di Roberto Mussapi
“Ti ho visto in faccia in quella stanza
io sporco di sangue e muco
tu stravolta e curiosa.
Ho tentato di dirti che non ero sicuro
di voler restare fuori di te
ma le parole che avevo in testa
nella mia bocca si impastavano male (….)
ti avevo appena fatta soffrire
ti avevo fatta sanguinare
eppure ero io a piangere e tu a sorridermi (…)
Ti ho visto in faccia in quella stanza
e darei tutto quello che ho per ricordarmene.”
Versi estratti dalla poesia con cui si apre questa autoantologia di Claudio Pozzani, che non si legge come antologia, perché suona e parla come opera completa, conclusa, unitaria. Continua a leggere

