[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7kfjz2p-og4&feature=related]
da qui
– Devi imparare a suonare la tua musica.
– Mi hai spaventata: per poco non cadevo.
– Non volevi buttarti?
Perché, quando parla, ti senti una bambina? Cosa c’è in quegli occhi? E’ come quando chiedevi perché a qualunque cosa. Provi tenerezza per ciò che ti circonda. No, non vuoi!
– Faccio quello che mi pare. Devi metterti tra i piedi ogni volta che decido qualcosa per mio conto?
Ti viene da sorridere, o da piangere, ti lasceresti andare, lo abbracceresti per guarire dai mali, dimenticando, per un momento, i tuoi dolori. Ti guarda: come fa a non chiudere mai gli occhi? Teme che un attimo di distrazione potrebbe essere fatale, convincerti a lanciarti, mentre le sirene dei pompieri urlano l’allarme nella piazza ingombra di persone?
– Senti che bell’aria c’è quassù? Lontano dai fumi delle macchine, dalla fretta della gente.
Ti fa impazzire questo suo cambiar discorso. E’ un trucco? Una tecnica per tirarti fuori dai pensieri cupi, dalla voglia di morire? Ricordi l’orsacchiotto che portavi a letto: sembrava che parlasse, che volesse suggerirti di dormire.
– Non m’interessa: il fumo, a volte, può servire: ti porta via il dolore. Che ne sai, tu, del dolore?
Hai cominciato dalla pancia della mamma: dicono che stessi per morire, che i medici avessero fatto una specie di miracolo. Non credi ai miracoli: meglio finirla lì, nell’ospedale triste dove una donna sola dava alla luce una figlia non voluta.
– So il dolore di tutti. Non mi piace fuggire. Ascolto. C’è un grido che si alza dalla tua città, sei tentato di tapparti le orecchie, di far finta di nulla.
Riesce sempre a trovare una chiave sconosciuta. Non farti plagiare, ora che sei libera, ora che di Fausto non t’importa nulla.
– Tutte balle. Il dolore degli altri non possiamo provarlo. Fare finta: ecco che possiamo. Un inganno, un’illusione.
Ha un profumo speciale. Dicono che i santi emettano un odore buono. Sarà vero? Stai per piangere, ma devi prendere in mano la tua vita, reagire, finalmente. Chiude gli occhi: a cosa sta pensando?
– Il sole sorge su tutti, come la pioggia. Tutti s’innamorano. Tutti si baciano. Tutti impariamo. Tutti ci stupiamo. Quando le lacrime scendono, non ci chiediamo di chi siano: sono di tutti.
Ecco, ti frega un’altra volta. Non dargli retta: la folla è in attesa, non deluderla. Qualcuno grida, i pompieri hanno steso un telo bianco di almeno dieci metri.
– Le mie mani sono mie. I miei occhi sono miei. Quando mi dispero, è la mia faccia che si tende, le mie sopracciglia che si aggrottano. Tutto avviene per caso, ma il dolore non sbaglia, è metodico e preciso, un cecchino maledetto.
Ti convinci di avere ragione. Quest’uomo ti ha stancata. Buttati, fai vedere che sei capace di un atto coraggioso.
– Puoi sentire l’erba che cresce?
Ti fa impazzire il suo vizio di cambiar discorso, di mettere ogni volta una musica diversa.

”Senti che bell’aria c’è quassù?”
senti che fuori piove
senti che bel rumore…
http://youtu.be/1dtNaPRZHkk
Vero, il dolore non sbaglia, fa male e tanto, è capace di uccidere, molto più di una lama affilata, approfitta della solitudine per insidiarsi nell’anima fino a renderla inerme; la possibilità di poterlo condividere è un grande sollievo, un rimedio efficace, un orecchio disposto ad ascoltare, una vera consolazione, la conferma di una luce, l’unica capace di restituire la speranza
Ti viene da sorridere, o da piangere, ti lasceresti andare, lo abbracceresti per guarire dai tuoi mali, dimenticando, per un momento, i tuoi dolori
Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è amore.
