a cura di Franz Krauspenhaar
Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.
Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?
Mi piace. Come mi piace andare al fiume.
Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.
Non odio nessuno, non mi sono simpatici i fighetti, i somelier dell’arte e i moralisti che non sanno voler bene agli errori. Amo le persone in grado di sbagliare con generosità e che poi sono diventate mie amiche.
Quanto pensi di valere? Per favore rispondi non in scala da 1 a 10 ma con un discorso articolato.
Penso di poter valere molto in potenziale ma non mi sento di aver dato ancora nulla di importante e questo spesso è un dolore con cui sto lottando e che spero di uccidere prima di morire. Continua a leggere

