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LA PIENEZZA DEL VUOTO, di Francesco Roat

LA PIENEZZA DEL VUOTO. Tracce mistiche nei testi di Robert Walser di Francesco Roat
Vox Populi, 2012 – pagg. 274 – euro 15

di Massimo Maugeri

 Robert Walser (1878-1956) è stato, al contempo, uno tra i più grandi autori svizzeri del Novecento e una delle voci maggiori della narrativa tedesca del secolo scorso. Francesco Roat è andato in cerca delle cospicue tracce mistiche che abbondano in tutta l’opera di Walser: specie nei romanzi della trilogia berlinese, che qui si analizza in modo privilegiato…

– Francesco, quando hai “incontrato” per la prima volta Robert Walser e i suoi scritti? E perché hai deciso di occuparti di lui?
Come forse tanti italiani, il primo libro che ho letto di questo grande ? ma da noi ancora troppo sconosciuto ? autore svizzero di lingua tedesca è stato il racconto lungo: “La passeggiata”, risalente al 1917: unica opera relativamente popolare del Nostro. Ma guai a fermarsi lì, nonostante si tratti di una prosa dalla “straordinaria altezza poetica”, come ebbe a definirla con sintesi ineguagliabile Emilio Castellani nella nota finale alla sua traduzione italiana del testo (edito in Italia da Adelphi solo nel 1976). Bisogna passare – e io poi sono passato – alla cosiddetta trilogia berlinese: ai tre grandi romanzi scritti nella capitale tedesca dal giovane Walser in cerca di fortuna. Si tratta di: “I fratelli Tanner”, “L’assistente” e “Jakob von Gunten”. Ho voluto indicarli, consigliandoli senz’altro ai lettori, perché si tratta delle opere di uno scrittore che oggi è unanimemente considerato dai critici fra i più grandi della prima metà del Novecento. Non a caso, sin dalle prime prove, Walser fu subito apprezzato da mostri sacri come Kafka, Musil, Canetti, Benjamin, Hesse. Ma in Italia questo artista geniale, così schivo e solitario, è ancora ritenuto dai più un minore, un novellatore, uno scrittore di prose lievi. Valutazione estremamente parziale, sia ben chiaro. E poi mancava una sua monografia nella nostra lingua. Così ho cercato di colmare questa lacuna.

– Ci sono elementi di attualità nei romanzi di Walser? Cosa diresti a un lettore di oggi per invogliarne la lettura?
Voglio essere un provocatore, dicendoti che se c’è un autore inattuale, questo è Robert Walser. Ma cerco di spiegarmi meglio. Inattuale nel senso che la sua filosofia di vita fa a pugni con l’ideologia individualistica oggi imperante, secondo la quale ciò che più conta è emergere, affermarsi ad ogni costo, ottenere successo e denaro, apparire, essere ammirati. I protagonisti dei romanzi di Walser, invece ? similmente a Robert ? non si attaccano ad alcun possesso, ad alcuno status, ruolo o identità. Non hanno legami o almeno cercano (come i buddhisti) di liberarsi dall’attaccamento, vivendo il dasein (l’esserci) radicati nel presente senza particolari brame e soprattutto accogliendo, senza opporvisi, perdite e sconfitte. In tal modo essi mostrano a ogni piè sospinto una profonda spiritualità, la quale è il riflesso di chi li ha creati. E ciò ad onta di quanti affermano non vi siano mai messaggi palesi negli scritti di Robert Walser.
Quanto ad invogliare i lettori, suggerirò solo questo: prendete un qualunque suo libro, apritelo a caso e iniziate a leggere. Vi assicuro che non vi fermerete a quella pagina. Provare per credere. Continua a leggere