[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Ev6w213r_08]
da qui
– Cosa ti è rimasto, dell’incontro?
– Che mi è rimasto?
Che domande curiose. Cosa rimane di un amore? Gli angoli, le strade: ogni volta che attraversi il ponticello, torni a bussare alla sua porta. Sbirci nello specchietto e ti riavvii i capelli; lei, come sempre, non dirà una parola; fissi gli occhi verdi, cercando di spiegarti: mi faceva soffrire, era un conto in sospeso, io non l’amo; ma Sonia non ci casca; ricambia lo sguardo come fosse una sfida. E’ capace di baciarti, dentro l’ascensore.
– Sì, che ti è rimasto?
Non dovrebbero sforzarsi, gli psicologi, d’immaginare loro quello che può essere o non essere? Hai ancora il sapore di una volta. Anche tu, tesoro. Le accarezzi i capelli, le chiedi se sua madre abbia ancora intenzione di sposarti; sorride, ha le fossette sulle guance, decidete di salire. C’è una cosa che volevi più di tutto.
– Mi è rimasto un sogno.
Sei sola? Sì, sono sola. I genitori viaggiano per chissà quale meta. La casa ha un odore tutto suo: un po’ di libri, un po’ di argenteria. La parete, nella camera del padre, è ingombra di dischi in ordine alfabetico. Peschi a colpo sicuro: il Liebestod di Wagner.
– Di che sogno parli?
Azioni il giradischi, uno degli ultimi esemplari – accanto al divano, per felice coincidenza. Vi ritrovate nudi. L’amore ha un ritmo, il corpo vibra insieme coi violini, la voce vellutata che sale e scende e si avvita su se stessa, come le membra, l’arco teso che lacera la membrana del silenzio, il violoncello dalle curve morbide che riesci a cingere con un braccio solo.
– Prova a immaginarlo.
Comincia in un sussurro: le dici scusami, potrai mai perdonarmi? Lei non risponde nulla, ti fissa coi suoi occhi verdi in cui ritrovi il mondo, per miracolo. Segui il filo, lasciati portare; se ti sfugge un momento, può essere finita. Senti che cresce, piano, senza fretta, l’arco di violino, l’acuto e poi di nuovo il basso, ora si scioglie e si abbandona, è un flusso che nessuno può interrompere; tutto deve tendere all’istante culminante che è intravisto, accennato, una specie di miraggio, la terra promessa che vedi di lontano e allora corri, la raggiungi, ha un ritmo affannato, sincopato, è quasi un urlo, la voce, l’arco di violino, la stanza vortica, è tutto un avvolgersi nell’esito finale, il silenzio in cui il maestro alzerà per l’ultima volta la bacchetta, la terrà sospesa, immobile, in attesa dell’applauso.
– Sì, Dante, persino io lo posso immaginare.

“Mi è rimasto un sogno.”
La descrizione di un attimo, così densa di immagini ed emozioni, se si condivide con l’altro, nello stesso istante diventa un sogno realizzato.
Ritrovare il mondo negli occhi dell’altro: è il miracolo dell’incontro, il sogno che ci sostanzia, ci rende veri, vivi, è ritornare a casa dopo il lungo inverno, attraversare il ponte dove i sospiri, finalmente, diventano sorrisi.
Cosa rimane di un amore?
Il ricordo di un sogno vissuto.
Di un amore restano per sempre il “sapore di una volta” e quell’ “odore tutto suo” che non smetti mai più di avvertire, di assaporare, anche nell’assenza.
Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all’improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all’improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
d’essere malmaritata,
L’appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d’aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell’anima gemella,
quella parte che ci completa,
l’ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell’ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda —
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere —
la melodia del violinista pazzo.
F.Pessoa
Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d’acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.
Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un’altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.
Una limpida quiete
e i nostri baci là
– sonori vezzi
dell’eco –
si schiuderebbero assai lontano.
Il tuo cuore appassionato
e niente più.
Federico Garcia-Lorca
http://www.youtube.com/watch?v=oTzhSWQkIYg&feature=youtube_gdata_player
Come una palla
Oggi ho capito che il nostro amore
è come una palla che rimbalza.
Però questo amore non è la palla,
né la terra su cui la palla rimbalza.
