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da qui
Perché nel giorno scelto dalle masse
che tra mimose e spogliarelli vanno
incistando perle di carta, come
cimeli, in ghirlande di polistirolo?
Perché non farne sempre una collana
di confidenza e di complicità,
nelle sere velate a malapena
da un cristallo istoriato sulla strada?
La guarnizione di grano selvatico
ti sboccia in cuore in questo giorno nuovo,
che vada come vada. Mi diventi
fiamma che riscalda, brezza che seda
l’arsura degli slogan, per viatico.

Quello del conforto, un ruolo unico e prezioso.
Questa donna ringrazia e grazie all’uomo che si lascia confortare senza per questo sentirsi meno uomo.
Stasera, al Pentatonic di Anna Maria Curci( un caffè letterario), facciamo – con gli Orsi Grigi e Cesare Magrini – la replica di “Faber il poeta”, ovviamente una cosa un po’ ridotta e diversa
rispetto a quella del luglio scorso al teatro D. Mario Torregrossa, e desidero leggere questa “Siesta della donna”, un anti-otto marzo , o un perpetuo giorno della mimosa, a seconda di come la si voglia interpretare. Io credo che sia un buon…incipit, oltreché buon viatico.
Vada come vada, un giorno simbolo per pensarci in giorni nuovi, dove confidenza e complicità rendono lieve ogni strada. Grazie.
grazie!
Una poesia che ci rende tutto quello che siamo:
” Mi diventi
fiamma che riscalda, brezza che seda
l’arsura degli slogan, per viatico.”
ernestina.
La voce della donna, sempre, anche se non inghirlandata, ciò di cui il mondo ha bisogno come il grano selvatico viatico della vita. Di amore. Ma-donna.
PERCHE’
Ha bisogno di qualche ristoro
il mio buio cuore disperso
Negli incastri fangosi dei sassi
come un’erba di questa contrada
vuole tremare piano alla luce
Ma io non sono
nella fionda del tempo
che la scaglia dei sassi tarlati
dell’improvvisa strada
di guerra
Da quando
ha guardato nel viso
immortale del mondo
questo pazzo ha voluto sapere
cadendo nel labirinto
del suo cuore crucciato
Si è appiattito
come una rotaia
il mio cuore in ascoltazione
ma si scopriva a seguire
come una scia
una scomparsa navigazione
Guardo l’orizzonte
che si vaiola di crateri
Il mio cuore vuole illuminarsi
come questa notte
almeno di zampilli di razzi
Reggo il mio cuore
che s’incaverna
e schianta e rintrona
come un proiettile
nella pianura
ma non mi lascia
neanche un segno di volo
Il mio povero cuore
sbigottito
di non sapere.
Giuseppe Ungaretti
Ci sta la Festa della Donna ma non non esiste la Festa del Uomo (qualcuno deve inventare).
Perché a noi donne, delicate e fragile, piace sentirsi importante o perché ruolo della donna è importante?
Qualsiasi motivo ci sia, o con un slogan o in modo particolare, è bello ricevere auguri dal un uomo che ti dice: grazie che ci sei.
Grazie a autore dalla poesia per quel bel giorno
Grazie sempre per il sempre (in corsivo) che fa della donna respiro indissolubile di un creato che vede protagonisti, avvolti nella stessa grazia, uomo e donna . entrambi.
Molto bella, grazie!