Proseguiamo la perlustrazione delle sette stanze, soffermandoci su quella occupata dalla critica freudiana. Il padre della psicanalisi non ha dato indicazioni precise su un’applicazione della teoria alle opere d’arte: si è limitato ad appunti che i critici hanno interpretato o ampliato, a seconda dei casi. Interessante il paragone, cui Freud allude, tra poesia e fantasie isteriche, per quanto poco gratificante per la dignità del poeta. La rimozione e la conseguente produzione di un sintomo, come rappresentazione sostitutiva, avvia la trasmissione del messaggio secondo codici diversamente decifrabili. Continua a leggere
Freud (La conquista dello spazio 9)
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