
di Michele Lupo
1920. La Grande Guerra è finita da un pezzo, ma non negli umori dei più. Il capitano Italo Serra, nel cui cuore di soldato è imprigionato un buio che “non c’entra niente con tutti i discorsi inventati da chi li aveva mandati al massacro”, è immerso in una caligine della coscienza che lo fa sentire perduto, strappato all’uomo che pensava di essere, invischiato in una tormenta che gli fa temere di essere impazzito – e forse lo è. Continua a leggere
