Questo è un momento di grande gioia, e di calma, ha aggiunto lo speaker donna nel congedare le ovazioni all’ingresso del nuovo presidente usa, Barak Obama, che proseguiranno per l’america tutta notte, da noi per tutto il giorno.
Triste contrasto con la terza vaccinazione del popolo italiano per contro,da tentazioni autoritarie, ma pur sempre giorno di accesa gioia per il mondo.
Yes, we can change cantavano..
“Buongiorno, notte”, allora ricordando Emily Dickinson.
Il sole ha illuminato con forza la stanza mentre guardavo in tv le feste di Chicago e di New York, mi è venuto di mandare qualche sms alle persone care. Buongiorno America, buongiorno.
Buon Giorno!!!
Non ho la tv. Ho sentito alla radio il fascista Gasparri, schiumante rabbia, odio e rancore (come al solito) affermare il suo stupore per la gioia della sinistra italiana che è e resta all’opposizione…
bè, non dico che non lavorerà per confermare l’eccezionalismo americano, però da questo posto qui, e in questo punto della storia, faceva un gran bell’effetto vedere un uomo figlio del multiculturalismo che nel suo victory speech parlava di rappresentare “bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, gay e etero, disabili e non disabili” e di inventarsi “a new service” per il futuro di tutti…
“disabili e non disabili”…sì, ha fatto proprio un bell’effetto.
E’ un gran giorno per l’America e il mondo. Ora le cose possono cambiare. Imparino e si ispirino sinistra e destra italiane, bloccate su contrapposizioni che appartengono al passato.
Sì, è una bella notizia, soprattutto per l’entusiasmo che si avverte, in America e nel mondo. Ovviamente non dobbiamo aspettarci svolte epocali, nessuno potrebbe davvero generarle. Poi mi preoccupa un po’ Berlusconi che si dice d’accordo con Obama, dice che avrebbe votato per lui, perché si sente “simile”. Dovrebbe essere il classico opportunismo del nostro, che salta sempre sul carro del vincitore. Sperém.
Comunque andrà è un momento che segna un’epoca.
Ieri nella mia città abbiamo fatto un piccolo incontro per ricordare (in data 4 novembre) che non è la guerra a darci identità, ma oltre i suoi disastri saper riconoscere anche nell’altro un fratello. Stamani, al di là dei motivi economici, degli interessi che hanno permesso la vittoria di Obama, spero che resti soprattutto un grande messaggio di fratellanza, di barriere superate che si estenda a tutti. (Intanto all’Iraq da cui dovrebbero andarsene le truppe).
@ Mauro, ma Berlusconi ha la sindrome della vittima e dell’eroe tutto assieme. Se vede Incompreso, capace che la spacci per la sua biografia… anche se poi deve spiegarci come mai è sopravvissuto.
credo che qualcosa cambierà o, per lo meno, lo spero. anche da noi. meno flirt tra berlusconi e presidente usa, intanto: cosa disgustosa alquanto quella di dichiarare amore per il peggior presidente della storia americana.
grazie anche a Giovanni e Lucy.
speriamo che siano i primi passi di un cambiamento di rotta.
la logica della violenza deve finire, da qualunque parte essa nasca.
Sì, Fabry, speriamo che i fantasmi stiano alla larga. Ma se proprio vogliamo parlare di presagi, Obama ne ha uno nel suo nome di battesimo: BARAK = BENEDETTO ! (e se è vero che “omen nomen”…)
Inoltre, quello che mi ha colpito positivamente, oltre alla svolta rappresentata dalla vittoria di un afro-americano, è che -dopo i risultati- entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti si siano salutati scambiandosi parole di stima e di rispetto reciproco.
Quando mai con i politici italiani avviene una cosa del genere!
grazie, Titti.
pensavo che Barak significasse abbronzato🙂
staremo a vedere.
io mi tengo caro il versetto dell’Apocalisse: raduneranno tutti i re della terra in un luogo che in ebraico si chiama Armagheddon (16,16).
la lotta è dura, e senza paura.
parrebbe che Berlusconi si sia finalmente deciso a leggere l’Imitazione di Cristo di Ignazio da Loyola…
intanto, anziché sperare nei ripensamenti della nostra dirigenza di sinistra, bisognerebbe accorrere in massa a tesserarsi nei partiti dell’arco di centro sinistra e fare un grande colpo di mano a prossimi congressi, bocciare metà dei dirigenti, dimezzare l’età media degli organi dirigenziali e riscrivere da capo le piattaforme politiche….
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Yes, we can change, dear Bob:)
Grazie, Fabrizio
Questo è un buon giorno per il Mondo, per l’America, per l’Europa, per l’italia, e speriamo anche per la sinistra di questo nostro disgraziato paese.
Questo è un momento di grande gioia, e di calma, ha aggiunto lo speaker donna nel congedare le ovazioni all’ingresso del nuovo presidente usa, Barak Obama, che proseguiranno per l’america tutta notte, da noi per tutto il giorno.
Triste contrasto con la terza vaccinazione del popolo italiano per contro,da tentazioni autoritarie, ma pur sempre giorno di accesa gioia per il mondo.
Yes, we can change cantavano..
