50. Raccontare

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=gXAIGardm-E]

da qui

Vuoi portarli con te, per questa volta. Si sono sempre chiesti cosa andassi a fare, sul monte, tutto solo. O meglio, sapevano che andavi a pregare, ma troppe domande non avevano risposta. Fino ad ora. Non t’hanno mai visto così assorto, rapito in un’altra dimensione. Provano a imitarti, ma falliscono: pensano a cosa accadrà, quando saranno a valle, a quanto possa durare questa storia, al ruolo che potranno ricoprire nel regno di cui parli. Insomma, a tutto, tranne che a pregare. Per quale motivo è tanto problematico? Per te, invece, sembra facile: scivoli in un mondo parallelo, luminoso; sei avvolto in un alone chiaro, come la luna in una notte d’inverno, quando fatichi a intravedere i monti, i canali, le pianure pallide da cui sarebbe bello spingere lo sguardo nella faccia azzurra e bianca della Terra. Pietro, Giacomo e Giovanni ammutoliscono: non è un’impressione, sei davvero rivestito di luce, come fossi un essere divino finito qui per sbaglio. Ti affiancano due uomini, anch’essi circonfusi da un’aura luminosa. Conversate, ma è arduo comprendere le frasi. Si colgono frammenti insufficienti a comporre un’espressione compiuta: Gerusalemme, sofferenza, morte. Suonano stonati, in un momento suggestivo come questo. Pietro si fa avanti: vorrebbe fissare ogni istante di questa meraviglia.
Maestro, facciamo tre tende, rimaniamo qui.
Non fa in tempo a finire che i tre discepoli vengono inghiottiti in una nube che li terrorizza: cosa succede? Una voce potente tronca ogni domanda.
Questi è mio Figlio, l’Eletto: ascoltatelo.
A volte capitano eventi che non sai se siano veri oppure sogni. La sensazione che si lasciano dietro è che sarà difficile andarli a raccontare.

14 pensieri su “50. Raccontare

  1. Giulia

    i tuoi commenti sono tutti carichi di humanitas e pathos, ma questo oggi mi affascina proprio fisicamente, perché è come la scenografia di un film non scritta ma tridimensionale e per di più con una voce fuori-campo che “racconata” ciò che accade nella mente e nel cuore dei protagonisti… non dico altro, sei bravissimo e, come scrittrice, un po’ t’invidio per questo…

    Rispondi
  2. M&C

    – Maestro, facciamo tre tende, rimaniamo qui.

    Che gioia grande e quale pace devono aver avvertito Pietro, Giacomo e Giovanni!
    Come non comprendere il loro desiderio di fermare il tempo, di rimanere fissi in quell’attimo, in quel tempo così speciale “che non sai se sia vero oppure sogno”, di catturare per sempre quella sensazione così profonda che “sarà difficile andarla a raccontare”.
    Ma non ci si può fermare mai, sarebbe un grande inganno!
    Il Signore ti dona il coraggio e la Fede di proseguire sempre, di ascoltare e seguire il Figlio in un cammino di crescita, ogni giorno nuovo, che ti porta a non desiderare più di restare fermo o, peggio ancora, di tornare indietro, ma ad andare ancora avanti ed a guardare sempre oltre la nube.

    Rispondi
  3. M&C

    Senza la luce di Dio nessun uomo si salva.
    Essa fa muovere all’uomo i primi passi;
    essa lo conduce al vertice della perfezione.
    perciò se vuoi cominciare a possedere questa luce di Dio,
    prega!
    Se sei già impegnato alla salita della perfezione
    e vuoi che questa luce in te aumenti,
    prega!
    Se sei giunto al vertice della perfezione
    e vuoi ancora luce per poterti in essa mantenere,
    prega!
    Se vuoi la fede,
    prega!
    Se vuoi la speranza,
    prega!
    Se vuoi la carità,
    prega!
    Se vuoi la povertà,
    prega!
    Se vuoi l’ obbedienza, la castità, l’ umiltà,
    la mansuetudine, la fortezza,
    prega!
    Qualunque virtù desideri,
    prega!”

    (Beata Angela da Foligno)

    Rispondi
  4. F

    TRASFIGURAZIONE
    La gloria sfolgora tra le rocce del Tabor, ma la nube oscura,”inghiot
    te” il cuore, la voce sul divino Eletto,il Figlio,è per il mondo un impe-
    rioso : ascoltatelo, un eco in migrazione lungo l’avvenire.
    L’amoroso Verbo Gesù, immagine di Dio invisibile, trasfigura, e “co-
    me sole il volto e come neve le vesti”, un oceano colmo di bellezza.
    Nei suoi giorni eterni si svelerà, alle creature, dal grembo di Dio: ten-
    da per l’umanità chiamata alla sua gloria.
    A questo mistica tenda è il ritorno, all’antica bellezza perduta dove
    l’albero germoglia melagrane di Sangue per le mani dei redenti.
    Ora, la terra rossa si consuma in amore e somiglia tanto alla carne
    del Verbo.

