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Mangiare

Mangiare Gesù, tenerlo con sé per tutto il giorno, è il miracolo dell’Eucaristia. Ci sarebbe da chiedersi cosa ci portiamo appresso, nel viaggio della vita, su quale cibo facciamo affidamento. Finché il cielo non sorge nel cuore, la terra gli nasconde la luce.

Noi stessi

Ci dobbiamo nutrire, e ciò è scontato. Anche chi sta a dieta o digiuna si nutre, in qualche modo. Per sopravvivere bisogna mangiare. E per vivere? Dobbiamo cibarci della Vita. La svolta sta in questa comprensione: da allora in poi, più niente è come prima, perché siamo noi stessi, veramente.

ROCK ‘N’ROLL SUICIDE

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Intro: C G C G

E segue: C E7 F G Am

E senti come: «Time takes a cigarette puts it in your mouth. You pull on your finger, then another finger, then your cigarette». E chi? Uno suona, uno serve, uno stona: «ma lo sai che sei gialla?». Sarà la birra, sarà la luce che sbaglia, sarai pregna: di nicotina… Sarà che siedi con la gamba stesa e scansi con le stampelle sciami di pensieri: scacci pensieri come stracci da smettere, come tristi turisti molesti – nido nocivo di neuroni. Come dire, come pregare: silenzio! Cerchi calma, dopo l’ennesima colica, nella culla di un Cuba, un altro. Giro a vuoto: lo stomaco che ti manca per l’incubo che hai scelto. È il tuo lavoro! E come puoi prestare il corpo ai copioni, lo scheletro alle scene, se sei chiaramente claudicante? L’ultimo legamento sano, dei due puntelli dati – per piegare le ginocchia e rimanere a schiena dritta. Ora che paghi: la scelta di vita che non paga. Lo sai! Anche quel burocrate/politico ti sfrutta, con l’alibi della gavetta. Lo sai, ma fai finta di non saperlo. Fai finta, da sempre. Fingi. E [ti] mascheri. Figuri. E [ti] racconti una lucida bugia: vuoi crederci, nonostante… E affoghi colui che sventola un contratto che non firma. Non firmerà. Te l’ha fatto vedere, premiata profumeria, e hai corso troppo, hai dato tutto. Nulla di vero che tu possa stringere. Continua a leggere