Vincenzo Celano, L’animale a sei zampe, Edigrafema, 2013, pp. 184
Cap. 1
Quando fu vicina al punto più alto dell’impietrata sconnessa di Ciaracalle, la giumenta sollevò di scatto la testa e cominciò a orecchiare chiaramente in apprensione rallentando il passo. Alla fine s’impuntò e non volle andare avanti.
Il Capitano, che le era sul basto, la spronò più volte con il tallone. L’animle fece due passi e si piantò di nuovo. Fu in quel momento che una nuvola, mossa da un fiato di vento, si scostò e sotto i riflessi della luna calante i muri del camposanto emersero improvvisi dalla terra a mostrarsi come un’immensa carcassa bianca.
Le orecchie della cavalla si erano fatte più mobili. Ne mandava avanti ora una ora l’altra allargando le froge e sollevando la testa come a sincerarsi di quel che sentiva. Continua a leggere
