L’assedio
(Eugenio de Signoribus)
Succede sempre più spesso di sentirsi in una tela di ragno,
in una tela resa inestricabile da tanti sottoragni solerti, sordi e ciechi…
E più non basta fissare il pensiero altrove. Sale
una rabbia impotente, un rosso silenzio alle tempie…
Verrebbe voglia di sbracarsi, snudarsi, lanciarsi fuori
dalla prima smagliatura… e gridare e
qualunque atto passi nella mente in quel fosco-liberante istante
pare più accettabile di tanta lordura.
Anche il volo. Anche il vuoto. Anche il nulla.
(Ma atterrando, restiamo, col volto sanguinante, gli occhi avanti)

