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da qui
Non riesco più a distinguere, laggiù,
il mare e l’orizzonte: due ricordi
s’intrecciano e tra loro non c’è più
separazione. Da quassù ti vedo
confusa con il vento, con le piante
che piegano la testa, col rintocco
di campane sorprese dall’assenza
dei versi, dal silenzio che rigurgita
nel bosco. Si prepara il temporale,
forme strane di nuvole si sfanno
nei vicoli ingrigiti, nella porta
scoperta solo ora, dove il Dio
bambino si protende per attrarci
a sé, dove lo Spirito si stende
come un manto di stelle, che ci scorta.
