Camillo Sbarbaro nacque a Santa Margherita Ligure nel 1888, centoventi anni fa. La sua poesia è quella dei grandi del Novecento. Qui trovate notizie su di lui; fu tra l’altro uno straordinario collezionista di licheni – le sue raccolte sono ora ospitate da importanti musei. Il volume L’opera in versi e in prosa – Poesie – Trucioli – Fuochi fatui – Cartoline in franchigia – Versioni, è stato pubblicato a cura di Gina Lagorio e Vanni Scheiwiller da Garzanti, Milano 1985, II ediz. 1995. Il volume non comprende le poesie di Resine per espressa volontà dell’autore che non le considerava più veramente sue. Esse tuttavia sono state pubblicate: Resine, edizione critica a cura di Giampiero Costa, Libri Scheiwiller, Milano 1988. Per conoscere la sua anima, o comunque quello che ne traluce dai suoi versi, buona cosa sarebbe leggersi almeno tutta la raccolta Pianissimo, qui vi offro qualche brandello.
Il mio cuore si gonfia per te, Terra,
come la zolla a primavera.
lo torno.
I miei occhi son nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto m’intenerisce e mi dà gioia.
In te mi lavo come dentro un’ acqua
dove si scordi tutto di se stesso.
La mia miseria lascio dietro a me
come la biscia la sua vecchia pelle.
Io non sono più io, io sono un altro.
Io sono liberato di me stesso.
Terra, tu sei per me piena di grazia.
Finché vicino a te mi sentirò
così bambino, fin che la mia pena
in te si scioglierà come la nuvola
nel sole,
io non maledirò d’esser nato.
lo mi sono seduto qui per terra
con le due mani aperte sopra l’erba,
guardandomi amorosamente intorno.
E mentre così guardo, mi si bagna
di calde dolci lacrime la faccia.
inverno 1912
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