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da qui
– Parliamo di te.
– Mi trovi interessante?
Avenue de l’Observatoire: ti piace il parco con la gente che corre, spinge le altalene, si siede sulle panchine pensando a chissà cosa.
– Ho un sesto senso quando c’è qualcosa che non va.
Uno è addirittura sdraiato, sta dormendo. Ha una cartella a fianco: uno studente che ha marinato le lezioni? Un giovane depresso lasciato dalla donna?
– E che ci sarebbe di sbagliato?
Due anziane signore chiacchierano sporgendosi l’una verso l’altra, probabilmente per problemi di udito: che avranno da dirsi di così importante? Possibile che qualsiasi pretesto sia buono per cominciare l’ennesimo racconto?
– Fammi un riassunto delle tue ultime vicende.
Due ragazzi si sbracciano agli estremi di un tavolo verde da ping pong, mentre un altro li guarda con aria distratta e un po’ annoiata.
– Le ultime vicende?
Non ti sembra tanto complicato: gli spiattelli la storia dei bambini difficili, di Mario che non parla, ma guarda con due occhi grandi che fanno stare male, di Eleonora e il suo caschetto biondo, delle vacanze al mare in cui eri geloso dei suoi amici, la tenevi stretta, troppo stretta, e quando la baciavi temevi sempre che qualcuno la prendesse e la portasse via. A un certo punto si era data al ballo, al tango per la precisione, non che non t’avesse chiesto: vuoi ballare con me? Ma tu, scemo, le avevi detto che poteva chiederti tutto tranne quello, che eri fatto per altro, e lei se n’era andata. Avevi capito che non ti aveva lasciato perché ti amava troppo, ma perché tu, stupido asino, le avevi negato la possibilità di trasformare in musica la vostra vita. Insomma, un po’ alla volta cominciavi a bere, sfrecciavi sul litorale pieno di corbezzoli e gente che scendeva in spiaggia con le corone di fiori a festeggiare chissà cosa, e bevi oggi, bevi domani, te ne facevi otto in una volta, e la strada era un serpente impazzito che mordeva le caviglie e confondevi le stelle coi lampioni e non sapevi più dire se l’amavi o l’odiavi, non ne potevi più di tutto, compresi i bambini difficili che non parlano e poi, quando meno te lo aspetti, ti snocciolano il testo completo di Bohemian Rhapsody.
– Ti sembra normale tutto questo?
I ragazzi hanno smesso di giocare: si sono accorti di voi e vi squadrano con aria divertita. Anche le signore anziane si voltano prendendosi una pausa da pettegolezzi e lamentele. Che ci sia qualcosa, in te, capace di interrompere il racconto della vita, come se la trama dei giorni si bloccasse e il giro di tango diventasse pietra e ci volesse qualcuno, magari lo strizzacervelli qui davanti, per mandare avanti il fotogramma con la parola giusta, la prospettiva rimasta nascosta fino a ora?
– A me sembra normalissimo.
Una mamma abbraccia la bambina che si era perduta nella folla e ora piange a dirotto sullo sfondo immobile del prato.

Ripercorrere i fatti “alla moviola” a volte è l’unico strumento per fare chiarezza, ritrovare la calma e capire con serenità se e dove si sono fatti errori, per non commetterli più e trovare una soluzione giusta.
…ed è anche il modo per capire che, in fondo, è “tutto normalissimo”.
Umanamente uomo: il sogno
“Umanamente uomo, perché?
Serenamente solo, perché?
Senza ambizioni vivo un sogno.
Mentre l’uomo si distruggerà scalando vette altissime incoscientemente stroncherà ogni umano verbo.
E Sarà distrutto così ogni sogno”.
(Testo di Mogol mai utilizzato)
Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra all’uomo quale dovrebbe essere.
Anton ?echov
“Ti sembra normale tutto questo?
……………… – A me sembra normalissimo.”