Sofocle
”Ti fa impazzire il suo vizio di cambiar discorso”
Forse il vizio che sta in agguato è non vedere altro che il nostro dolore, come se fosse la sola cosa centrale, irrisolvibile.
Cambiare discorso, spostare l’attenzione su un dettaglio, specie se quel dettaglio è la bellezza di ciò che si ha intorno, ci offre altre angolazioni dalle quali guardare la vita.
http://www.youtube.com/watch?v=4XD8UcdsTpM&feature=related
Ti viene da sorridere, o da piangere, ti lasceresti andare, lo abbracceresti per guarire dai tuoi mali,
Se qualcuno ti tende la mano ,tu non scappare! Prendi quella mano e lasciati guidare ,perchè alla salvezza ti vuole portare.Un abbraccio , un sorriso a volte basta poco per potersi sentire in paradiso, per dire finalmente sono guarito!
– Il sole sorge su tutti, come la pioggia. Tutti s’innamorano. Tutti si baciano. Tutti impariamo. Tutti ci stupiamo. Quando le lacrime scendono, non ci chiediamo di chi siano: sono di tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=r00guopQfTw&feature=youtube_gdata_player
– Perché ti piace quando parla? Riesce sempre a trovare una chiave, una prospettiva sconosciuta.
Perchè lui ti guarda con gli occhi dell’amore, ha un atteggiamento di misericordia, è sincero e non lo fa per dovere.
Ha il “vizio” di cambiare discorso perchè ha la capacità di trovare sempre il bene e di puntare solo su quello.
Il profumo e la musica che ti fa sentire, sono quelli dell’amore che dà sapore e colore alla vita, che allontana le ombre e ti fa scoprire una luce nuova.
Non ti sta “fregando”, anche se è difficile crederlo per te…
“Un vizio è come un amore, non c’è niente che non gli si sacrifichi.”
Rémy de Gourmont
“E io, quanti ne ho salvati, io?/
L’essermi prosternata alla sofferenza degli altri, essermi ammutolita in onore degli altri./
Retrocedeva la mia rossa violenza elementare. Il sesso a fior di cuore, la vita dell’estasi tra le cosce. La mia violenza di venti rossi e di venti neri./
Le feste autentiche hanno luogo nel corpo e nei sogni.”
Alejandra Pizarnik
”Devi imparare a suonare la tua musica”
Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.
Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.
E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.
Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t’invaghisti di un’ombra
-l’unica che ti è piaciuta-
un’ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
(”La voce a te dovuta”, Pedro Salinas)
“Le mie mani sono mie. I miei occhi sono miei.”
Nulla ci appartiene, neppure il dolore…neanche il vizio di amare.
– Ti viene da sorridere, o da piangere, ti lasceresti andare, lo abbracceresti per guarire dai tuoi mali, dimenticando, per un momento, i tuoi dolori.
Ti amo terribilmente,
se sbocciasse un fiore ogni volta che ti
penso,
ogni deserto ne sarebbe pieno…
Potrei dimenticarmi di respirare
ma non di pensare a te
Il grande amore non si può vedere ne
toccare,
si può sentire solo con il cuore.
L’amore non da nulla se non se stesso,
non coglie nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede ne é posseduto:
L’amore basta all’amore.
(Kahlil Gibran)
Può la disperazione condurci lontano, così lontano da non riconoscere più il volto della vita? Può il dolore sordo che a volte proviamo, ammazzarci dentro fino al punto di diventare insensibili agli altri? Possono certe nostre false convinzioni – che magari ci portiamo dietro dall’adolescenza – annacquare il rapporto con chi amiamo, fino al punto di perderci dentro noi stessi? La risposta è fin troppo scontata.
Credo però in un equilibrio universale. Voglio credere, da uomo di fede (ma a prescindere dalla fede che ho, da uomo che vive respira ama e soffre), che la vita fino alla fine, in qualche modo che a noi può apparire probabilmente misterioso, ci supporta. Che la vita, anche quando maltratta, qualcosa insegna. Non siamo scope di saggina da usare e buttare: chi si butta è perché si ritiene lui stesso una scopa di saggina. Siamo essere unici, pieni di amore, capaci di cose uniche. Sappiamo baciare, scrivere una poesiola anche se non siamo poeti, abbracciare, piangere, soffrire con gli altri, per gli altri. Sappiamo amare una persona fino a perderci dentro di essa. Sappiamo prendere un figlio in braccio e dirgli: “Nessuno è più importante di te, amore mio!”. Sappiamo curare una ferita, preparare cose buone da mangiare con gli amici, sappiamo stare in silenzio e comunicare con gli occhi. Scrivere una canzone, cantare, ballare. Sappiamo essere persone normali e non avere alcun problema a esserlo. Sappiamo essere tristi perché abbiamo sentimenti, perché ci sentiamo feriti da qualcosa, da qualcuno. Tutto questo sappiamo fare, ed è tanto, è molto, moltissimo e quante volte lo sottovalutiamo. Allora, prima di pensare a qualsiasi gesto estremo, a gesti eclatanti, prima di rompere, sfilacciare, prima di alzare la voce, prima di perdere la pazienza perché qualcuno ci fa una domanda di troppo, prima di sospirare o alzare gli occhi al cielo perché ci sentiamo infastiditi, prima di ferire, colpire, chiudere il nostro cuore, prima di far sentire male una persona, ricordiamoci solo che… nessuno è più importante di noi! Che noi siamo una cosa unica, che siamo belli e giusti. Che siamo una cosa giusta. Che Dio ci vuole così: imperfetti, capaci di amare, capaci di volare.
“Perché ti piace quando parla? Riesce sempre a trovare una chiave, una prospettiva sconosciuta.”
http://www.youtube.com/watch?v=C_ptp5b_XaU
“Tutto avviene per caso, ma il dolore non sbaglia, è metodico e preciso, un cecchino maledetto.”
QUANDO NACQUE IL MIO DOLORE
Quando nacque il mio Dolore lo nutrii con amore e lo curai teneramente. Come tutte le creature viventi esso crebbe, forte, bello e traboccante di mirabili delizie.
Ci amavamo reciprocamente e amavamo il mondo che ci circondava; poiché il Dolore aveva il cuore tenero, e il mio dal Dolore veniva conquistato. Quando il mio Dolore ed io discorrevamo insieme, i giorni erano alati e le notti ornate di sogni; poiché il linguaggio del Dolore era eloquente, e il mio con lui lo diventava.
Quando camminavamo insieme, la gente ci rivolgeva sguardi delicati e sussurrava parole di dolcezza estrema. Ma c’era anche chi osservava invidioso, perché il Dolore è nobile ed io ne ero orgoglioso.
Ma come tutte le creature viventi il mio Dolore morì ed io sono rimasto solo a pensare ed a soppesare.
Ora, quando parlo, le mie parole ricadono con un suono grave. Quando canto i miei amici non vengono più ad ascoltare. Quando cammino per la strada nessuno più mi degna di uno sguardo. Solo nei miei sogni sento una voce misericordiosa che dice: “Guarda, lì riposa l’uomo il cui Dolore è morto”.
( Khalil Gibran )
Il sole sorge su tutti, come la pioggia..
http://www.youtube.com/watch?v=6U_Cjs4s8Tg
Puoi sentire l’erba che cresce?
Ci sono dolori così grandi da riuscire a compromettere la nostra vita, da farci cadere nel baratro della disperazione. Le angosce ci opprimano al punto di perdere l’orientamento e il senso della nostra vita. Non penso che nel dolore si è soli, ci sono persone capaci di dare consolazione, di farsi vicine, di condividere e insegnare a guardare oltre quel momento: sentire l’erba che cresce è sentire una nuova speranza dentro te stesso.
