Archivi categoria: Narratori del Nuovo Millennio

Narratori del Nuovo Millennio – Giulia Fazzi

Questa mia piccola rubrica dei Narratori del nuovo millennio è stata ferma per molti mesi, per varie ragioni, ma sono contenta di riaprirla con una delle mie scrittrici preferite, Giulia Fazzi.
Il suo ultimo romanzo, Le ragazze sono andate via, è appena uscito per Mondadori.
Il titolo del suo contributo l’ho scelto io, estraendolo dalle sue parole. Buona lettura!

QUANDO SCRIVO NON HO PAURA DI NIENTE

Scrivo da quando ero una ragazzina. Il primo romanzetto l’ho scritto a quattro mani con la mia amica del cuore, tra la quinta elementare e la prima media. Scrivevamo i capitoli una alla volta e seppellivamo il quaderno sotto la terra del nostro albero preferito. Era la storia di una grande amore sullo sfondo di una qualche guerra che avevamo studiato a scuola dove l’eroina moriva tragicamente di tisi tra le braccia dell’amato. Poi ho scritto una fanfiction (anche se allora non si chiamavano così) su Madonna e qualche altro raccontino. Ho sempre subito tantissimo l’influenza dei film che amavo, tra i miei archivi ho anche un breve romanzo dove la ragazza protagonista stava insieme al ragazzaccio del paese che era ispirato al River Phoenix di Stand by Me. Cioè, era lui. Le facce dei miei personaggi sono spesso le facce di attrici e attori. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Monica Lanfranco

In questo nuovo appuntamento con i Narratori del nuovo millennio ho chiesto un contributo a una delle voci migliori del femminismo italiano, Monica Lanfranco, che ha molto generosamente parlato dei temi che la coinvolgono di più, e della sua lunga vita di giornalista, scrittrice, ricercatrice e ispiratrice politico-sociale. Le sono molto grata per tutto ciò che ha fatto e continua instancabilmente a fare.

LE PAROLE PER DIRSI

Sono una narratrice (forse meglio sarebbe dire artigiana della parola) dello scorso millennio, visto che la mia biografia parla chiaro: nasco nel 1959, dunque ho vissuto fino ai miei quarant’anni nel ‘900. Per età, ma soprattutto per il piacere e la meraviglia che provo, sono legata alla forma materiale del testo scritto.
Per questo amo i libri, il loro odore e la loro consistenza. In più, e non è secondario, sono nata nella comunicazione giornalistica con il mezzo radiofonico.
Oggi il podcast ha riportato in primo piano la modalità di informazione e comunicazione attraverso la voce, il che è una benefica trasgressione alla ferrea legge dell’immagine, (in tv o via social) dominante nelle nostre esistenze di spettatori e spettatrici. Ma sono ben cosciente del fatto che la contemporaneità non è ritmata dalla voce umana e dal frusciare della carta stampata. Scrivo per alcuni blog, e molti dei miei libri sono anche in formato elettronico. Eppure. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Fiammetta Palpati

Nuovo appuntamento con i Narratori del nuovo millennio, oggi con una delle voci più interessanti e fresche della Letteratura italiana con la elle maiuscola: Fiammetta Palpati.
La sua storia ha un ché di epico: scrive un romanzo (in seno alla scuola di scrittura “Bottega di Narrazione”, gestita da Giulio Mozzi). Dopo sette anni di attesa di un segnale di vita da parte del solito carosello di editori, Giulio Mozzi decide di pubblicarlo nella sua collana “fremen” con Laurana Editore, dove esce a gennaio 2024  con il titolo “La casa delle orfane bianche“, diventando cinque minuti dopo il Libro del Mese di gennaio 2024 a Radio 3 Fahrenheit. Sette minuti dopo, è proposto per il Premio Strega ma in zona così Cesarini da restare giocoforza nel mucchio, ma pazienza dato che ha vinto una lunga serie di premi molto prestigiosi tra cui, fiore all’occhiello, il Premio Campiello Opera Prima. Insomma, uno dei rari casi in cui possiamo parlare di feelgood editoriale.
Vi invito quindi ora a leggere lo splendido e toccante contributo di Fiammetta per la mia rubrica! Eccolo qui:

Perché scrivo, io, mi domandi, tu.
Se non scrivessi, io, ci saremmo parlate, noi?
Forse. Ma il fatto è, il fatto è, che noi siamo in contatto, contatto umano, perché io ho scritto. Quindi la mia prima risposta alla tua domanda è: la mia scrittura è il modo per entrare in contatto con altri esseri umani, presenti o distanti, per il tramite di qualcosa – la lingua scritta – che teniamo in comune e caro e amato. Certamente ci saranno – ci sono – diversi altri modi, tramite i quali gli esseri umani entrano in contatto. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Francesco Trento

Nuovo appuntamento con i Narratori del nuovo millennio, oggi di nuovo in formato videointervista!
Ho chiacchierato con un ospite speciale: lo scrittore, sceneggiatore e docente Francesco Trento.

Non solo dei suoi libri ma anche della sua straordinaria scuola online di scrittura, Come si scrive una grande storia.

Se preferite ascoltare solo l’audio, lo potete trovare e ascoltare a questo link.

 

 

Narratori del Nuovo Millennio – Carola Susani

 

Nell’appuntamento di oggi  Carola Susani ha scelto di raccontare la sua scrittura attraverso una delle sue splendide poesie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Narratori del Nuovo Millennio – Yari Selvetella

Nell’appuntamento di oggi incontriamo Yari Selvetella, uno dei miei scrittori italiani preferiti di tutti i tempi.
Data la quantità di cose di cui volevo parlare con lui, e consapevole della densità delle sue risposte, ho deciso per questo appuntamento della mia rubrica di condurre  un’intervista online, che potete guardare qui su YT, o ascoltare come pod da questo link, oppure leggere in una versione condensata qui sotto.

Grazie mille di essere qui, è un’intervista di cui parliamo da un pezzo! Sei uno dei pochi scrittori che ho conosciuto prima che fosse un autore di romanzi: quando ci siamo conosciuti avevi pubblicato soltanto un libro di poesia, nel ‘97 – cosa che mi era completamente sfuggita – e poi la poesia l’hai ripresa soltanto quasi dieci anni dopo. Come mai?

Ma guarda in realtà io sin da ragazzo faccio sempre le stesse cose. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Marta Baiocchi

Nell’appuntamento di oggi incontriamo Marta Baiocchi, una scrittrice che lavora nel campo della ricerca scientifica – “una persona tra due mondi” come si definisce – che ho invitato in questa rubrica per il suo punto di vista insolito sulla scrittura.

Mi sento, questo sì, una persona tra due mondi: la ricerca e la narrativa, che non sono solo due attività distinte, ma, nella mia percezione, due modi diversi di porsi di fronte alla realtà.
Una posizione scomoda, diciamolo, però così magica, fascinosa.
È sempre stato così per me, fin da quando ho memoria: quella curiosità avida verso il mondo, gli oggetti, le cose che si muovevano intorno a me, le cose che facevano cose. Volevo toccarle, tutte, metterle in bocca, assaporarle. Possibilmente aprirle, meglio ancora romperle, per vedere cosa c’era dentro, come funzionavano.
Non credo di essere stata molto diversa in questo da tutti gli altri bambini, ma non so se a tutti ne resta qualche traccia nella memoria, come a me. Io ero quel tipo di bambina (nonsoloimaschi) capace di passare un pomeriggio avvitando e svitando una manciata di bulloni ai propri dadi. Indignandomi poi se di qualche dado o bullone non si trovava la controparte giusta. Io ero quel tipo di bambina a cui bisognava nascondere le lampadine del flash della macchina fotografica. Perché me le mangiavo. A quei tempi, le macchinette fotografiche non avevano batterie né flash incorporati: per ogni foto bisognava mettere una lampadina nuova, che faceva un unico flash, col quale si bruciava e andava poi buttata. Si compravano a scatolette, da sei, da otto, non so, ma me le ricordo bene, erano minuscole, graziose, di un bellissimo azzurro trasparente, molto appetitoso. Non ricordo precisamente di averle mangiate, me lo hanno raccontato, ma so che quel tipo di vetro azzurro e trasparente mi evoca da sempre un senso di attrazione invincibile, ora non voglio arrivare a dire di acquolina in bocca. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Roberto Carvelli

Nell’appuntamento di oggi incontriamo Roberto Carvelli, un narratore di luoghi  che ci spiega come nessun luogo si esaurisca.