Il poeta
Il poeta è un uccello
che becca le parole
sotto la neve del normale
viene sul davanzale
e scappa, impaurito
se lo vuoi catturare
Il poeta è femmina
Il poeta è gagliardo
ha qualcosa, nello sguardo
che tu dici: è un poeta
Spesso è analfabeta
ma è meglio
è piú immediato
il poeta è un ammalato
colitico, fegatoso, asmatico
il poeta è antipatico, scontroso
ombroso: guai
chiamarlo poeta
è una cometa
che annuncia un mondo nuovo
è assolutamente inutile
è un fallito
è un pappagallo di partito
è organico, no,
è fatto d’aria
ha nella penna tutta intera
la rabbia proletaria
è sopra la politica
è sopra il mondo
il poeta è tisico e biondo
il poeta è sempre suicida
il poeta è un furbone
il poeta è una sfida
alle banalità del mondo
il poeta è assolutamente
del tutto normale
il poeta è omosessuale
il poeta è un santo
il poeta è una spia
poi un giorno va via
in un isola lontana
o anche a puttana
e lascia un gran vuoto
nella poesia
la sua
il poeta è il titolo
di questa mia.
— Stefano Benni
Le ultime vicende?
Non ti sembra tanto complicato
…eppure sembra proprio che un fotogramma sfugga alla moviola. A volte si avrebbe bisogno di sentirsi chiamare per nome.
– Ti sembra normale tutto questo?
A me sembra normalissimo.
Nella vita non c’è nulla di anormale , le storie che ci riguardano sono tutte normalissime , siamo noi che le vediamo come se fossero fuori dal comune perchè non abbiamo la lucidità di osservarle semplicemente per quello che sono, fatti reali che capitano tutti i giorni ad ognuno di noi, anche se in momenti diversi e in situazioni diverse, cambiano magari i personaggi ma il problema è sempre lo stesso ,l’incapacità di vedere i fatti in un’angolazione diversa da quella a cui siamo spesso abituati.
“Una mamma abbraccia la bambina che si era perduta nella folla.”
Dicono che il segreto dell’amore eterno sia in quel continuo perdersi e ritrovarsi.
Anche in questa pagina, come nelle precedenti, c’è un continuo cambio di prospettiva, da se stessi agli altri che ci circondano, di cui spesso neanche ci accorgiamo nella realtà.
Ecco un’altra conferma che il segreto è proprio questo: la capacità di andare “dall’io al tu”, come ci ricorda spesso l’autore…
‘Ho un sesto senso quando c’è qualcosa che non va.’
‘Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia…Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita,catalogava, sistemava, ordinava…Ogni giorno aggiungeva un piccolo pezzo a quella immensa mappa…la mappa del mondo, del mondo intero, da un capo all’altro, città enormi e angoli di bar, lunghi fiumi, pozzanghere, aerei, leoni, una mappa meravigliosa.
(A. Baricco, Novecento, U.E.F.)
Nel goffo tentativo di proteggere quell’amore per cui sentiamo di morire dentro e la persona che quell’amore rappresenta e incarna, finiamo spesso per opprimere quel rapporto, più che valorizzarlo. Accade dunque, più spesso di quanto non si creda, che non viviamo l’amore lasciandoci trasportare, con leggerezza e voglia di far nascere l’amore stesso dall’animo, coltivandolo; quanto piuttosto imponiamo un controllo che alla fine conduce alla disistima di uno e al distacco emotivo dell’altro. E’ l’inizio della fine; e può realmente finire male. Se invece a un tratto tutto accanto a noi dovesse apparirci fermo o quasi, voglio pensare che chi c’illumina e protegge ci abbia dato la fortuna di poter capire, per pochi attimi, il perché delle ferite di un tempo e il motivo del nostro attuale dolore. Solo in questo modo, forse, comprenderemo come trasformare la vita in musica e come consentire all’amore di albergare in noi in leggerezza.
L’attenzione, mostrare interesse e sensibilità per un desiderio dell’altro che magari non corrisponde al nostro, una forma di altruismo e generosità per il prossimo, una cura, se si può dire.
oggi, nella corsa frenetica del giorno, spesso si bypassa, e, senza nemmeno rendersi conto, ci si ritrova soli e annichiiti, senza più un ‘anima, a cercare risposte a una vita che fugge via veloce, e si allontana da noi, dimenticandoci
Che cos’è una vita normale?
E’procedere secondo i piani, centrare gli obiettivi condurre un menage tranquillo pieno di gratificazioni nelle varie attività quotidiane senza scossoni senza sorprese?
Pura illusione.