“Buongiorno, notte”, allora ricordando Emily Dickinson.
Maria Pia Quintavalla
Il sole ha illuminato con forza la stanza mentre guardavo in tv le feste di Chicago e di New York, mi è venuto di mandare qualche sms alle persone care. Buongiorno America, buongiorno.
Alessandro Seri
Buon Giorno!!!
Non ho la tv. Ho sentito alla radio il fascista Gasparri, schiumante rabbia, odio e rancore (come al solito) affermare il suo stupore per la gioia della sinistra italiana che è e resta all’opposizione…
Beh, Gasparri è coerente. Non è poco in questo paese che, unico ormai nella sua area geopolitica di riferimento, ha un ceto politico fermo al 1994.
bè, non dico che non lavorerà per confermare l’eccezionalismo americano, però da questo posto qui, e in questo punto della storia, faceva un gran bell’effetto vedere un uomo figlio del multiculturalismo che nel suo victory speech parlava di rappresentare “bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, gay e etero, disabili e non disabili” e di inventarsi “a new service” per il futuro di tutti…
“disabili e non disabili”…sì, ha fatto proprio un bell’effetto.
un saluto caro,
r
E’ un gran giorno per l’America e il mondo. Ora le cose possono cambiare. Imparino e si ispirino sinistra e destra italiane, bloccate su contrapposizioni che appartengono al passato.
Giovanni A.
Che gioia, ragazzi, che gioia!…
Sì, è una bella notizia, soprattutto per l’entusiasmo che si avverte, in America e nel mondo. Ovviamente non dobbiamo aspettarci svolte epocali, nessuno potrebbe davvero generarle. Poi mi preoccupa un po’ Berlusconi che si dice d’accordo con Obama, dice che avrebbe votato per lui, perché si sente “simile”. Dovrebbe essere il classico opportunismo del nostro, che salta sempre sul carro del vincitore. Sperém.
Comunque andrà è un momento che segna un’epoca.
Ieri nella mia città abbiamo fatto un piccolo incontro per ricordare (in data 4 novembre) che non è la guerra a darci identità, ma oltre i suoi disastri saper riconoscere anche nell’altro un fratello. Stamani, al di là dei motivi economici, degli interessi che hanno permesso la vittoria di Obama, spero che resti soprattutto un grande messaggio di fratellanza, di barriere superate che si estenda a tutti. (Intanto all’Iraq da cui dovrebbero andarsene le truppe).
@ Mauro, ma Berlusconi ha la sindrome della vittima e dell’eroe tutto assieme. Se vede Incompreso, capace che la spacci per la sua biografia… anche se poi deve spiegarci come mai è sopravvissuto.
Mannò, caro Mauro, Berlusconi si dice simile a Obama perché è nero come lui. Di rabbia.
Un caro saluto,
Roberto
Ottima notizia, al di là delle realizzazioni future, almeno da un punto di vista culturale e simbolico.
grazie, amici.
adesso è importante che lo lascino lì, che non tornino i fantasmi di Dallas.
che la speranza abbia finalmente un respiro.
Gasparri, stamane (!): “Su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta» ha detto il senatore di maggioranza parlando del 44esimo presidente degli Stati Uniti e dellla lotta al terrorismo. http://www.corriere.it/politica/08_novembre_05/gasparri_obama_lite_senato_a00746cc-ab24-11dd-8f4b-00144f02aabc.shtml
credo che qualcosa cambierà o, per lo meno, lo spero. anche da noi. meno flirt tra berlusconi e presidente usa, intanto: cosa disgustosa alquanto quella di dichiarare amore per il peggior presidente della storia americana.
grazie anche a Giovanni e Lucy.
speriamo che siano i primi passi di un cambiamento di rotta.
la logica della violenza deve finire, da qualunque parte essa nasca.
Sì, Fabry, speriamo che i fantasmi stiano alla larga. Ma se proprio vogliamo parlare di presagi, Obama ne ha uno nel suo nome di battesimo: BARAK = BENEDETTO ! (e se è vero che “omen nomen”…)
Inoltre, quello che mi ha colpito positivamente, oltre alla svolta rappresentata dalla vittoria di un afro-americano, è che -dopo i risultati- entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti si siano salutati scambiandosi parole di stima e di rispetto reciproco.
Quando mai con i politici italiani avviene una cosa del genere!
Buona giornata a tutti, we shall overcome!
Titti
grazie, Titti.
pensavo che Barak significasse abbronzato🙂
staremo a vedere.
io mi tengo caro il versetto dell’Apocalisse:
raduneranno tutti i re della terra in un luogo che in ebraico si chiama Armagheddon (16,16).
la lotta è dura, e senza paura.
parrebbe che Berlusconi si sia finalmente deciso a leggere l’Imitazione di Cristo di Ignazio da Loyola…
intanto, anziché sperare nei ripensamenti della nostra dirigenza di sinistra, bisognerebbe accorrere in massa a tesserarsi nei partiti dell’arco di centro sinistra e fare un grande colpo di mano a prossimi congressi, bocciare metà dei dirigenti, dimezzare l’età media degli organi dirigenziali e riscrivere da capo le piattaforme politiche….
concordo, Mario.
magari anche da noi può nascere qualcosa di buono.