86. Nell’oblio

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da qui

Potrebbe succedere di tutto: uno scrittore ha un certo fascino. Potresti dire che sai già di lei, non c’è bisogno che racconti nulla. Oppure fingere di non sapere niente, di pensare che sia libera. Così non avresti freni, la prenderesti quando meno se l’aspetta, rotolandoti con lei sul letto sospeso, come i vostri sogni. Il romanziere ha bisogno di nuove esperienze per tener viva la tensione, metabolizza sensazioni che tradurrà in parole solo se hanno odore e sapore, per esempio della pelle bianca di Marika, che immagini liscia e solo a tratti interrotta da un neo oppure da un foruncolo prodotto dall’amore per la cioccolata. Ultimamente Futura ti ha lasciato a secco. La memoria degli amplessi sulla spiaggia comincia a dileguarsi, stenti a ricordare la fatica di sfilarle il costume così stretto; forse pensa al tedesco distratto, dimentico dell’appuntamento preso a Disneyland Paris. Ti chiedi se sia un tradimento abbracciare un’altra donna quando la tua non si fa più vedere, insegue altri sogni, muore, magari, durante una rapina in banca, perché l’impiegato riesce a premere il pulsante dell’allarme senza farsi notare, le auto della polizia sopraggiungono a sirene spiegate e una scintilla d’odio si accende negli occhi azzurri e verdi, mentre si domanda che cosa, questa volta, non abbia funzionato, lei così convinta d’essere invincibile, lei, che tiene gli uomini come giocattoli sulla punta delle dita e fa sognare che in una notte di luna si presenti nella camera d’albergo, forse ferita, sanguinante, con l’aria di sfida di chi non ha paura di morire, perché sua madre non l’ha amata, e la vita è una merda, e non c’è proprio nessuno che colmi un vuoto scavato prima ancora di venire al mondo. Sì, ti aspetti che sia lei a entrare senza far rumore nella stanza aperta, e invece, nello schermo del computer, vedi riflesso un volto incorniciato da capelli castani e ricci che scendono sui fianchi e intuisci che non avrà il coraggio di dire una parola, aspetta che sia tu ad accorgerti di lei, a sbilanciarti, a dare un segno qualunque di piacere o di fastidio, e annoti la sua aria insicura, da passero bagnato dalla pioggia, e non sai più che fare, se essere contento d’incontrare un’altra donna, o temere che Futura arrivi da un momento all’altro, o dire a Marika che Filippo è diviso fra due scelte, o forse tre, di non perdere altro tempo, perché il romanzo si avvia alla conclusione ed è bene ritrovarsi con se stessi, fare i conti col sogno della vita prima che sia troppo tardi e la parola fine ci inabissi, uno dopo l’altro, nell’oblio.

25 pensieri su “86. Nell’oblio

  1. M&C

    Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva (V. Alfieri)

    Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva
    al mar là dove il tosco fiume ha foce,
    con Fido il mio destrier pian pian men giva;
    e muggian l’onde irate in suon feroce.

    Quell’ermo lido, e il gran fragor mi empiva
    il cuor (cui fiamma inestinguibil cuoce)
    d’alta malinconia; ma grata, e priva
    di quel suo pianger, che pur tanto nuoce.

    Dolce oblio di mie pene e di me stesso
    nella pacata fantasia piovea;
    e senza affanno sospirava io spesso:

    quella, ch’io sempre bramo, anco parea
    cavalcando venirne a me dappresso…
    Nullo error mai felice al par mi fea.

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  2. Fides

    C’e un sogno che ci sogna da quando abbiamo aperto gli occhi alla vita: possiamo chiuderli per non vederlo o ricordarcene ad ogni passo, ogni respiro, cercarlo ad ogni passo, ogni respiro, e’ un sogno che ha un nome sconosciuto, ma lo riconosceremo, ci riconoscerà al primo sguardo ed ogni passo, ogni respiro non saranno stati in vano.

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  3. vale

    perché il romanzo si avvia alla conclusione ed è bene ritrovarsi con se stessi, fare i conti col sogno della vita prima che sia troppo tardi e la parola fine ci inabissi, uno dopo l’altro, nell’oblio.

    Per non dimenticare ciò che si è appreso, mettere ordine nella propria vita, passare dal caos al cosmo e non cadere nell’oblio.

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  4. M&C

    Tutto ciò di cui ho bisogno è amore.
    Ma un po’ di cioccolata, ogni tanto, non fa male.

    Lucy Van Pelt, in Charles M. Schulz, I Peanuts, 1950/2000

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  5. RossellaT

    fare i conti col sogno della vita prima che sia troppo tardi

    Il sogno è solo da vivere, da realizzare con e nella propria vita, per vivere bene, vivere per davvero.

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  6. Raf

    lei così convinta d’essere invincibile

    Perchè !? Cercare di essere dei supereroi, quando è tanto bello mostrare agli altri che siamo fatti di carne e ossa , che scorre del sangue nelle vene, che abbiamo un cuore , dei sentimenti e per questo motivo siamo fragili, ma allo stesso tempo meravigliosi ,perchè non siamo altro che noi stessi: Siamo solo esseri umani!

