Che il male sia solo un caso. Tre poesie inedite di Maria Borio

BorioA volte io credo
che il male sia solo un caso
come guardare dall’autobus in corsa
le case e le fabbriche in basso,

i cavalli e l’erba, e sapere
che per una legge fisica
il fulmine può arrivare su di loro,
potrebbe scendere senza riparo,
potrebbe aggrovigliarsi alle zampe dei cavalli
e farli correre senza spirito
o aprire in due una casa.
A volte il motore dell’autobus
taglia fuori il necessario,
il pedale premuto e il volante
stretto per l’elettricità
che tiene in vita i muscoli,
i pensieri giusti e sbagliati
come può nascere il lampo e aprire le cose.
A volte smettere di credere che a volte
gli eventi siano dovuti
e i sentimenti più forti degli eventi:
è la sagoma di me
con la testa appoggiata allo schienale,
chiude gli occhi e dimentica
le case, le fabbriche in basso,
i tre cavalli maculati, l’erba imperfetta.
Solo i segnali sulla strada
immaginano storie.

*

Il giornale piegato dove segni e cancelli
affonda il passato.
È fosforescente, è l’ispettore di metalli
all’aeroporto, il radio
che ti può attraversare.
L’esperienza è quella data:
stai qui, aspetti, ti vendi?

Le nuvole si sono buttate fuori dal mondo,
le finestre correvano dietro
e questa tua voce trattenuta.
Una parte di te va con loro
lontano, veloce –
e ci fanno credere che i bisogni
sono veloci come te
che per un momento hai corso
laggiù.
Ma oggi questa vita come il radio
ci ha fatto trasparenti, essenziali.

I ragazzi del secolo esposto conoscono ragioni
più forti, verità più evidenti.

*

La luce è sulla strada
come potesse restare per sempre,
un sentimento di anni.
Il futuro era le tue braccia
nella città svuotata e il suono delle saracinesche
di notte quando gli indiani portano fuori
i carretti per il mercato e chiudono forte
le porte dietro, forse non hanno occhi.
Le ruote girano e le carene
al porto – sembrano parlarsi,
ci lasciano in mezzo a salvare poche ore –
tu scopri un punto
tra il polso e il gomito
che mi apre.
Il mio errore all’improvviso
credere che non ci fosse passato
né tuo né mio.

E’ il disordine del dopo.

La luce adesso sulla strada pesa viva.

 

Maria Borio è nata a Perugia e si è laureata in lettere moderne. Ha scritto su Vittorio Sereni e Eugenio Montale e ha pubblicato la monografia “Satura”. Da Montale alla lirica contemporanea (2013). Sue poesie sono apparse sull’“Almanacco dello specchio” (Mondadori, 2009), su “Poesia” (Crocetti, 2012), sulle riviste “Atelier”, “L’Ulisse”, “Italian Poetry Review”, sul sito “Le parole e le cose”. Una silloge di testi è in uscita nel XII Quaderno italiano di poesia contemporanea a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos).Svolge un dottorato di ricerca in letteratura italiana con una tesi sulla poesia italiana dell’ultimo quarto del Novecento. E’ redattrice di «Nuovi Argomenti».

4 pensieri su “Che il male sia solo un caso. Tre poesie inedite di Maria Borio

  1. agnese

    sono belle, semplice e bello.
    Dopo che ho letto, sono ritornata alle parole che mi hanno colpito:
    “e questa tua voce trattenuta.
    Una parte di te va con loro
    lontano, veloce-”
    Mi sono ricordata io- con dolore dentro e la disperazione con la speranza di un altra vita, migliore.
    Io ho trovato.
    Complimenti!

    Rispondi
  2. Maria Borio

    Grazie, Agnese, Enrico. Grazie a tutti.

    ps. Nella prima poesia c’è uno spazio tra il 4 e il 5 verso che non dovrebbe esserci. E’ un testo unico.

    Rispondi
  3. Ernesta Scappaticci

    “E’ il disordine del dopo.”
    Rimettere ordine non piace , forse a nessuno, figuriamoci nella propria vita!
    Cara, Maria hai suonato con le corde di un violino che sembra suonare una musica triste, come la mia in questo momento!
    Io lo ascolto ma non voglio più sentire un pianto, desidero che la luce per la strada non pesi ma sia viva e vivace.
    Belle emozioni…grazie.

    “e lui dorme tranquillo…”

    ernestina.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *