamo noi, se l’amore è la legge di vita.
    Figli siamo noi, se non siamo divisi da niente.
    Vita eterna c’è, quando lui è dentro noi.

    VIENI E SEGUIMI
    Lascia che il mondo vada per la sua strada
    lascia che l’uomo ritorni alla sua casa
    lascia che la gente accumuli la sua fortuna
    Lascia che trovi affetto chi segue il cuore

    Ma tu vieni e seguimi

    E sarai , luce per gli uomini
    e sarai sale della terra
    e nel mondo deserto aprirai una strada nuova

    E per questa strada va’
    e non voltarti indietro mai.

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