Per tutta la vita, in ottima fede, aveva detto innanzitutto a se stesso e poi agli altri delle mezze verità. Carissime al cuore, e all’evidenza utili a non far precipitare il male.
Ma ad un certo punto, forse anche in seguito a qualche fatterello specifico, si avvide di questa semplice verità, semplice ma intera: quantunque incoraggiate e magari giustificate dalla natura cangiante e sfumata dell’esistenza e dalla comprensione che ne ha l’uomo, le mezze verità sono menzogne. Punto. E a volte non si vive abbastanza per rimediare ai mali che esse aggiungono ai mali irrimediabili del mondo.

Ahimè quanto e’ vero: le mezze verità, spesso, la fanno da padrone. E gli unici artefici siamo noi.
Un abbraccio, Roberto!
Odio le mezze verità, più ignobili delle menzogne intere.
Le peggiori sono quelle dette a se stessi. Mentire a se stessi, per intero o per metà, è prova di meschinità d’animo.
Seneca consigliava di fare ogni sera un esame di coscienza, cosa che egli stesso faceva sempre prima di addormentarsi sereno, con l’animo leggero.
Ma chi dice mezze verità ha una coscienza?
Un abbraccio
Giorgina
è habitus comune, ormai siamo circondati… e il guaio non è questo: il guaio è che tutti si affannano a convincerci che non si può fare diversamente e, se tu vuoi essere quello fuori dal coro, sei tu l’anomalo, l’a-normale. Sono davvero stanca…
Cari amici,
grazie delle vostre parole. Ovviamente è più facile esecrare le mezze verità che scamparne, questa è una regola generale da cui nessuno può sentirsi escluso. Ma in certi campi, quando arriva la resa dei conti, il relativo conforto delle mezze verità lo si paga davvero troppo caro. Allora persino le damigiane di camomilla servite da certi giornali non bastano più.
Un saluto,
Roberto
beh, in verità per dire una verità intera bisognerebbe conoscere tutta la verità, cosa che nella gran parte dei casi non si da, ed ogni nostra verità, in verità, è pur sempre 1/7000000000 della verità, anzi, di quella frazione di verità che è la verità dell’umanità; per questo, in verità, c’è anche da considerare quanto la pretesa di sapere la verità sia, in definitiva, una grande vanità, ma anche questo è solo una parte della verità, giacchè negare l’esistenza della realtà sarebbe una vera falsità, e allo stesso tempo affermare l’esistenza della realtà è una verità incerta, e in ogni caso ne possiamo dire solo parti di verità, giacchè la realtà è sempre una parte di sè stessa, e in verità anche la verità, che tutta la verità non la sappiamo proprio, in verità, ma non è detto che questa pure sia la verità, o tutta la verità…
Gentile Detrito,
appunto, proprio così. Ma questo non esime dal cercare di. Nessuno ha detto che la vita sia semplice o che tentare di semplificarla sia sempre un merito.
Grazie e un saluto,
Roberto
chissà quale sarà stato mai il “qualche fatterello specifico”,,,
in buona fede, le persone sono attratte dalle maschere, altrimenti non le indosserebbero così spesso.
ma se pensiamo che la vita è un teatro…
ciao Robertino!
😉
Cara Elisabetta,
come capisci bene il diminutivo è antifrastico.
Ciao,
Roberto
Cara Carla,
come no: in buona fede, anzi in ottima, è quello che ho scritto.
Ciao,
Roberto