di Kika Bohr

foto di Giovanni Rainoldi
Quando decisi finalmente di iscrivermi all’Accademia di Brera non ero più una giovanetta, dipingevo e modellavo già da una quindicina di anni, avevo già fatto tre piccole mostre, avevo una laurea e, nonostante il mio modesto lavoro part-time nella Biblioteca dell’Università, mi davo un po’ di arie.
Quindi non fu sempre facile ascoltare e seguire le indicazioni del mio professore di scultura nell’aula 45.
Il primo anno si studiava la testa umana e le sue proporzioni. Si modellavano ritratti degli altri studenti al naturale con l’argilla recuperata da un’enorme vasca posta sotto le finestre dell’aula.
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