Archivi tag: Robert Schumann

Carta da cioccolatini

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=GJ5I0vpy1hU]

da qui

Cos’hai da festeggiare in questa notte
Uguale ad ogni notte
Di questo mondo sordo, muto e cieco?
Non basta dire: guarda che è Natale,
Né mettere le luci nella sala.
La festa è quando abbatti le barriere
Che hai messo fra di te e la vita vera.
Festeggia la vittoria sul tuo male
E allora vedrai bene anche di sbieco.

Siesta della donna

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=ttXb80Avp5w]

da qui

Perché nel giorno scelto dalle masse
che tra mimose e spogliarelli vanno
incistando perle di carta, come
cimeli, in ghirlande di polistirolo?
Perché non farne sempre una collana
di confidenza e di complicità,
nelle sere velate a malapena
da un cristallo istoriato sulla strada?
La guarnizione di grano selvatico
ti sboccia in cuore in questo giorno nuovo,
che vada come vada. Mi diventi
fiamma che riscalda, brezza che seda
l’arsura degli slogan, per viatico.

Piano piano

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=GJ5I0vpy1hU]

da qui

Lasciarsi accarezzare dal tuo vento
che nessuno sa mai di dove venga
o dove vada. Intravedere il sole
tra le foglie degli olmi e la sua scia
larga sull’acqua. Sì, comunque vada,
qualcosa sta cambiando lentamente.
Sentirlo qui, dove per tante volte
la gioia ci ha visitato, come un ospite
venuto da lontano, dopo tanto
tempo: il passato diventa futuro,
l’origine la meta, e il paradiso,
che noi immaginavamo nell’inizio,
comincia solo adesso, piano piano.

Oltre stasera

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=GJ5I0vpy1hU]

da qui

Bisogna stare in piedi, la panchina
è bagnata; c’è un po’ di sole almeno,
stamattina, un fascio di luce abbaglia
il Conero. Gli uccelli si scambiano
opinioni sul clima, forse. E poi,
domani si ritorna. Ti domandi,
come sempre, se resisterai. Loro
ti aspettano, si aspettano che tu
risolva problemi, dica parole
capaci di trovare anche un motivo
soltanto per alzarsi la mattina.
E credere, ostinati, nella vita.
In fondo, se ti affacci in questo golfo
non è per crogiolarti in un ricordo,
e nemmeno soltanto per sperare
che passi il mal di testa. Questo raggio
di sole è il segno che nel tuo dolore
c’è un senso, che di là della barriera
delle nuvole qualcuno ti cerca
per dirti che una luce c’è, che vale
la pena continuare, oltre stasera.

58. Amen

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=DldTL5hn7W8]

da qui

Vuoi scrivere un romanzo teologico: è arrivato il momento di affrontare i nodi irrisolti di una fede che non risponde più alle domande della gente, si barrica nel tempio, lo spazio sacro dove l’incredibile dev’essere credibile, dove tutto si spiega con formule del tipo mistero della fede, e le parole piovono da un mondo che forse non è quello di Dio ma l’universo barocco degli uffici della Curia, in cui figure pallide sintetizzano in collette, preghiere sulle offerte, dopocomunioni, la presenza di un cielo che rifiuta di stringersi nei margini angusti di un messale. Continua a leggere