    Rispondi
  5. F

    TRASFIGURAZIONE
    ” Non aveva né apparenza, né bellezza tanto era sfigurato
    da non avere nemmeno più l’aspetto di uomo” (Isaia 53..)

    Quella bellezza distrutta si chiama : Amore.

    Rispondi
  6. Ernesta Scappaticci

    “A volte capitano eventi che non sai se siano veri oppure sogni.”
    Questa sera mentre aspettavo di poter parlare con una persona, ne ho incontrata un’altra e mi sono intrattenuta con lui per parlare di una cosa che mi stava assai a cuore.
    Ero seduta nell’atrio di una casa e pensavo: – come posso fare a capire meglio la storia di questo Gesù che tanto mi ama!- ed ecco arriva l’amico che poteva darmi un’aiuto, e al quale lo avrei potuto chiedere con molta franchezza, un ragazzo giovane come mio figlio era quello che avrei voluto.
    Incredibile.. quando Lo cerchi con tutto il cuore, si fa sempre trovare!
    Non è stato un sogno, e subito dopo l’amica che aspettavo mi ha aiutata a ritrovare un po’ di me stessa.. la mia femminilità che non trovo più da tempo, incredibile…quando Lo cerchi con tutto il cuore, si fa sempre trovare.

    mamma prego per te, perché quando Lo cerchi si faccia trovare, ti voglio bene.

    ernestina.

    Rispondi
  7. RossellaT

    A volte capitano eventi che non sai se siano veri oppure sogni. La sensazione che si lasciano dietro è che sarà difficile andarli a raccontare.

    Credo che a tutti sia capitato nella vita di provare emozioni così profonde e forti che è impossibile descrivere. Devo ammettere che negli ultimi giorni il Signore mi ha concesso momenti di luce che mi hanno ricaricato. A volte sacrifici e rinunce non sono inutili ma danno senso e pace all’esistenza.

    Rispondi
  8. agnese

    Ma io non so pregare-ho sentito qualche volte in giro. Ma la preghiera non è soltanto ripetute preghiere scritte,le novenne; la preghiera per me è come una conversazione con un caro amico a quale si racconta tutto, e che si preoccupa di lui.La preghiera non è solo lamenti e chiedere aiuto, la preghiera è anche un sorriso.

    Rispondi
  9. robysda

    Raccontare è un’arte, non è poi così semplice trasferire ad altri fatti con al seguito emozioni, senza distaccarsi dalla verità, piuttosto rendendola ancora più evidente. Tutti raccontiamo storie, forse per voglia di condividere, se non altro per necessità, per prendere quello che ci serve, il bene che ci manca mentre rischiamo di soffocare negli inganni della quotidianità, l’energia per sopravvivere nella lotta contro il tempo, gli egoismi, le insofferenze, lotta nella quale capita di interpretare entrambi i ruoli, vittime e carnefici, screditando spesso la vita e riducendola ad un’apparente salvezza, spenta della sua luce più bella che, nonostante il suo abbaglio, finisce per coprirsi dietro le nuvole dell’esteriorità.

    Rispondi
  10. Barbara

    “Provano a imitarti, ma falliscono”
    Si può imitare l’esteriorità, muovere le labbra fingendo di pregare, parlare di Dio pensando che basti per crederci. Ma un sentimento autentico, quello non lo si può imitare lo si può soltanto vivere, o c’è o non c’è.
    E nel momento in cui si prova a nominarlo e a raccontarlo fugge via.

    Rispondi
  11. pmartucci

    Superando quella realtà che si vede, che si tocca, che ci pare tanto rassicurante, Gesù, trasfigurandosi, è come volto ad aprire una finestra su qualcosa di ancor più concreto….qualcosa di così grande generato proprio nella preghiera, quella sua accanto ai discepoli, unita e sostenuta dalla vicinanza reciproca. “Mentre pregava, avvenne…”: la preghiera si mostra azione, concretezza di quel metterci di fronte al Padre così come siamo, per dire grazie, per chiedere, per stare semplicemente accanto, di fronte, vicini, che cambia incredibilmente la realtà, la trasfigura. In noi, nell’altro, nello sguardo del nostro cuore, che coglie la realtà, il mondo nel senso trasfigurato, profondo di creazione, di dono, di atto supremo di amore.

    Rispondi
  12. pam

    Messaggi indelebili che arrivano da un territorio di confine, quasi a dirci che, per ogni preghiera cercata e non trovata, c’è una preghiera che ti viene a trovare quando nel silenzio ti metti davvero in ascolto.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *