
Ancora una cosa, l’ultima. Perché c’è un’obbiezione che ho sentito ripetermi fino alla nausea, in questi giorni. Inizia così: “Proprio adesso…”. Proprio adesso che ci sarebbero da combattere i tagli del governo tu te ne esci con una proposta di quel tipo? Nella sua formulazione più brusca, l’obbiezione suona così: noi qui a lottare e tu stai lì a portare acqua alla politica del governo. Che dire… Ho già detto e ripetuto che la differenza tra ciò che io propongo e ciò che questo governo fa mi sembra immensa. Ma so anche che non è questo il punto. Il punto è che quello che io dico può essere usato per portare acqua a quella politica. Basta un semplificazione qua, una massiccia censura là, un’aggiustatina…
Alessandro Baricco da Repubblica di oggi
Chi è obiettivo in questo dialogo surreale: l’obiettore o il venditore di obiettivi? Sicuramente il venditore di obiettivi, che fra obiettare e obbiettare, obiettivamente e obbiettivamente, obiettivo e obbiettivo, obiettore e obbiettore, obiezione e obbiezione sceglie sempre le forme con una sola b. Intendiamoci, le varianti con due b non sono sbagliate, ma sono più lontane dagli originali latini, che erano obiectare, obiectivus, obiector, obiectio. Anticamente queste parole non venivano usate nella lingua di tutti i giorni: le adoperavano solo i filosofi nei loro eleganti trattati in latino, sicché, in questo caso, adoperare le forme più vicine al latino equivale a rispettare maggiormente la storia di queste parole.»
Accademia della Crusca qui
Non c’è più rispetto…
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