Archivi tag: capitale e lavoro

Alitalia

La città s’allontana sempre più, i miei pensieri si staccano da terra, volano, ora hanno la consistenza delle nuvole, nessuno può inibirli o deviarli. Sono io che guido, nella libertà dei diecimila metri, nel silenzio rotto solo dalle rade parole del secondo o dall’incursione rapida della capocabina. Penso, dunque sono, e qui nessuno può venirmi a dire in che direzione orientare le mie idee, sono io che ho in mano le leve dei comandi. Dei comandi, non del comando, in cui non ho mai creduto. Perché il pensiero è vero solo se è dialogo, disponibile a incontrare, a trasformarsi. Mi sento unito a chi lotta con me perché non siano sempre gli stessi a decidere per tutti, perché la voce abbia un’eco, e non solo a quest’altezza irraggiungibile. La città è un punto nero che svanisce, là in fondo, con le energie distruttive o liberanti, con il potere che calpesta i sogni e si accampa all’origine di pensieri e desideri. Questa volta non dirò di sì, a costo di perdere tutto, di trascinare le persone care in un volo folle e senza meta, in una corsa senza più pilota. Laggiù nessuno comprende la mia testarda decisione. Pensano che sia condizionato da poteri occulti. Ma dentro di me so bene che è il volo decisivo, e se lascio la presa il mondo che ho sognato si allontanerà come il punto nero in cui è ridotta la città, le energie contrarie formeranno un vuoto d’aria in cui saremo tutti risucchiati. Guardo il mio secondo: chissà cosa pensa. Ha tre bambini che gli chiederanno, forse, di comprargli l’ultimo modello di giocattolo. Il mio si è rotto, e non si trova nessuno che possa ripararlo.

versione audio