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  7. Raf

    Quando il nostro pensiero intuisce qualche verità nuovissima, ci sembra sempre che siamo ritornati in noi stessi sulle rive del nostro antico essere ? che si sollevi il velario dell’oblio.

    Andrea Emo, Quaderni, 1927/81 (postumo)

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  8. Raf

    lei così convinta d’essere invincibile…con l’aria di sfida di chi non ha paura di morire, perché sua madre non l’ha amata, e la vita è una merda,

    Solo Creature

    Mesi indietro ero in giro con un amico, mi guardavo intorno e cercavo di capire perchè gli esseri umani hanno questa paura di non essere perfetti, cercavo di capire se tutti ormai sono così o c’è ancora qualche speranza nel loro cuore, quando poi neanche a farlo apposta vidi in fondo un ragazzo felice, nonostante la vita gli abbia tirato un brutto scherzo, non teneva dritte le gambe, e camminava i…n modo innaturale, la cosa che mi ha fatto sorridere e che al suo fianco c’era una ragazza splendida, che lo teneva per mano e gli ha dato un bacio d’amore in bocca…. da li ho capito che c’è gente che soffre più di noi, ma che esiste ancora qualcuno capace di farli sorridere ed amarli per quello che sono! forse gli esseri umani possono ancora svegliarsi in tempo è capire che sono solo creature e che l’unica bellezza è quella dell’anima!

    (Ejay Ivan Lac)

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  9. gum

    L’Amore non fa mai scelte giuste, l’importante però che non cambi mai idea.
    Queste cose le lasciamo alla sola Ragione che è guidata da circuiti posti dentro il cervello che col resto del corpo finirà presto o tardi sotto l’umida terra, mentre l’altro come aria purissima salirà nelle sfere più alte del cielo.
    Non c’è scelta migliore che scegliere l’unica cosa quando avrai già deciso che non c’è alternativa.

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  10. agnese

    “Il romanziere ha bisogno di nuove esperienze per tener viva la tensione”
    Bella scusa! Ho sentito tante nella vita,ma questa no,mi piace. Ma possiamo dire anche noi donne? Per tradire nostro uomo possiamo giustificarsi dicendo: voglio scrivere un libro e ho bisogno di nuove esperienze.Carino!!! Siamo giustificate?!

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  11. agnese

    “Il romanziere(…) metabolizza sensazioni che tradurrà in parole solo se hanno odore e sapore” -ma anche quando scrive un orrore con lupo mannaro?

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  12. agnese

    “Ti chiedi se sia un tradimento abbracciare un’altra donna quando la tua non si fa più vedere”- no,assolutamente no.Tanto tu stai sempre qua,al solito posto, se tua donna non c’è (non che per sbaglio si preoccupi se non si è succeso qualcosa,no,per carità!) ma altra è arrivata,che differenza fa.Sempre una donna.O una o altra,basta che qualcuna c’è.Vero?!

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  13. agnese

    “Il romanzo si avia alla conclusione ed è bene fare i conti col sogno della vita”,fare ultime correzioni per poter sognare tranquilli,ma adesso che siamo riusciti a “ritrovarsi con se stessi” siamo cresciuti e possiamo realizare nostri sogni.

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  14. Rashide

    @ Agnese 16,

    Diccono che ogni uommo è un mondo…
    perquesto, ragazze, fate vuoi turismo (Mafalda)
    Il romanziere ha bisogno di nuove esperienze, noi donne di fare turimo 😉

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  15. robysda

    perché il romanzo si avvia alla conclusione ed è bene ritrovarsi con se stessi

    Nessun altro può vivere al tuo posto, i tuoi sogni sono soltanto tuoi, non puoi ignorarli, puoi soltanto seguirli con la forza e l’energia che solo una scelta d’amore sa donare

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  16. Ernesta Scappaticci

    “é bene ritrovarsi con se stessi”
    Credo sia l’unico motivo per noi: ritrovarci dopo averci provato da sempre non è cosa facile, ma niente è facile nella vita.
    Lo scrittore ci ha dato un grande aiuto e, devo dire, ci ha fatto riflettere molto soprattutto sull’Amore per noi e per chi ci sta accanto.
    Sono molto contenta di aver scritto una parte della mia vita che non avrei potuto
    rileggere, altrimenti, questo mi ha aiutata a capirmi meglio, insieme ai vostri commenti che mi sono stati di grande aiuto per riflettere.
    Mi dispiace che si arrivi alla fine ma aspetto già il prossimo romanzo per ritrovarvi tutti!
    Speriamo di poter leggere una fine piena di speranza, sarebbe davvero magnifica soprattutto per noi donne che siamo delle inguaribili romantiche.
    Vi abbraccio tutti, in particolare colui che ci ha dato questa opportunità.

    Ernestina.

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