di Franz Krauspenhaar
Stamattina guardo su Rai Storia un servizio del Telegiornale dei ragazzi datato 1967. Giuliano Sarti, il portiere della Grande Inter di Herrera, è seduto su un pallone in tenuta di allenamento, ad Appiano Gentile, dove si allena la squadra. L’intervistatore, accovacciato davanti a lui, gli fa varie domande sul “mestiere di campione”. Il portiere parla con pacatezza, si esprime senza sbavature, con pulizia di linguaggio e di gesti. Chissà se, neanche settenne, avevo già visto quel filmato. Sarti è un uomo giovane, ha trentaquattro anni, ma il suo modo di parlare, la sua serietà, un filo di orgoglio che gli esce dai movimenti del viso esprimono maturità. Continua a leggere