Scrivo di luoghi. Ne ho sempre scritto. Con un preciso ingaggio o senza averne nessuno sin dal principio ho sempre deciso di cercare di esaurire i luoghi per dira con Perec, sentito di doverlo fare, come un’ossessione, un richiamo irresistibile che andava anche oltre le attese mie e di altri, le approvazioni, le riprovazioni. Osservarli e raccontarli usando modelli e istinti diversi, approcci unici che hanno tenuto insieme un libro e solo quello. Usando colori e mezzi diversi a seconda della pagina su cui poi li avrei impressi. Talvolta un luogo l’ho fatto implodere e poi ho rimontato diversamente i tasselli di quella deflagrazione per avere un disegno nuovo, consegnando forse un luogo non più reale pur avendo lo stesso nome riconoscibile di quello vero. Non mi sono mai sentito in imbarazzo nell’usare materiali anche poco narrativi come interviste, liste, citazioni, impressioni. Lo scopo era il libro. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Demetrio Paolin

Nell’appuntamento di oggi incontriamo Demetrio Paolin, un narratore che con generosità rivela la sua esperienza di scrittura come luogo di incertezza e di prova tra mestiere e necessità espressiva.

… inizio con una ammissione, quando Monica mi ha chiesto di scrivere il pezzo, che spero leggerete adesso, ovvero il pezzo che sto scrivendo ora, ho accettato di buon grado, ma infine sono arrivato a ridurmi a scriverlo molti mesi dopo, rispetto a quello che avevo promesso a lei, Scusami!, ma da un lato questa parentesi temporale tra il sì, wow, che bello e la consegna del pezzo in sé potrebbe essere interessante per capire il mio percorso di scrittore e il mio percorso di scritture, perché insomma ho durato tanto tempo, accampato impegni, inventato improbabili influenze, distruzioni del pc prima di scrivere questo pezzo?, perché dovrei ammettere che il motivo principale della mia scrittura avviene sotto il segno della vergogna: provo a spiegare. Spiego: parto da una faccenda che mi è accaduta proprio qualche giorno fa, che quando mi è accaduta mi son detto Ecco questa la scrivo, la sto scrivendo ora; ero a fare una lezione, in una classe non mia a scuola, la collega mi aveva invitato per parlare di Primo Levi, Continua a leggere→

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Narratori del Nuovo Millennio – Nicola Lagioia

Nell’appuntamento di oggi pubblico con enorme piacere una mia lunghissima intervista a Nicola Lagioia, avvenuta qualche settimana fa a seguito dell’uscita in svedese del suo ultimo romano, “La città dei vivi”.
abbiamo parlato del romanzo ma soprattutto più in generale di cosa significhi – per Nicola – la scrittura, che funzione ha nel tempo, nella dimensione sociopolitica e culturale di oggi, quali i mezzi, le risorse, le insidie, le possibilità. Sono grata a Nicola per essersi preso tutto il tempo e il respiro necessari a rendere questo dialogo così ricco e fecondo.

“La città dei vivi” è un true crime che racconta la storia di due giovani uomini dalla vita relativamente nella norma, Marco Prato e Manuel Foffo che hanno brutalmente torturato e ucciso un giovane prostituto di 23 anni, Luca Varani, dopo averlo torturato per ore. Hai fatto un’indagine molto approfondita intervistando tutte le persone coinvolte con le quali hai potuto parlare, e ne hai estratto questo monumentale romanzo documentalistico. Perché?