È molto di più:
è l’ insieme di quei meravigliosi brevissimi momenti
in cui la palla e la terra si toccano, si danno forza,
energia e desiderio.
Desiderio struggente di tutti quei meravigliosi momenti
in cui la palla e la terra si toccheranno ancora.
Amore sacro e amor profano, un dualismo che fa riflettere.
Si puo’ provare esclusivamente amore fisico? Puo’ un rapporto fondato solamente sul sesso avere una prospettiva di vita? Oppure che l’amore inteso cosi’ non sia relegato alla stregua di ogni altro comune piacere che soddisfa i cinque sensi e basta? La nostra civilta’ attuale tende sempre piu’ a materializzare questo concetto, spogliandolo della sua precipua funzione di avvicinamento al trascendente come”prova generale” di cio’ che sara’ l’amore divino. Una catarsi spirituale che ai giorni nostri resta ancora un sogno.
http://www.youtube.com/watch?v=qSw6iHRQwpM&feature=player_detailpage
http://www.youtube.com/watch?v=jvTlJk1ErH0
http://www.youtube.com/watch?v=U8ZLE1pLLg4
http://www.youtube.com/watch?v=wdeQzHb-b0k&feature=fvwrel
Wagner, tutto evoca con le sue cavalcate, le sue scorribande in quell’area perplessa, impalpabile, indomabile dei sensi e dell’amore per l’altro, dell’amore per l’amore, la proporzione più bella che esista. Cosa resta? Una sensazione, una bellezza, ma anche distonie, divergenze, anomalie, altro. Una unica, grande esperienza che ci porteremo sempre dietro.
La normalità. Della vita, dell’amore.
http://www.youtube.com/watch?v=kknNBE5kxyk
La “normalità” è ormai sinonimo di “eroismo”: il normale può in effetti definirsi un eroe dei nostri tempi, un diverso che non si conforma, ma sa apprezzare e godere delle piccole ma grandi gioie della vita, quando gli altri invece non smettono mai di cercare e desiderare quello che ancora non possiedono, in una corsa affannosa senza fine a chi ha di più.
– Cosa ti è rimasto, dell’incontro?
La poesia, di due corpi che vibrano e si uniscono e vivono una dolce passione scandita dalle note di Wagner e lo spirito, di un sogno che attraverso quegli occhi verdi cerca e incontra il silenzio che conduce all’altro, in un miracolo d’amore
“Prova a immaginarlo”
ho immaginato…fa effetto! Ci casca,ti perdona! Devi soltanto trovare il modo a portarla nella questa stanza.Mi trattengo per non commentare con dettagli…è troppo forte!
http://www.youtube.com/watch?v=0WERqBM_5hg
Solo una digressione.Poco fa correvi dietro Eleonora e in tutti costi eri pronto a ballare “questo” tango con lei,adesso pensi soltanto a “suonare il violino” con Sonia (pronunciando nome di Eleonora,a no,vero,questa volta vuoi stare attento “se ti sfugge un momento,puòessere finita”). Si che sei musicista! “in attesa dell’applauso”.
Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state… Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!
G.Gozzano
http://www.youtube.com/watch?v=oQCMSBhuMaU
Agnese, hai ragione, é proprio un artista in cerca di applausi.
Miracoli
Dove il sole si fa mare
e la nube si fa vento,
e la neve torrente,
di là io vengo,
io che ho lambito
i confini del tempo
come in uno specchio
lacustre e vedevo
riflesso oltre il grigio
ed il nero di questo
dolente acquerello
quasi nascosto,
umile terso,
uno spicchio di cielo.
Scusate, non riesco a commentare, nella mia testa ho una preghiera che non mi fa pensare ad altro.
La scrivo, fa bene scrivere.
Fino a quando, Signore, fino a quando?
Fino a che punto permetterai al male di spaziare nel mondo, di farci stupire giorno dopo giorno con violenze e brutalità che sembrano impensabili, ma che vengono regolarmente superate dopo poche ore?
“Fino a quando nell’anima mia proverò affanno, tristezza nel cuore ogni momento?”.
Fino a quando il mio cuore soffrirà per persone sconosciute che diventano parte di me, dei miei dolori, delle mie preghiere, dei miei pensieri, della mia vita?