“Puoi sentire l’erba che cresce?”
http://www.youtube.com/watch?v=arZOgIC7ilM
il Vizio, la scimmia sulla spalla che non ti lascia mai è come il dolore anche lui non ti molla mai, non lo sopporti ti fa stare troppo male è pervicace, speri che si stacchi da te, ma non ti da tregua, ostinato abbarbicato a te, ormai cronico sembra tu non possa mai liberartene,
lo dovresti odiare ma come puoi veder male chi è sempre con te Quindi alla fine lo accetti, ti abitui, persino ti affezioni, poi arrivi (quasi una sorta di sindrome di Stoccolma) ad amarlo. E’ il tuo carceriere il tuo aguzzino, che ti ha in ostaggio. Nessuno intorno a te sembra disposto a pagare il riscatto per la tua liberazione, sono tutti lontano, il dolore isola, sei disperato , ma finisci per benedire la tua schiavitù con rassegnazione.
Poi ecco, improvvisamente, non aspettato, dall’alto si sente un rumore, prima indistinto, poi sempre più chiaro:
è quello di un motore, forse un’elicottero? No, è un Motore Immobile. Sono salvo!
A volte forse dobbiamo ricordarci il motivo per cui viviamo, perchè ci sono momenti in cui perdiamo di vista il nostro obiettivo e ci facciamo coinvolgere dalle cose superflue…ci facciamo soffocare dai dispiaceri e dalle perdite che ci infligge la vita…ma noi in realtà lottiamo per qualcosa che va aldilà di tutto questo…
Non credi ai miracoli….
Pensiamo al miracolo,come a qualcosa di eclatante di tangibile ai nostri occhi,ma secondo me,i miracoli avvengono ogni giorno anche nelle piccole cose ,solo che non ce ne accorgiamo.Qualcuno,forse potrebbe obiettare dicendo che non è vero i miracoli non esistono,ma se lungo il tuo cammino ti capita un evento o incontri qualcuno che in qualche modo anche incosapevolmente ti cambia la vita in positivo per me quello è già un grande miracolo.Un miracolo può essere qualsiasi cosa anche la nascita di un bambino!
So il dolore di tutti. Non mi piace fuggire. Ascolto
Ascoltare !E’ molto difficile ascoltare l’altro, quando si è troppo presi dal proprio io,tutti vogliamo essere ascoltati e dire la nostra ,ma difficilmente ci fermiamo per poter ascoltare quello che ha da dire chi ci stà accanto.A volte ci proviamo ,ma non ci riusciamo perchè per ascoltare , conoscere e capire “il dolore” dell’altro,dovremmo ascoltare con il cuore,potersi immedesimare in ciò che prova l’altro.Molto spesso diciamo capisco il tuo dolore ,ma lo comprendiamo veramente? O a volte è solo un modo di dire ,per mettersi a posto la coscienza? Soltanto chi lo vive come l’hai vissuto tu può capire il tuo “dolore”,perchè per una volta ha vissuto la tua vita e l’ha ascoltata con il cuore.
la folla è in attesa, non deluderla.
Non fare ciò che gli altri si aspettano da te ,per non deluderli,ma fai quello che ritieni giusto per non deludere te stesso.
Devi imparare a suonare la tua musica.
“Devi imparare a suonare la tua musica”,devi imparare a dire la tua a farti accettare per quello che sei ,insomma devi imparare ad essere te stesso e a far capire al mondo che tu esisti e che non sei un sopramobile da portare in bella vista solo quando agli altri gli fa comodo,per poi metterti in un angolo ,quando non gli servi più,non sei un burattino dove gli altri possono muovere i fili per te.Non permettere a nessuno di decidere per te ,perchè tu sola puoi decidere della tua vita è a te che devi rendere conto, non agli altri.Leggi dentro di te che cosa vuoi fare della tua vita e realizzalo ,perchè ciò che desideri non rimanga per sempre un sogno nel cassetto.