Nicola Lagioia ritratto da Chiara Pasqualini

Guarda, ci sono in realtà due risposte a questa domanda. La più superficiale è che dalla prima volta che ho sentito la notizia di questo omicidio al telegiornale, ho pensato che fosse una storia terribile ma al tempo stesso interessante da raccontare. Prima di tutto per la sua violenza, che per una città come Roma è abbastanza rara: è una città turbolenta però statisticamente parlando ha un basso numero di omicidi rispetto all’Europa in generale. In più, si è trattato di un omicidio completamente privo di movente, eseguito da persone che non avevano nessun collegamento con il mondo criminale; un patto di sangue tra due persone con una vita relativamente ordinaria. Marco Prato è figlio della buona borghesia di sinistra, è una persona con un certo tipo di interessi culturali e fa da PR per un locale alla moda, è affermato nella comunità LGBTQ. Manuel invece viene dal Collatino, un quartiere non molto chic, ma la sua famiglia è benestante e finanziariamente solida. Insomma, due persone insospettabili. Continua a leggere→

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Narratori del Nuovo Millennio – Gian Marco Griffi

Nell’appuntamento di oggi incontriamo Gian Marco Griffi, autore di un romanzo sorprendente e spiazzante come “Ferrovie del Messico”, uscito con Laurana Editore nella collana fremen diretta da Giulio Mozzi e candidato al Premio Strega 2023.

Gian Marco ha scritto per La poesia e lo spirito una narrazione autofittiva sulle ragioni del suo scrivere dal titolo:

La noia e Emilio

L’altro giorno era a Roma. Tra un impegno e l’altro ho preso a girandolare per le strade di Roma come ogni volta che sono a Roma e ho del tempo da perdere, giacché avere del tempo da perdere a Roma, per me, è quanto di meglio possa capitare a un viandante, a un pellegrino, a un viaggiatore, a un avventuriero, insomma avere del tempo da perdere a Roma è una cosa bellissima, entusiasmante, mentre avere del tempo da perdere dalle mie parti, che ne so, per esempio a Scurzolengo (provincia di Asti), per quanto l’aria di Scurzolengo in provincia di Asti sia presumibilmente un po’ migliore di quella di Roma, Continua a leggere→

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Narratori del Nuovo Millennio – Elisabetta Mastrocola

Il quarto appuntamento di questa rubrica è dedicato a Elisabetta Mastrocola, una grande affabulatrice.

Le mie motivazioni

Raccontare le motivazioni che mi hanno spinta a scrivere è un po’ come scavare per arrivare alla fonte sotterranea di un passato remoto difficile da raggiungere. Aiuta, più della memoria, la scoperta ogni volta rinnovata di una verità che si rivela solo con gli strumenti propri della scrittura: una penna, dei fogli, una tastiera. Quel che succede, a me come credo anche tutti gli altri scrittori, è di trovarsi sopraffatti da una valanga di emozioni, sensazioni e pensieri che hanno l’impellente bisogno di essere raccontati dapprima alla rinfusa e con passione, poi con ordine e precisione.
Ne deriva un appagamento totalizzante. È come se in quel preciso momento tutta la vita fosse lì, come se non ci fosse nient’altro che stare in quello spazio circoscritto eppure infinito.
Vivere di scrittura ti fa inventare la vita giorno per giorno, ti fa essere nel mondo ma in un modo inusuale, ti fa essere sognatrice e concreta, libera ma legata ai tuoi personaggi che se ne infischiano di essere invadenti. Personaggi che diventano presenze con cui avrai a che fare a lungo e che vedi solo tu, creature immateriali ed eterne, che rimangono giovani mentre tu invecchi. Continua a leggere→

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Narratori del Nuovo Millennio – Tommaso Giartosio

Ieri è stata annunciata la dozzina del Premio Strega e ho deciso di mettere un post extra oggi per ospitare una poetica, fertile e profonda riflessione di Tommaso Giartosio – nella dozzina con il suo “Autobiogrammatica” [Minimum Fax] – a proposito della ragione ultima dello scrivere, che è così centrale per questa rubrica. 

Trovarsi a concorrere a un premio blasonato può avere un senso a una sola condizione: di poter contare sul sostegno di una moltitudine di atti di lettura e di gesti di condivisione e solidarietà, un rumore buono che si fa sentire da una lettrice all’altra e fa dell’augusto premio ciò che deve essere: un luogo di ricerca del senso attraverso la scrittura.