E’ questa la fine del mondo…. una fine lenta, lentissima ma inesorabile? Gli uomini, la natura, tutto si ribella al male che giorno per giorno ci ha portato ad essere poco più che animali?
“Fino a quando, o uomini sarete duri di cuore? Perché amate le cose vane e cercate la menzogna?”
Signore, tu che permetti il male solo per un bene più grande, forse vuoi metterci alla prova per saggiare la nostra fede, per farci capire che il nostro modo di vivere non potrà che portarci
alla solitudine, alla disperazione, alla fine.
Perdonami, Signore, anche io sono stata colpevole, anche io faccio parte del mondo, ma non voglio più essere in un mondo in cui ognuno pensa solo a sé, in cui si fa un uso fratricida della libertà, in cui non ci si può fidare di nessuno, in cui ognuno potrebbe essere il carnefice dell’altro.
Signore, lo so che l’andamento del mondo non dipende da me, ma voglio cominciare da me. Non metterò più me stessa al centro della mia vita, al centro ci sei Tu e le tue creature, i nostri fratelli e farò tutto il possibile per aiutare chi ha bisogno, di capire chi mi offende, di mettere in pratica, con il Tuo aiuto, la Tua Parola.
“Convertici o Dio, nostra salvezza e placa il Tuo sdegno verso di noi”.
Il Signore ci ascolta quando lo invochiamo, allora preghiamo, la nostra preghiera sia continua, preghiamo per i più deboli, preghiamo per i bambini, per i giovani, per i malati, per le famiglie, preghiamo per chi ci ha fatto del male, per tutta l’umanità e poi preghiamo per noi, perché la nostra conversione sia completa. Preghiamo perché la sua luce rischiari le tenebre di questo tempo.
“Guarda e rispondimi o Dio, perché il nemico non dica “ho vinto”,” Torna a liberarci e salvarci per il tuo amore”, “Non distruggere la terra per riguardo a quei dieci giusti”!
@ Giampaolo
che bello poter ancora vedere uno spicchio di cielo nonostante tutto.
@ Roberta
che bella preghiera al cuore dell’uomo oltre che a Dio: non più io ma l’altro al centro del mondo a cominciare da Dio.
@ post:-)
anche a me è rimasto un sogno e finchè quel sogno è vivo, so che posso amare e trasformare il sogno in realtà, perchè se qualcuno ti vuole davvero, non ti lascia e non lascia sfuggire, “l’amore è paziente è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
L’amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito.” perchè l’amore non è mai parziale, solo se si ama prima sè e in funzione di sè, il sogno è pura fantasia retta sulle basi d’argilla dell’opportunità.
@ Roberta Z
Ha fatto molto bene anche a noi la preghiera che hai scritto.
La scadenza che chiedi al Signore solo Lui sa quando verrà, per l’intanto le tue intenzioni e i tuoi proponimenti sono per noi un perfetto manuale di cristianità e di amore per gli altri da seguire pedissequamente nel nostro percorso di conversione.
Grazie tante.
”Non dovrebbero sforzarsi, gli psicologi, d’immaginare loro quello che può essere o non essere?”
Ma forse il segreto di una buona relazione di aiuto è stimolare a far riemergere e valorizzare quel patrimonio di sensazioni, sentimenti ed emozioni che è in ognuno di noi.
@Roberta Z
Fa bene scrivere,fa bene condividersi anche con la pregiera che aiuta tanto. Coraggio!
Un abbraccio
@Giampaolo Centofanti
Bellissima! “uno spicchio di cielo” che arriva per tutti noi,miracoli quali desideriamo.
Mi piace!
@ Giampaolo
La luce dello “spicchio di cielo” non ci abbandonerà mai, non è solo una speranza, ma la certezza. Cerchiamola sempre quella luce, “oltre il grigio e il nero” della nostra quotidianità.
Grazie, Giampaolo.
Grazie anche da parte mia, caro Don Giampaolo, quando vedo anche lei la speranza di rivedere la luce di Dio mi sembra più vicina.
La mia preghiera é proprio questa: Signore fa che io ti possa ritrovare presto, io ti prego.
Ernestina.