L’ esistenza viaggia su strade sconnesse in ambienti ostili dove tutto è difficile la nostra migliore compagna è l’angoscia e ad aspettare l’inversione di tendenza ci si diventa vecchi.
E’ frutto di errori, di mala gestione delle proprie cose, a volte debolezza a volte superbia.
Sembra di assistere a un film surreale talvolta grottesco dove sentimenti passioni perfino l’amore, vengono sballonzolati senza rispetto e per troppo tempo finchè non ne hai quasi abbastanza e vorresti fermare quella pellicola restando così con l’incognita del finale. Meglio uscire dal cinema subito che restare seduto solo perchè hai pagato il biglietto. Vorresti davvero riavvolgerlo quel nastro.
Era forse normale chi ci ha messo quaggiù? Chi ci ha detto di aiutare senza trarre profitto di
lasciare ricchezze e piaceri di soffrire per gli altri? Ti sembra normale?
No la vita che Lui ci ha promesso è una vita speciale.
le avevi negato la possibilità di trasformare in musica la vostra vita.
Una delle cose più belle che ho sentito dire a Vito Mancuso è che nell’eternità saremo musica
se avremo amato, se ci saremo trasformati in amore; fare della propria vita insieme, musica, allora potrebbe essere l’eterno nel tempo, la promessa mantenuta di una vita che non finisce, la bellezza che salva il mondo, potrebbe… chissà, forse è proprio così.
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Potrei scrivere del sfogo per dimenticare dolore(qua lui beve),però non mi va.Invece stavo pensando di Eleonora.Se ho capito bene,suo figlio Mario (bambino difficile) è rimasto con padre,invece la madre li aveva abbandonato tutti due? E’ la cosa rara che madre abbandona bambino perchè il matrimonio non funziona bene.Piuttosto,la madre riesce sopportare tanto per tenere la famiglia unità.
vi ringrazio!
sì, saremo musica, una vita molto speciale.
“Non essere amato è una sfortuna; non sapere amare è una tragedia”
Albert Camus
@Agnese
Oggi, ormai ieri era Santa Agnese. Non so se è proprio la tua Santa, ma tifaccio tanti auguri.
Oggi sono andata a salutare la ragazza di mio figlio che partirà per ritornare a Parigi, mi ha dato una grande gioia vederla così gioiosa, piena di vita, ci siamo dette tante cose, come due amiche che volessero donarsi il loro regalo più grande:se stesse.
Lei si è sentita a casa e si è lasciata andare raccontandomi con passione una parte della sua vita, mi è piaciuto tanto questo incontro, ha fatto sentire a casa anche me, mi rendo conto che Dio mi sta lasciando un grande patrimonio…
Tornando, ho rivissuto emotivamente ogni attimo di quell’incontro fatto di sguardi e pensieri e ho trovato una via nuova, ma una strada già percorsa, quella che più mi aiuta: avvicinarmi alla vera essenza delle persone.
Questa giornata mi ha dato la consapevolezza di disporre di un nuovo punto di vista, da dove posso osservare, al di là di ogni mascheramento, le persone importanti della mia vita.
Una mamma che abbraccia la bambina che credeva di aver perduto tra la folla!
Grazie di farci sentire musica.
Ernestina.
Grazie,no mio onomastico è 21 gennaio.comunque grazie tante anche oggi
un abbraccio
GUM
scusa.ho dimenticato aggiungere che commento 20 era per te. Grazie
http://www.youtube.com/watch?v=b3lJJRrB74c
http://www.youtube.com/watch?v=JnI2EtoDIcU&feature=youtube_gdata_player
Ora tu pensa ad un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare.
Alessandro Baricco
“eri geloso dei suoi amici,la tenevi stretta,troppo stretta…”
Un po di gelosia può fare piacere,però quando è troppo diventa incubo. Lei ha paura di salutare un amico,di parlare con maschi,perchè lui si arrabbia,diventa dispettoso. Lui si infurisisce anche quando altri maschi guardano “la sua donna”,perchè secondo lui è: “proprietà privata,nessuno la tocca”. Diventa un rapporto difficile per tutti due. Ma basta soltanto pensare: tutti adorano “la mia donna”, però lei ha scelto me,sono uomo fortunato.
grazie!
cercare l’essenza è una bella avventura.