Scrittura di un tipo particolare, chiamata letteratura; scrittura che per rispondere pone domande, per svelare la realtà la trasforma, e per spalancare porte carraie dispone solo di una chiave di violino e della spinta di un soffio.

Narratori del Nuovo Millennio – Guglielmo Pispisa

Il terzo appuntamento con i narratori del nuovo millennio è dedicato a Guglielmo Pispisa, che ha scelto per questa rubrica su La Poesia e lo Spirito un testo estratto da un inedito, dove racconta in punta di penna il primo incontro a Roma con Einaudi Stile Libero.

Per mettere le cose in chiaro
La verità è che a voi non ve ne frega un cazzo. Scrivo, non scrivo, è uguale, tanto non ve ne frega un cazzo. Non lo comprerete. Mai lo leggerete, pure se ve lo regalassero. E se siete giornalisti o operatori culturali di vario genere, non lo recensirete e non ne parlerete. Figurati, un altro scrittore che ci prova, fare romanzo di sé, discorso della propria frustrazione, attirare l’attenzione facendo leva sulla propria irrilevanza. La lista è lunga, Antonio Moresco con Lettere a nessuno, Giorgio Falco con Ipotesi di una sconfitta sono solo il primo e l’ultimo che mi vengono in mente. E niente, manco di loro ve n’è mai fregato un cazzo.
Ma allora perché scrivi? chiedereste voi, se ve ne fregasse qualcosa (ma non ve ne frega un cazzo, dico Voi tanto per dire, lo so che di là non c’è nessuno). Continua a leggere→

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Narratori del Nuovo Millennio – Giulio Mozzi

Proseguo il mio appuntamento mensile con le narratrici e i narratori italiani con un ospite speciale in molti modi: Giulio Mozzi, che racconta:

C’è una discussione che dura da, boh, forse da cento anni; o forse da molti di più. La discussione è: se in un’opera letteraria sia più importante la materia o sia più importante la forma. Nel nostro tempo, in cui la forma principe della letteratura pare essere il «romanzo» (e vi ricordo che non è sempre stato così: quando Alessandro Manzoni decise di piantarla con inni e tragedie, i suoi amici si strapparono i capelli, perché il romanzo era una cosa volgare, popolana – e la chiesa lo guardava con molto sospetto), la discussione è spesso posta in questi termini: se sia più importante la narrazione (con tutti i suoi elementi: la storia, il montaggio, la tensione, le agnizioni, il mistero, il ritmo eccetera) o la scrittura (lo stile, il lessico, la sintassi, le figure retoriche, la punteggiatura eccetera).
È facile (ed è anche giusto) rispondere salomonicamente: narrazione e scrittura sono entrambe importanti. Continua a leggere→

Narratori del Nuovo Millennio – Francesca Maccani

Inauguro oggi una nuova rubrica dedicata a narratrici e narratori italiani degli ultimi anni, ai quali ho chiesto di raccontare (con qualsiasi mezzo volessero) le loro motivazioni di scrittura.
La durata di questa rubrica non dipenderà da me, ma dalla disponibilità degli scrittori che inviterò a partecipare. Mi auguro che duri a lungo!

Comincio con una narratrice siciliana che amo molto, Francesca Maccani. Che ci racconta del suo ultimo romanzo, vincitore nel 2023 del premio Rapallo: Le Donne dell’Acquasanta non è solo il mio ultimo romanzo, le protagoniste tutte sono ormai parte della mia vita, il loro ricordo e le loro voci non mi lasciano mai e in questi mesi mi hanno restituito in termini di regali e di sorprese, molto più di quello che ho fatto io per loro, scrivendo la loro storia. Il libro racconta le vicende di un gruppo di operaie della Manifattura Tabacchi di Palermo e in particolare di Franca e Rosa Lavorano in coppia, in sincrono perfetto: le dita sottili ed esperte arrotolano foglie di tabacco da mattina a sera. Amiche da sempre, le due ragazze sono cresciute insieme in un borgo di pescatori spalmato ai lembi della città. Continua a leggere→

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