
Le creature di Fabio Pini ci competono. Sono competenti. E dunque contemporanee. Ci costringono a fare i conti con nuove categorie del tempo e dello spirito.
Perché sono anche figlie di una qualche pandemia, di una qualche guerra. Di una antica e smemoranda peste.
Non pagano la loro colpa. Non galleggiano nel mare. Almeno non ora, non più.
Si sono allontanate dal loro habitat naturale e sono sbarcate dalle nostre parti.
E infatti non lontano da casa le ho incontrate.
Continua a leggere