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Narratori del Nuovo Millennio – Fiammetta Palpati

Nuovo appuntamento con i Narratori del nuovo millennio, oggi con una delle voci più interessanti e fresche della Letteratura italiana con la elle maiuscola: Fiammetta Palpati.
La sua storia ha un ché di epico: scrive un romanzo (in seno alla scuola di scrittura “Bottega di Narrazione”, gestita da Giulio Mozzi). Dopo sette anni di attesa di un segnale di vita da parte del solito carosello di editori, Giulio Mozzi decide di pubblicarlo nella sua collana “fremen” con Laurana Editore, dove esce a gennaio 2024  con il titolo “La casa delle orfane bianche“, diventando cinque minuti dopo il Libro del Mese di gennaio 2024 a Radio 3 Fahrenheit. Sette minuti dopo, è proposto per il Premio Strega ma in zona così Cesarini da restare giocoforza nel mucchio, ma pazienza dato che ha vinto una lunga serie di premi molto prestigiosi tra cui, fiore all’occhiello, il Premio Campiello Opera Prima. Insomma, uno dei rari casi in cui possiamo parlare di feelgood editoriale.
Vi invito quindi ora a leggere lo splendido e toccante contributo di Fiammetta per la mia rubrica! Eccolo qui:

Perché scrivo, io, mi domandi, tu.
Se non scrivessi, io, ci saremmo parlate, noi?
Forse. Ma il fatto è, il fatto è, che noi siamo in contatto, contatto umano, perché io ho scritto. Quindi la mia prima risposta alla tua domanda è: la mia scrittura è il modo per entrare in contatto con altri esseri umani, presenti o distanti, per il tramite di qualcosa – la lingua scritta – che teniamo in comune e caro e amato. Certamente ci saranno – ci sono – diversi altri modi, tramite i quali gli esseri umani entrano in contatto. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Giulio Mozzi

Proseguo il mio appuntamento mensile con le narratrici e i narratori italiani con un ospite speciale in molti modi: Giulio Mozzi, che racconta:

C’è una discussione che dura da, boh, forse da cento anni; o forse da molti di più. La discussione è: se in un’opera letteraria sia più importante la materia o sia più importante la forma. Nel nostro tempo, in cui la forma principe della letteratura pare essere il «romanzo» (e vi ricordo che non è sempre stato così: quando Alessandro Manzoni decise di piantarla con inni e tragedie, i suoi amici si strapparono i capelli, perché il romanzo era una cosa volgare, popolana – e la chiesa lo guardava con molto sospetto), la discussione è spesso posta in questi termini: se sia più importante la narrazione (con tutti i suoi elementi: la storia, il montaggio, la tensione, le agnizioni, il mistero, il ritmo eccetera) o la scrittura (lo stile, il lessico, la sintassi, le figure retoriche, la punteggiatura eccetera).
È facile (ed è anche giusto) rispondere salomonicamente: narrazione e scrittura sono entrambe importanti. Continua a leggere→