“Non credi ai miracoli…”
“Da noi, il miracolo è più che altro la manifestazione eccezionale che, intervenendo, mette a posto le cose; è utilitaristico, o al limite edificante. Qui (Tabriz) invece, esso può nascere anche da una dimenticanza, da un peccato, da una catastrofe che, rompendo il corso delle abitudini, offre alla vita un campo inatteso per ostentare i suoi fasti sotto sguardi sempre pronti a rallegrarsene”.
(Nicolas Bouvier, da “La polvere del mondo”)
Forse così è possibile il “il miracolo” che ci permetterà di “sentire l’erba che cresce”.
Ti fa impazzire questo suo cambiar discorso. E’ un trucco? Una tecnica per tirarti fuori dai pensieri cupi, dalla voglia di morire?
Si, è un trucco ed anche molto efficace,per poter sorridere di nuovo e cancellare la “voglia di morire”.
Vedere il lato positivo anche nei momenti più bui,è un modo per accendere la luce della speranza ,perchè…..
La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero
dal film “Le ali della libertà”
– Puoi sentire l’erba che cresce?
“Il filo d’erba non è meno importante di una stella, anche lui appartiene all’eternità”
di Romano Battaglia
“Buttati,fai vedere che sei capace di un atto coraggioso”-ma sei scema?!Per un uomo?Ci stanno tanti altri!Questo non è il coraggio,ma paura di affrontare la realta. Devi soltanto cambiare programi nella tua vita,tutto qui. Con lui o senza lui la vita può continuare lo stesso,”nonostante tutto”.Coraggio,domani ci sarà un altro giorno,chi sa che sorprese ti porta.Pensa positivo!!!
grazie!
bello il Motore immobile.
Non è facile cambiare, dimenticare le cose che hanno influenzato la tua vita. Non è facile riuscire a reagire, per una che ha sempre dipeso dallo sguardo severo di qualcuno che decideva per te.
Ci vuole qualcosa di molto forte, anche un dolore molto forte per farti realizzare che da quel momento in poi sarai tu a decidere della tua vita “imparare a suonare la tua musica” e non ne sei contenta.
Senti fortissimo il bisogno di qualcuno a cui appoggiarti , lo sgomento di prendere decisioni difficili per te, i tuoi figli, i tuoi dipendenti. Ma quelli che hai vicino hanno bisogno di certezze più di te.
I problemi spesso si accavallano e non ti danno tregua, una decisione dopo l’altra, non riesci neanche a respirare. Passano gli anni, tanti, ma non ti senti ancora libera: la sera torni a casa di corsa come se qualcuno ti aspettasse: perché non fare una passeggiata, uscire con un’amica, magari entrare in un bar a prendere un caffè? Da quanti anni non vado nel centro di Roma? Chi me lo impedisce?
Quasi subito i miei figli se ne sono andati da casa ed ho temuto la mia reazione alla solitudine, invece stranamente mi sono abituata presto a vivere da sola, come una vecchia zitella con tre figli e otto nipoti quasi tutti grandi e pieni di impegni, per loro sono la nonna da andare a trovare ogni tanto.
La mia depressione non è sparita, so che non è possibile guarire, ogni tanto arriva, come poi sparisce, all’improvviso. Mi aiutano molto le mie amiche, poche ma vere, che mi capiscono e mi vogliono bene, con le quali posso parlare tranquillamente e liberamente di tutto.
Cosa più importante: ho trovato un vero Amico che che conosce e condivide il dolore di tutti, che mi ama qualsiasi cosa io faccia, che mi dice che sono la Sua figlia prediletta, che nei momenti più difficili in qualche modo mi suggerisce la soluzione e che è sempre con me.
Certo, non sono una persona sempre allegra, non ho tante rughe per la mia veneranda età perché non ho avuto l’opportunità di ridere molto, anche se anche io ho tanta voglia di cantare.
ti auguro un canto che non finisca, il cantico più grande, che chiamano il cantico dei cantici, per il tuo Dowdi (micetto, Dawid, Mashiah).
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=LAgOWaXlUNQ&w=560&h=315%5D
Testo di Gloria Gaetano
LMC Officina